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Cosa significa asfissia radicale

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Si manifesta quando le radici delle piante marciscono a causa dell'eccessiva presenza di acqua nel terreno, causando la decomposizione delle radici stesse. Le cause più frequenti includono l'eccessiva irrigazione e il ristagno idrico, che impediscono lo scambio di gas e riducono l'ossigeno disponibile per le radici. Le colture più soggette includono le piante da orto come pomodoro, peperoni e melanzane, nonché piante ornamentali come gerani e begonie, che richiedono un'adeguata gestione idrica.

L’asfissia radicale è un disturbo che colpisce le radici delle nostre piante, compromettendone crescita e salute. Si manifesta quando il terreno diventa totalmente saturo d’acqua, eliminando gli spazi d’aria necessari alle radici. In queste condizioni anaerobiche, i processi vitali della pianta vengono alterati: le radici non riescono ad assorbire ossigeno e si intossicano.

I sintomi visibili sono evidenti: foglie gialle e cadenti, crescita stentata. È fondamentale riconoscere per tempo i segnali di asfissia radicale, per intervenire migliorando il drenaggio ed evitare il deperimento della pianta. Vediamo quindi cause, sintomi e soluzioni contro questo disturbo frequente nei terreni argillosi.

Definizione di asfissia radicale

“Asfissia radicale: la presenza di acqua impedisce gli scambi gassosi ed il terreno, a livello radicale, si impoverisce di ossigeno; impoverimento di nitrati per dilavamento e per denitrificazione; destrutturazione del terreno; instaurazione di condizioni favorevoli allo sviluppo delle crittogame parassite.” Fonte definizione Wikipedia.

Spiegandolo in parole semplici, questo disturbo avviene quando l’acqua intrappola gas nel terreno, riducendo l’ossigeno disponibile per le radici. Questo processo può portare alla perdita di nitrati e alla degradazione del terreno. Le condizioni risultanti favoriscono la proliferazione di funghi parassiti dannosi per le piante. In queste circostanze, il terreno diventa un ambiente sfavorevole per lo sviluppo sano delle radici, poiché la mancanza di ossigeno e l’impoverimento di nutrienti ostacolano il normale processo di crescita.

Sintomi e segni di marciume radicale nelle piante

È una patologia subdola, che spesso si riconosce quando è troppo tardi. Tuttavia, imparare a identificare per tempo i sintomi e i segnali tipici può salvare le piante. I primi campanelli d’allarme sono le foglie che iniziano ad ingiallire e a macchiarsi, per poi cadere al minimo tocco. La chioma si dirada, i rami appaiono molli e scuriti. La pianta è nodosa alla base.

Spesso, le radici marciscono e la corteccia si stacca. Il terreno è umido, compatto, con odore sgradevole e presenza di muffe. In casi gravi, compaiono alghe e funghi. Quando le foglie gialle aumentano e la crescita si ferma, è urgente intervenire, perché il marciume progredisce velocemente.

Quali piante sono più sensibili al marciume radicale?

Alcune specie botaniche sono più inclini a contrarre il marciume radicale rispetto ad altre. Le piante tropicali, abituate a climi caldi e umidi, soffrono particolarmente i ristagni idrici: è il caso di dracaenacroton e ficus. Anche le conifere come tuia e cipresso mal sopportano i terreni asfittici.

Molto sensibili sono le piante acidofile che prediligono substrati acidi ben drenati, come azalea, rododendro e ortensia. Tra le erbacee, insidiose sono le specie a foglia larga come& anthurium e calathea. Un eccesso irriguo può far marcire rapidamente le radici di queste piante inclini al marciume. Meglio prediligere esemplari rustici e adattabili come sanseveria, aloe e kentia.

Come prevenire il marciume radicale

Prevenire è meglio che curare, soprattutto per il marciume radicale. Per evitare questa temibile condizione, è importante scegliere piante adatte al proprio terreno: specie sensibili all’umidità soffriranno. Fondamentale è poi il drenaggio, utilizzando vasi con buchi e sottovasi drenanti, e substrati misti a sabbia o ghiaia. Bagnare solo quando necessario, verificando con un dito che il terreno si sia asciugato in superficie.

La frequenza e la quantità d’acqua vanno dosate sulle reali necessità della pianta. D’inverno, ridurre le irrigazioni ed evitare ristagni idrici. Aerare periodicamente il terreno con un forcone e concimare in modo equilibrato. Queste semplici strategie preventive creano un ambiente sano per le radici, scongiurando l’insorgere del problema alle radici delle piante.

Marciume radicale e rimedi biologici

Quando è in fase iniziale, si può tentare di intervenire con rimedi biologici, evitando l’uso di prodotti chimici. Un ottimo alleato è il bacillus subtilis, un batterio benefico che protegge le radici creando un biofilm. Agisce come antibiotico naturale contro i patogeni. Anche il compost è utile: migliora la struttura del terreno e contiene microorganismi antagonisti. Per areare ed equilibrare la flora microbica, si può anche applicare uno strato di terra di diatomee.

Anche tra le piante ci sono validi aiuti: timo, aglio e calendula hanno proprietà antibatteriche e fungicide, mentre la camomilla è disinfettante. Questi rimedi naturali, uniti a buone pratiche colturali, possono debellare sul nascere focolai di marciume radicale in modo ecologico.

Studi di approfondimento sul marciume radicale:

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