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Combattere la Dorifora con metodi biologici: Guida completa

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Questo coleottero, facilmente riconoscibile anche nella sua forma larvale di caratteristico colore rosso con macchie nere, si nutre voracemente delle foglie delle piante di patata. Il massiccio attacco di questi parassiti può provocare gravi danni, compromettendo in modo significativo la resa del raccolto e, nei casi più estremi, portando addirittura alla morte delle piante stesse.

La dorifora rappresenta una vera e propria piaga per gli orticoltori, in particolare per coloro che coltivano piante appartenenti alla famiglia delle Solanacee. Questo coleottero di origine americana, infatti, non si accontenta di nutrirsi delle tanto amate patate, ma attacca indiscriminatamente anche melanzane, carciofi e, in misura minore, pomodori.

Riuscire a debellare questo insetto in modo efficace e allo stesso tempo rispettoso dell’ambiente è fondamentale per preservare la salute delle vostre colture e assicurarvi un raccolto abbondante. In questa guida esploreremo a fondo il ciclo vitale della dorifora e i suoi comportamenti, per poi addentrarci nelle soluzioni biologiche più efficaci per contrastarla in modo sicuro ed ecologico, sia nei piccoli orti che nelle grandi coltivazioni intensive.

Cos’è la dorifora e quali piante attacca

La dorifora, il cui nome scientifico è Leptinotarsa decemlineata, è un coleottero particolarmente temuto dagli orticoltori per la sua voracità e capacità di causare ingenti danni alle colture. Originaria del Nord America, questa specie si è purtroppo diffusa in tutto il mondo, diventando un vero e proprio flagello per le piante appartenenti alla famiglia delle Solanacee.

Le colture più colpite sono senza dubbio le patate, ma la dorifora non disdegna affatto di nutrirsi anche di melanzane, carciofi e, seppur in misura minore, pomodori. La sua presenza può rivelarsi devastante, con intere piantagioni che rischiano di essere completamente distrutte se non si interviene tempestivamente con le adeguate contromisure.

Ciclo di vita: Dallo svernamento alle larve

Per comprendere appieno le strategie di lotta contro la dorifora, è fondamentale conoscerne il ciclo vitale. Questo coleottero trascorre l’intero periodo invernale in letargo sottoterra, ad una profondità che può raggiungere anche i 20-30 centimetri.

È solo quando la temperatura del terreno inizia ad avvicinarsi ai 10-12 gradi centigradi, tipicamente tra fine aprile e inizio maggio, che gli adulti emergono allo scoperto. A questo punto, dopo l’accoppiamento, le femmine iniziano a deporre le uova, raggruppate in modo caratteristico, sulla pagina inferiore delle foglie delle piante ospiti.

Una singola femmina può arrivare a deporne dalle 300 alle 1000 in un arco di tempo di circa un mese. Trascorsa al massimo una settimana, dalle uova di colore giallo-arancione si schiudono le larve, facilmente riconoscibili per la loro colorazione arancio-rossastra e per le macchie nere che le ricoprono.

Come riconoscere gli adulti e le larve

Per riuscire a individuare prontamente un’infestazione di dorifora, è essenziale saper riconoscere sia gli adulti che le larve di questo insetto. Gli adulti si presentano come coleotteri dalla caratteristica corazza a strisce nere e color panna, una livrea che li rende facilmente distinguibili e che ricorda, per colori, la maglia della Juventus.

Le larve, invece, si riconoscono per la loro colorazione arancio-rossastra e per la presenza di macchie nere distribute sul corpo. Entrambi, adulti e larve, si nutrono avidamente delle foglie delle piante ospiti, lasciando integre solo le nervature principali più dure.

Danni causati alle colture

La voracità della dorifora, unita alla sua prolificità, può causare danni ingenti alle colture se non si interviene tempestivamente. Tanto gli adulti quanto le larve si nutrono avidamente delle foglie delle piante ospiti, consumandole quasi interamente e lasciando integre solo le nervature principali.

Questa sottrazione di superficie fogliare compromette gravemente la capacità delle piante di svolgere la fotosintesi clorofilliana, con conseguente rallentamento della crescita e sviluppo di frutti di dimensioni ridotte e di minor valore commerciale. In casi di infestazioni particolarmente gravi, l’intera piantagione rischia di essere irrimediabilmente compromessa.

