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Come combattere la cimice asiatica: strategie di lotta integrate

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Originario del Sud-Est asiatico, si è rapidamente diffuso in diverse regioni, falcidiando i raccolti e compromettendo la produttività agricola. È fondamentale conoscere le strategie di lotta più efficaci, che spaziano da metodi agronomici a quelli chimici e biologici, per proteggere le coltivazioni e salvaguardare il lavoro degli agricoltori.

La cimice asiatica, un insetto invasivo proveniente dal Sud-Est asiatico, sta diventando una vera piaga per gli agricoltori e gli orticoltori. Questo parassita polifago, introdotto in Italia ormai da oltre mezzo secolo, attacca indiscriminatamente una vasta gamma di colture, compresi ortaggi e alberi da frutto.

La sua voracità e le sue abitudini di nutrizione possono causare danni significativi alle piante, compromettendo seriamente i raccolti e le rese agricole. È fondamentale conoscere le strategie di lotta più efficaci per proteggere le coltivazioni da questo pericoloso insetto.

Danni della cimice asiatica: arrossamenti, necrosi e frutti immangiabili

I danni provocati dalla cimice asiatica alle piante che attacca possono essere di due tipi principali. In primo luogo, essendo un insetto succhiatore, sottrae linfa dalle piante causando arrossamenti, necrosi degli embrioni e altre nevrosi visibili. Questo indebolisce la pianta e ne compromette la crescita e la produttività.

In secondo luogo, la cimice tende a riversare la sua saliva all’interno dei frutti durante il processo di nutrizione. Ciò rende i frutti immangiabili a causa dell’odore sgradevole simile a quello di cimice schiacciata, costringendo a gettare via interi raccolti. La contaminazione dei frutti da parte della saliva delle cimici rappresenta una grave perdita economica per gli agricoltori.

Trasmissione di malattie virali e batteriche alle colture

Oltre ai danni diretti causati dalla sottrazione di linfa e dalla contaminazione della saliva, può causare un danno indiretto molto pericoloso. Attraverso la sua attività di nutrizione succhiando la linfa, questo insetto può trasmettere alle piante malattie di origine virale o batterica.

Queste malattie trasmesse possono avere effetti devastanti sulle coltivazioni, causando ulteriori perdite di produzione e compromettendo la qualità e la sicurezza dei raccolti. È importante tenere sotto controllo la presenza di cimici asiatiche per prevenire la diffusione di tali patogeni nelle colture.

Lotta agronomica: rimozione manuale e rifugi-trappola

Una delle strategie di lotta contro la cimice asiatica è di tipo agronomico. Questo approccio prevede innanzitutto la rimozione meccanica manuale di questi insetti dalle piante infette. Sebbene laborioso, questo metodo consente di eliminare direttamente le cimici presenti sulle coltivazioni. Un’altra tecnica agronomica consiste nel creare dei rifugi-trappola appositamente studiati per attirare le cimici.

Queste tendono ad accumularsi in rifugi di fortuna, quindi creando rifugi artificiali come ammassati di foglie secche, è possibile concentrarle in un punto e poi eliminarle, ad esempio bruciando il rifugio. Questo metodo richiede una certa manodopera, ma può essere efficace se applicato correttamente.

Lotta chimica con insetticidi come l’endosulfan

Un’altra strategia di lotta contro la cimice asiatica prevede l’utilizzo di prodotti chimici, noti come insetticidi. Uno dei principi attivi più efficaci in questo caso è l’endosulfan, un insetticida di sintesi che può essere utilizzato contro diverse specie di cimici, compresa la cimice asiatica e la cimice verde.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’uso di pesticidi chimici comporta rischi per l’ambiente e la salute umana, pertanto deve essere effettuato con estrema cautela e solo da personale qualificato.

Lotta biologica mediante l’uso del piretro

Per coloro che preferiscono un approccio più ecologico e sostenibile, è possibile ricorrere alla lotta biologica contro la cimice asiatica. Questo metodo prevede l’impiego di sostanze naturali come il piretro, un insetticida di origine vegetale estratto dai fiori di alcune specie di crisantemo.

Il piretro è ammesso in agricoltura biologica e rappresenta un’alternativa meno impattante rispetto ai pesticidi di sintesi. Pur essendo meno potente di alcuni insetticidi chimici, il piretro può comunque contribuire a ridurre la presenza di cimici asiatiche nelle coltivazioni, soprattutto se abbinato ad altre strategie di lotta integrata.

Raccolti falcidiati di pomodori, peperoncini e pesche

Negli ultimi anni, la cimice asiatica ha causato danni ingenti ai raccolti di diverse colture, tra cui pomodori, peperoncini e pesche. Le perdite economiche per gli agricoltori sono state davvero significative, con interi raccolti compromessi e resi invendibili a causa dell’azione devastante di questo insetto invasivo.

Le condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo delle cimici hanno ulteriormente aggravato la situazione, rendendo necessaria l’adozione di strategie di lotta integrate per proteggere le coltivazioni e salvaguardare la produzione agricola.

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