Potatura avocado: Cimatura astone, quando intervenire e come fare il taglio di ritorno

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Potare l'avocado è fondamentale per avere una pianta bella e rigogliosa! La potatura aiuta l'avocado a svilupparsi con una chioma ordinata e produttiva. Inoltre, previene molte malattie che potrebbero attaccarlo. Insieme alle altre cure colturali di base, annaffiature e concimazioni, la potatura è un gesto d'amore per il tuo avocado!

L’avocado è un frutto tropicale che negli ultimi anni ha conquistato anche il palato degli italiani. Fino a pochi anni fa era impensabile poter far crescere questa pianta in Italia per il suo habitat originario, ma con il cambio climatico, sempre più persone decidono di coltivarlo in casa, in giardino o sul balcone. Ma per far crescere rigogliosa questa pianta, la potatura è fondamentale. Interventi mirati permettono all’avocado di svilupparsi in modo equilibrato e produrre bei frutti.

Certo, bisogna tenere conto che le necessità cambiano tra piante in vaso e in piena terra. Ma niente paura: le operazioni di potatura sono semplicissime, alla portata di tutti. In questa guida scoprirai nel dettaglio come e quando potare l’avocado per avere una pianta sana e rigogliosa. Troverai i trucchi per eseguire nel modo corretto la cimatura, i tagli di ritorno e altre tecniche indispensabili per la cura ottimale di questa meravigliosa pianta tropicale.

Prima potatura sull’avocado: la cimatura dell’astone

La prima importante operazione di potatura da eseguire sull’avocado è la cimatura dell’astone, ovvero del fusto principale. Quando la giovane pianta raggiunge i 60-70 cm di altezza, si procede tagliando l’apice vegetativo in cima al fusto. Se invece l’alberello supera già il metro d’altezza, si effettua il taglio a circa 1 metro da terra, rimuovendo la porzione apicale. La cimatura si pratica quando l’avocado ha solo 1 anno di vita.

Questo intervento cruciale impedisce alla pianta di crescere subito in verticale sviluppando un solo fusto come accade nei cipressi. Dove si esegue il taglio, infatti, si stimolerà l’emissione di nuovi germogli che poi diverranno le branche principali della chioma. Così, tramite la cimatura iniziale, l’avocado si svilupperà basso e con una forma più compatta e armoniosa. Una tecnica semplice ma fondamentale per far crescere bene questa pianta tropicale anche in vaso.

Effetti della cimatura sulla crescita della pianta

Dopo aver eseguito la cimatura dell’astone, ecco che spuntano numerosi nuovi germogli proprio nel punto del taglio apicale. È la risposta della pianta a questo importante intervento di potatura. Grazie alla cimatura, l’avocado non si svilupperà in altezza con un unico fusto, come accade per i cipressi. Al contrario, i nuovi germogli che originano dal taglio tenderanno a formare un numero congruo di branche principali, poste a breve distanza l’una dall’altra.

In questo modo, dopo la cimatura iniziale, la chioma dell’avocado si espande verso l’esterno, assumendo la classica forma tondeggiante tipica della specie. Le nuove branche laterali, infatti, impediscono la crescita verticale e slanciata del fusto, stimolando uno sviluppo più compatto e armonioso della chioma.

Quando eseguire la potatura di produzione dell’avocado

È importante scegliere con attenzione il periodo migliore per potare l’avocado. Questa pianta soffre gli interventi cesori durante i mesi freddi, quindi le potature vanno sempre fatte a fine inverno, con l’arrivo della primavera. Per capire il momento giusto basta osservare lo sviluppo dei primi fiori e germogli più teneri: è il segnale della ripresa vegetativa. In Italia, nelle zone settentrionali è meglio ritardare la potatura fino ad aprile.

Nelle regioni centrali si può iniziare da metà marzo. Al sud il periodo migliore parte già dai primi di marzo. Eseguire le potature in queste fasi permette all’avocado di affrontarle nel modo migliore, limitando stress e rischi di malattie. Attendere la schiusa dei fiori e l’emissione dei nuovi germogli è un metodo infallibile per intervenire nel momento ottimale.

Interventi di potatura successivi

Dopo aver eseguito la fondamentale cimatura dell’astone durante il primo anno di vita, nei periodi successivi saranno necessari solo pochi e semplici interventi di potatura sulla pianta. L’obiettivo è mantenere la chioma ben equilibrata, evitando una crescita eccessiva in altezza. Bisognerà fare dei tagli di ritorno per accorciare leggermente le branche laterali, che altrimenti tenderebbero ad allargarsi troppo. Inoltre, si eseguiranno delle cimature sulle porzioni apicali dei rami.

Queste operazioni stimolano una forma arrotondata e compatta della chioma, impedendo che si allunghi eccessivamente verso l’alto. Con piccoli e mirati tagli di contenimento, ripetuti ogni 1-2 anni, si manterrà la fisionomia tipica dell’avocado, tondeggiante e ben equilibrata.

Eseguire correttamente i tagli di ritorno

I rami dell’avocado vanno potati sempre con la tecnica del taglio di ritorno. Si tratta di un tipo di taglio molto importante per la salute della pianta, applicabile a tutte le specie arboree. Il taglio di ritorno prevede di eliminare una porzione di ramo andando a tagliare subito vicino all’attaccatura di un rametto laterale. In questo modo si rispetta il “collare” del ramo, ovvero quel rigonfiamento alla base da cui originano le ramificazioni.

Tagliando in questo punto, la pianta riesce a “cicatrizzare” velocemente la ferita. Se invece si taglia il ramo dove non sono presenti ramificazioni, la ferita resterà scoperta e tenderà a seccare e marcire, con gravi danni. I tagli di ritorno sono quindi una tecnica basilare per potare correttamente l’avocado ed evitare l’indebolimento e la morte dei rami.

Conseguenze di tagli errati

Quando si eseguono tagli sbagliati sull’avocado, che non rispettano il collare del ramo, si creano delle “speronature”, ovvero dei monconi dove la pianta non può più proteggere il legno esposto. In questi casi, purtroppo, il ramo è destinato a seccare perché privo di gemme che possano riattivare la crescita. Il secco tenderà quindi a risalire lentamente dal taglio errato verso l’interno del ramo. Se non vi sono ramificazioni laterali sane che blocchino il processo, il legno secco arriverà fino alla branca principale, penetrandovi.

A questo punto si sviluppa il marciume del legno o “carie”, estremamente pericolosa. La carie, una volta innescatasi, tende a espandersi rapidamente provocando danni gravi e spesso irreparabili. I rami colpiti marciscono, disseccano e possono trasmettere malattie letali a tutta la pianta. Ecco perché è cruciale, nella potatura dell’avocado, eseguire sempre e solo tagli di ritorno corretti, che consentano alla pianta di “cicatrizzare” le ferite del legno.

Altri interventi di potatura sull’avocado

Oltre alla cimatura e ai tagli di ritorno, un’altra operazione utile per mantenere sana e produttiva la pianta di avocado è l’eliminazione periodica dei succhioni. I succhioni sono rami a crescita verticale che spesso si sviluppano al centro della chioma o alla base del tronco. Togliere questi polloni consente di penetrare più luce e aria nelle parti interne bassi dell’avocado.

La rimozione dei succhioni stimola una crescita più equilibrata di tutti i rami, evitando la dominance di alcuni a discapito di altri. Con pochi mirati interventi sulla chioma nel corso degli anni, si manterrà la pianta di avocado in salute e nella forma desiderata.

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