Gli amanti dei fichi devono fare i conti con un temibile nemico: il punteruolo del fico. Questo piccolo coleottero, appartenente alla famiglia dei curculionidi come il famigerato punteruolo delle palme, ha fatto la sua comparsa in Italia circa vent’anni fa.
Importato accidentalmente dal sud-est asiatico insieme a piante del genere Ficus, non ha trovato antagonisti naturali permettendogli di diffondersi rapidamente. Riconoscere i sintomi di un attacco e adottare le giuste contromisure è fondamentale per proteggere le preziose piante di fico da questo pericoloso parassita.
Indice
Cos’è il punteruolo del Fico e la sua origine
Il punteruolo del fico (Hypoborus ficus) è un coleottero curculionide, facilmente riconoscibile dal caratteristico rostro allungato tipico della sua famiglia. Originario del sud-est asiatico, questo insetto ha fatto il suo ingresso in Italia circa vent’anni fa attraverso le importazioni di piante del genere Ficus, a cui è strettamente legato.
Non avendo incontrato antagonisti naturali in grado di contrastarlo, il punteruolo si è rapidamente diffuso diventando un serio problema per i coltivatori di queste pregiate piante da frutto. La presenza rappresenta una minaccia per la salute e la produttività dei fichi, in quanto le larve e gli adulti si nutrono voracemente di radici, fusti e germogli.
Monitoraggio e danni alle talee di fico
Per valutare la presenza del punteruolo è opportuno effettuare un attento monitoraggio, a partire già dal mese di febbraio. Lasciando alcune vecchie talee in vasi di monitoraggio, è possibile rilevare l’attività delle larve svernanti. Queste, pur essendo in stato di quiescenza per superare l’inverno, possono arrecare gravi danni anche alle giovani talee, divorandone gran parte dell’apparato radicale.
Le radici rimangono così compromesse, con conseguente deperimento della piantina. È quindi importante ispezionare regolarmente le talee di monitoraggio alla ricerca di piccoli fori, segatura e larve dall’aspetto tozzo e ricurvo, tipiche di questo parassita.
Periodi critici e comportamento degli adulti
Sebbene le larve siano già attive a partire da febbraio, è fondamentale concentrare gli sforzi di lotta contro gli insetti adulti. Questi infatti rappresentano la fase più pericolosa del ciclo vitale, in quanto sono in grado di migrare e infestare nuove piante. I momenti più critici in cui monitorare e combattere gli adulti sono: il periodo primaverile da marzo a giugno e quello tardo estivo da settembre a novembre.
In queste fasi gli insetti stazionano principalmente alla base delle piante, dove le femmine attendono i maschi per l’accoppiamento. È inoltre facile avvistarli mentre rosicchiano i teneri germogli apicali delle piante. Un semplice scuotimento permette di farli cadere, in quanto tendono a fingersi morti quando disturbati.
Sintomi di un Attacco in corso
Un attacco in corso si manifesta con diversi sintomi inequivocabili. In primo luogo, la pianta apparirà deperita, con foglie di dimensioni ridotte che tendono ad ingiallire precocemente con l’arrivo del caldo. Un altro segnale di allarme è la presenza diffusa di cocciniglia, insetto che si sviluppa più facilmente su piante indebolite.
Ma il sintomo più evidente è rappresentato dalle caratteristiche gallerie scavate dal punteruolo alla base del tronco e dei rami principali. Queste cavità lasciano all’esterno una caratteristica segatura, simile a quella prodotta dai tarli del legno. Se si notano questi chiari segni di infestazione, è necessario intervenire prontamente per evitare danni irreversibili alla pianta.
Rimedi naturali
Per tenere sotto controllo le popolazioni è possibile ricorrere a diversi rimedi naturali, sia preventivi che curativi. Un monitoraggio costante permette di individuare e rimuovere fisicamente gli adulti, evitando l’ovideposizione e la successiva infestazione da larve. Inoltre, si possono applicare prodotti fitosanitari o fitoterapici di origine naturale come l’olio di neem, noto per le sue proprietà insetticida e repellente.
Valide alternative sono i preparati a base di tabacco o tannino, mentre l’utilizzo di nematodi entomopatogeni risulta efficace per il controllo delle larve terricole. Un metodo originale ma particolarmente gettonato dagli amanti degli animali è l’impiego di galline e galli come “operai specializzati”. Questi pennuti sono indeed ghiotti di insetti come il punteruolo e basta recintare la pianta infestata per farli lavorare per noi, rosicchiando avidamente ogni esemplare a vista.
Un’Alleata inaspettata: le galline mangia insetti
Un rimedio del tutto naturale e particolarmente apprezzato dagli amanti degli animali è rappresentato dall’utilizzo di galline e galli per il controllo del punteruolo del fico. Questi volatili sono infatti ghiotti di insetti come il pericoloso coleottero e non disdegnano affatto di nutrirsene avidamente.
Teoricamente, basterebbe recintare la pianta infestata e lasciar lavorare un piccolo gruppo di 2-3 galline per ripulirla efficacemente dai parassiti. Le galline si muovono rapidamente alla base del fico e sui rami bassi, rosicchiando e inghiottendo qualsiasi adulto o larva di punteruolo a vista. Un sistema di lotta semplice, ecologico ed economico, oltre che parecchio divertente da osservare per grandi e piccini!
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Approfondimenti esterni:
- 10_punteruolo-nero.pdf (ersa.fvg.it)
- Notiziario-ERSA-3_2021.pdf
- Il punteruolo nero del fico: un’emergenza in Toscana; si cercano soluzioni – Rivista di Agraria.org
- Invasioni biologiche. Il caso drammatico delle palme e di due specie di insetti, il Punteruolo rosso delle palme (Rynchophorus ferrugineus, Coleotteri) e il castnide delle palme (Paysandisia archon, Lepidotteri) in Italia | Altre Modernità (unimi.it)
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