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Cosa coltivare in un terreno argilloso

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La coltivazione di un orto in un terreno ricco di argilla richiede particolari accorgimenti. La consistenza compatta e la bassa permeabilità dell'acqua possono rappresentare sfide per la crescita delle piante. La scelta delle piante da coltivare è cruciale, optando per specie adattabili alle condizioni del terreno. Una corretta lavorazione del suolo e l'apporto di concime adeguato possono contribuire a rendere il terreno più idoneo alla coltivazione di un orto rigoglioso, nonostante le sfide di un substrato argilloso.

I terreni argillosi possono mettere in difficoltà anche il pollice più verde. Ma non scoraggiatevi: con i giusti accorgimenti si possono ottenere ottime coltivazioni e piante rigogliose. In questa guida vi sveleremo quali sono le specie ortive, aromatiche e ornamentali più adatte per crescere in un terreno argilloso e pesante.

Scoprirete curiosità sulle loro caratteristiche e i migliori metodi di coltivazione in queste condizioni. Imparerete anche quali piante evitare con un substrato di argilla, e pratiche utili per migliorare la struttura e la fertilità nel lungo periodo. Con piccole attenzioni si possono raggiungere grandi risultati.

Caratteristiche del terreno argilloso

I terreni argillosi si distinguono per la tessitura fine e compatta, formata da particelle minerali molto piccole. Quando è asciutto, l’argilla diventa dura e impermeabile; con l’umidità tende a formare zolle compatte e viscosità. L’acqua ristagna in superficie anziché penetrare in profondità. Tutto ciò comporta diversi problemi per la crescita delle piante: asfissia radicale, difficoltà nello sviluppo dell’apparato radicale e nell’assorbimento di elementi nutritivi e acqua.

Inoltre l’argilla limita le lavorazioni del terreno eseguibili. Per queste ragioni, non tutte le specie vegetali si adattano a un substrato argilloso. Conoscere le caratteristiche del terreno è il primo passo per scegliere cosa coltivare.

Come riconoscere un terreno argilloso e migliorare la struttura

Per capire se il proprio terreno è argilloso ci sono alcuni semplici test. Quando è bagnato, l’argilla diventa appiccicosa e compatta formando zolle dure. Da asciutto si creano crepe e si forma una crosta superficiale. Facendo la classica prova di schiacciare un campione di terra tra le dita, se questo si comprime in un nastro sottile significa che è presente un’alta percentuale di argilla.

Anche l’analisi granulometrica può quantificare la frazione argillosa. Una volta accertata la natura del terreno, è possibile intervenire per migliorarne la struttura. Le tecniche più efficaci sono l’aggiunta di sabbia di fiume o materiali organici come letame, compost, torba. Questi interventi regolari ammorbidiscono e rendono più permeabile l’argilla compatta.

Strategie di coltivazione per ottimizzare la produttività

La scelta delle piante adatte, il corretto periodo di semina e le tecniche di gestione del suolo sono fondamentali. La pratica di pacciamatura, l’uso di letti rialzati e la rotazione delle colture sono strategie che possono favorire la coltivazione. L’apporto regolare di materiale organico, come compost o letame, può migliorare la struttura del terreno nel tempo, rendendolo più adatto alle piante.

Quali ortaggi coltivare

Nonostante le difficoltà, in un terreno argilloso si possono coltivare con successo alcuni tipi di ortaggi. L’aglio e la cipolla sono ideali perché necessitano di un ambiente umido e compatto per formare bulbi sani. Anche cavoli, lattughe e altre brassicacee prediligono terreni pesanti. Via libera a patate e barbabietole che non temono il compattamento del suolo.

Bene anche zucche e zucchine, se piantate su dossi rialzati. Da evitare invece pomodori, peperoni e melanzane che soffrono per il ristagno idrico. Conoscere le esigenze delle piante guida nella scelta di cosa coltivare nell’orto argilloso.

Cipolle

La cipolla si coltiva da seme o bulbo da febbraio a maggio. Va esposta in pieno sole. La raccolta avviene da luglio a settembre quando la parte aerea ingiallisce.

Aglio

L’aglio si pianta da bulbo da ottobre a dicembre. Necessita di pieno sole. Si raccoglie nel periodo estivo da giugno ad agosto quando la parte aerea si secca.

