fbpx

Quando si piantano i pomodori, come avviene il trapianto e consociazione

2.8K
trapianto pomodori

Il trapianto dei pomodori è un momento critico nella loro coltivazione. Assicurati che le piantine siano robuste e ben sviluppate prima del trapianto. Scava buchi a una distanza adeguata e seppellisci le piantine fino alle prime foglie per radici più forti. Irrigazione iniziale abbondante e supporti per la crescita sono essenziali. Mantieni l'irrigazione e la concimazione per una crescita sana.

Il pomodoro è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Solanaceae, originaria dell’America Centrale e Meridionale, ma diffusasi rapidamente in tutto il mondo a partire dal XVI secolo. Oggi è la base di numerose ricette della cucina mediterranea grazie al frutto succoso e dal caratteristico colore rosso.

Per una buona riuscita della coltivazione che può essere avviata da seme e da trapianto, è importante scegliere con attenzione il periodo esatto. Queste infatti necessitano di temperature miti per svilupparsi al meglio, temono il freddo e il caldo eccessivo. In questo articolo approfondiremo quando è il momento giusto per mettere a dimora le piantine di pomodoro in piena terra o in vaso per evitare rischi di gelate tardive.

Quando piantare i pomodori nell’orto e in vaso

Il pomodoro predilige temperature comprese tra 20°C e 25°C durante il giorno e non inferiori a 15°C di notte, con punte massime sotto i 30°C. Temperature troppo rigide o eccessive ne bloccano la crescita. In Italia, il periodo migliore per trapiantare i pomodori all’esterno è maggio, con qualche eccezione legata al clima.

Ad aprile si può anticipare la messa a dimora, con rischio di arresto vegetativo in caso di gelate. Con una serra si trapianta prima e si anticipa la produzione. Per prolungare il raccolto, si possono prevedere più trapianti scalari fino a giugno. In vaso valgono le stesse indicazioni: tra aprile e giugno, garantendo un ambiente protetto in caso di freddo.

Specifiche di coltivazione

  • Specie: Solanum lycopersicum
  • Pianta: Erbacea annuale
  • Altezza: Dai 70cm a 2m
  • Origine: Sudamerica occidentale
  • Fiori: Gialli
  • Foglie: Composte
  • PH Terreno: 6,0 – 7,0
  • Sole: Pieno
  • Tipologia Terreno: Ricco di sostanze organiche
  • Irrigazione: Giornalmente

Come trapiantare i pomodori nel terreno

Il trapianto dei pomodori nel terreno richiede alcuni semplici accorgimenti. Innanzitutto, bisogna preparare il terreno in profondità, vangandolo e mescolando del compost maturo per renderlo soffice e ricco di sostanze nutritive. Si scelgono poi piantine sane, ben sviluppate, eliminando le foglie basali.

Con un trapiantatore si praticano buche profonde nel terreno alla distanza prefissata, solitamente 40-50 cm tra le file e 30-40 cm sulla fila. Si posiziona la piantina fino alle prime foglie e si ricompatta la terra attorno, irrigando subito dopo senza bagnare il fusto. Per sostenerle, si possono predisporre dei tutori

Dove trapiantare le piantine di pomodoro

Per un buon sviluppo e una produzione abbondante, le piantine di pomodoro necessitano di un’esposizione soleggiata e di un terreno fertile e ben drenante. L’ideale è trapiantarle in pieno campo in orti e giardini, dove possono beneficiare di sole diretto per gran parte della giornata. Anche in serra o tunnel le rese sono ottime, a patto che si garantisca un’adeguata ventilazione.

Consociazione

Nell’orto, i pomodori si possono consociare efficacemente con altre colture. Ottime piante-compagne sono basilico, bietola, carota, cipolla, lattuga, prezzemolo e sedano. Queste specie arricchiscono il terreno di nutrienti utili per i pomodori. Anche piccoli fiori come calendula, tagete e nasturzio sono ideali vicino ai pomodori, perché attirano insetti impollinatori e predatori di parassiti. Da evitare invece l’accostamento a patata, che condivide malattie, e a cavoli, con cui entra in competizione.

Come lavorare il terreno per accogliere il trapianto dei pomodori

Per preparare al meglio il terreno che dovrà ospitare le piantine di pomodoro, sono necessarie alcune lavorazioni preliminari. Si procede con una vangatura profonda, che serve ad arieggiare e rivoltare il terreno in profondità. Successivamente, si esegue una fresatura superficiale per sminuzzare ulteriormente le zolle.

A questo punto, si può incorporare del compost maturo e altri ammendanti, che apporteranno sostanze nutritive fondamentali per la crescita rigogliosa dei pomodori. Dopo qualche giorno, quando il terreno si sarà stabilizzato, si procede a un’ultima rastrellatura per ottenere una superficie liscia e un letto di trapianto ottimale, libero da detriti.

Terreno ideale

Il pomodoro predilige un terreno soffice, ben drenante e ricco di sostanze nutritive. L’ideale è un miscuglio di terra da orto e compost, con pH leggermente acido tra 6 e 7. Prima del trapianto bisogna rendere il terreno morbido e friabile, asportando erbacce e lavorandolo in profondità. Un apporto di compost maturo e vermicompost fornirà elementi nutritivi essenziali come azoto, fosforo e potassio. È bene evitare terreni troppo argillosi o soggetti a ristagni idrici e preferire esposizioni soleggiate. 

Cure post trapianto dei pomodori

Dopo aver messo a dimora le piantine di pomodoro, è importante prestare le giuste cure colturali ed evitare almeno i problemi comuni a molti coltivatori. Nella fase di attecchimento, è necessario irrigare costantemente per non far mai seccare il terreno. Bisogna poi proteggere le giovani piante dalle lumache con adeguate barriere. È utile anche pacciamare attorno al fusto con uno strato di paglia, per controllare erbe infestanti e mantenere umidità.

Man mano che la pianta cresce, sarà necessario legarla a tutori di sostegno, effettuare la sfemminellatura, controllare parassiti e malattie. Quindi, dopo il trapianto inizia la vera e propria coltivazione del pomodoro, con irrigazioni regolari, lavori di manutenzione e trattamenti fitosanitari se necessari, per garantire una crescita sana e rigogliosa.

Dopo quanto tempo dal trapianto si raccolgono i pomodori

I tempi che intercorrono tra il trapianto e la raccolta dei pomodori dipendono molto dalla varietà coltivata e dalle condizioni ambientali. In generale, per le cultivar precoci e super precoci la fruttificazione può avvenire già a 60-70 giorni dal trapianto. Per le varietà medio-tardive, invece, bisogna aspettare mediamente 90-110 giorni prima di cogliere i primi frutti maturi.

Anche fattori come l’esposizione soleggiata e il supporto di sostegni e tutori contribuiscono ad accelerare la maturazione. Dopo la comparsa dei primi pomodori, la raccolta entra nel vivo e prosegue fino al termine del ciclo della pianta, solitamente verso settembre-ottobre. Controllando lo stato di maturazione dei frutti, si individua il momento migliore per procedere al raccolto scalare.

Letture correlate:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Like
Close
Quando Si Pianta by Agenzia Eco Web Srl
© Copyright 2020. Tutti i diritti riservati.
Close
Preferenze Privacy