Lotta piccoli orti: Raccolta manuale e piante repellenti

Per contrastare la dorifora in modo naturale ed efficace nei piccoli orti domestici, è possibile mettere in atto alcuni accorgimenti piuttosto semplici. Innanzitutto, una soluzione praticabile consiste nella raccolta manuale degli adulti e delle larve, magari allontanandoli dal proprio orto.

È importante, però, prestare attenzione durante questa operazione: gli adulti, infatti, possono facilmente prendere il volo, mentre le larve tendono a lasciarsi cadere a terra fingendosi morte non appena vengono toccate.

Un’altra soluzione interessante prevede la coltivazione alternata di piante repellenti, come aglio e cipolla, in modo da creare file alternate alle patate o alle altre Solanacee attaccate. I principi attivi rilasciati da questi ortaggi risultano particolarmente sgraditi alla dorifora, allontanandola dalle colture da proteggere.

Il Bacillus thuringiensis: Insetticida biologico selettivo contro

Tra le soluzioni biologiche più efficaci per debellare la dorifora, il Bacillus thuringiensis riveste un ruolo di primo piano. Questa particolare famiglia di batteri, commercializzata sotto forma di preparati specifici come il Crustacky, si è rivelata eccezionale nel contrastare questo insetto infestante. Il grande vantaggio del Bacillus thuringiensis è rappresentato dalla sua selettività: agisce infatti in modo mirato solo sulle larve della dorifora, senza arrecare alcun danno ad altri insetti utili come le api.

Per ottimizzarne l’efficacia, è consigliabile acidificare l’acqua di trattamento, seguendo le indicazioni del produttore. Questo insetticida biologico può essere impiegato con successo sia nei piccoli orti che nelle grandi coltivazioni intensive, garantendo una lotta mirata e rispettosa dell’ecosistema che puoi acquistare qui.

Utilizzo del piretro come insetticida biologico Non selettivo

Qualora non fosse possibile reperire il Bacillus thuringiensis, un’altra soluzione biologica per contrastare la dorifora è rappresentata dall’utilizzo del piretro, un insetticida di origine vegetale estratto dai fiori della pianta di Chrysanthemum cinerariaefolium, anch’esso acquistabile cliccando qui.

A differenza del Bacillus, però, il piretro non è selettivo e tende quindi ad agire indiscriminatamente su tutti gli insetti con cui viene a contatto. Per questo motivo, il suo impiego va considerato un’opzione di seconda scelta, da preferire solo in assenza di alternative migliori. L’applicazione va effettuata preferibilmente nelle ore serali, quando il piretro risulta più efficace, evitandone l’utilizzo nelle ore più calde della giornata, che ne accelerano la degradazione.

Olio di Neem: Rimedio naturale per eccellenza

L’olio di neem rappresenta un valido rimedio naturale per contrastare la dorifora, il coleottero che attacca le colture di solanacee come patate, melanzane e pomodori. Questo estratto vegetale, ricavato dai semi dell’albero di neem, possiede proprietà insetticida e repellenti che lo rendono un’ottima soluzione per la lotta biologica contro questo pericoloso parassita.

A differenza del bacillus thuringiensis, che agisce in modo selettivo solo sulle larve, l’olio di neem non è selettivo e uccide qualsiasi insetto con cui venga a contatto. È quindi consigliabile utilizzarlo dopo il bacillus, come trattamento integrativo. Inoltre, essendo termosensibile, l’olio di neem va applicato preferibilmente nelle ore serali per massimizzarne l’efficacia. Seguite attentamente le istruzioni d’uso per sfruttare al meglio questo rimedio naturale e proteggere le vostre preziose colture.

Consigli per migliorare l’efficacia dei trattamenti biologici

Per ottimizzare l’efficacia dei trattamenti biologici contro la dorifora e altri parassiti, è fondamentale seguire alcune accortezze. Innanzitutto, è consigliabile acidificare l’acqua in cui vengono diluiti i prodotti per favorirne l’assorbimento da parte delle piante. Ii trattamenti vanno effettuati preferibilmente nelle ore serali, quando le temperature sono più fresche e i principi attivi si degradano più lentamente.

Un altro consiglio utile è quello di alternare i diversi principi attivi come il bacillus thuringiensis, il piretro e l’olio di neem, in modo da sfruttarne a pieno le proprietà e prevenire l’insorgenza di resistenze. Infine, per un approccio preventivo, potete valutare l’utilizzo di piante repellenti come aglio e cipolla, piantate in filari alterni alle colture da proteggere. Seguendo questi accorgimenti, migliorerete l’efficienza dei vostri trattamenti biologici, tutelando la salute delle piante e l’ambiente circostante.

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