Cavoli

I cavoli si seminano da marzo a luglio. Prediligono posizione semiombreggiata. Si raccolgono da ottobre a febbraio a seconda della varietà.

Lattughe

Le lattughe vanno trapiantate da febbraio ad agosto. Esposizione in mezzombra. Raccolta prima della fioritura.

Patate

Le patate si piantano da tubero da febbraio ad aprile. Esposte al sole. Raccolta da giugno ad agosto.

Barbabietole

Le barbabietole si seminano da marzo a giugno. Esposte al sole. Raccolta da giugno a ottobre.

Zucche

Le zucche si seminano da aprile a giugno. Necessitano di pieno sole. La raccolta avviene da settembre a novembre.

Zucchine

Le zucchine si trapiantano da aprile a giugno. Esposte al sole. Raccolta da giugno a ottobre prima che i frutti ingialliscano.

Quali verdure coltivare

È possibile ottenere ottime produzioni anche con alcuni tipi di verdura. Via libera a fagioli, piselli e fave che gradiscono i suoli umidi e fertili. Ottime scelte anche cetrioli, melanzane e zucchine trapiantandoli su dossi rialzati per favorire il drenaggio ed evitare i ristagni.

Attenzione invece con finocchi, sedano e prezzemolo che potrebbero soffrire l’asfissia radicale. Valutare prima di piantare spinaci e bietole che preferiscono terreni più leggeri. Con piccoli accorgimenti anche con la verdura si possono raggiungere buoni risultati.

Fagioli

I fagioli si seminano da aprile a luglio. Necessitano di pieno sole. Si raccolgono da agosto a ottobre quando i baccelli sono ancora teneri.

Piselli

I piselli si seminano da febbraio ad aprile. Prediligono posizione soleggiata. La raccolta dei baccelli avviene da maggio a luglio prima che induriscano.

Fave

Le fave si piantano da ottobre a dicembre. Esposte al sole. Raccolta da aprile a giugno quando i baccelli sono ancora teneri.

Cetrioli

I cetrioli si trapiantano da aprile a giugno. Necessitano di sole. Si raccolgono da giugno ad agosto.

Melanzane

Le melanzane si trapiantano da maggio a giugno. Esposte al sole. Raccolta da luglio a settembre prima che ingialliscano.

Quali alberi da frutto coltivare

Per ottenere buoni raccolti di frutta anche in terreni argillosi e compatti è importante scegliere specie adatte. Le piante da frutto più indicate sono quelle che tollerano un drenaggio lento e riescono a svilupparsi nonostante le difficoltà. Tra le migliori scelte ci sono sicuramente il melo, il pero, il pruno e il ciliegio che ben si adattano all’argilla pesante.

Anche l’olivo è una pianta rustica capace di produrre in queste condizioni difficili. Al contrario, sono da evitare peschi, albicocchi e susini che soffrono per i ristagni idrici. Pianificando bene le specie da frutto da coltivare, si possono ottenere soddisfacenti produzioni anche partendo da un terreno argilloso.

Melo

Il melo si pianta in autunno-inverno. Predilige posizione soleggiata. La raccolta va da agosto a ottobre a seconda della varietà.

Pero

Il pero si mette a dimora in autunno-inverno. Necessita di pieno sole. La maturazione dei frutti è tra agosto e ottobre.

Pruno

Il pruno si pianta in autunno-inverno. Esposto al sole. I frutti si raccolgono tra luglio e settembre.

Ciliegio

Il ciliegio si coltiva messo a dimora in autunno-inverno. Pieno sole. Raccolta da maggio a luglio.

Olivo

L’olivo si mette a dimora da ottobre a marzo. Pieno sole. Raccolta delle olive tra ottobre e dicembre.

Che concime usare per i terreni argillosi?

Per apportare nutrienti ci sono concimi specifici particolarmente indicati. Uno di questi è il perfosfato minerale, che ha la caratteristica di essere fisiologicamente acido. Oltre al fosforo, questo concime contiene dal 25 al 30% di gesso. Ciò lo rende molto adatto per terreni argillosi ed argilloso-calcarei, dove contribuisce a migliorare la struttura correggendo il pH.

Un’altra valida opzione è il letame bovino maturo, ricco di sostanze nutritive e con un’azione ammendante sull’argilla. Anche i concimi potassici come il solfato di potassio, aiutano le piante a resistere alle asfissie radicali.

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