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Taglio di ritorno: Potature corrette nel rispetto della chioma

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potatura corretta

La potatura negli alberi da frutto è una pratica fondamentale per mantenere sane e produttive le piante coltivate. Attraverso tagli mirati si possono infatti contenere le dimensioni degli alberi, equilibrare la chioma, favorire la penetrazione della luce e la circolazione dell'aria. Inoltre, una potatura oculata stimola il rinnovamento del legno fruttifero, permettendo di ottenere raccolti abbondanti e di qualità negli anni.

Nel mondo dell’orticoltura, il taglio di ritorno rappresenta una tecnica chiave nella potatura delle piante da frutto. Spesso misconosciuto dai neofiti, questo metodo consiste nell’eliminare una sezione di un ramo, “ritornando” fino ad una diramazione secondaria. Il risultato? La nuova diramazione prende il posto del ramo principale, favorendo una crescita più armoniosa e produttiva.

Nonostante sia una pratica più semplice da eseguire che da descrivere, è fondamentale capire la corretta applicazione del taglio di ritorno per assicurare il benessere e la resilienza delle vostre coltivazioni. Ecco una guida passo dopo passo su come realizzare questo taglio fondamentale per il vostro frutteto.

Perché effettuare tagli di ritorno

Effettuare tagli di ritorno nelle piante da frutto è fondamentale per gestire correttamente l’altezza dell’albero e mantenere le piante in buone condizioni. Questa tecnica permette di contenere le dimensioni della chioma, rendendo più semplice svolgere operazioni come la raccolta dei frutti, evitando la fatica di dover gestire piante troppo alte e sviluppate.

Gli alberi sottoposti a tagli di ritorno periodici risultano più stabili e longevi: l’altezza controllata previene danni causati da vento forte o dal peso eccessivo dei frutti, che potrebbero determinare la rottura dei rami. Riducendo ombreggiamento e ingombro di alberi troppo sviluppati in altezza, si protegge anche la salute delle piante vicine.

Per chi coltiva piante da frutto, questa tecnica di potatura si rivela quindi essenziale al fine di ottenere un frutteto efficiente e produttivo, oltre che esteticamente gradevole.

Periodo indicato per eseguire il taglio di ritorno

Il momento migliore è durante il riposo vegetativo, quando la linfa scorre più lentamente e le ferite si rimarginano con maggiore facilità. Per la maggior parte delle specie da frutto, il periodo ideale per effettuare questa potatura è tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, prima del risveglio vegetativo. La data precisa può variare a seconda della latitudine, dell’andamento stagionale e della specie coltivata.

Ad esempio per albicocchi e susini si può intervenire già a febbraio, mentre per meli e peri è preferibile aspettare marzo. In ogni caso, è importante sfruttare questa fase di riposo per eseguire i tagli a legno, evitando il periodo della fioritura e dell’accrescimento vegetativo quando la pianta è più suscettibile allo stress.

Come eseguire il taglio di ritorno

Per eseguire il taglio di ritorno con maestria, è importante selezionare un ramo secondario con diametro compreso tra 1/3 e 2/3 rispetto a quello principale, evitando rami troppo sottili o dello stesso spessore del ramo da potare, per garantire una ricrescita equilibrata. Il taglio dovrebbe avere un’inclinazione che segue la linea naturale del ramo, facilitando la cicatrizzazione e promuovendo una rapida guarigione.

È preferibile orientare i tagli verso rami esterni alla chioma per favorire una crescita ampia e aperta, prevenendo la formazione di incroci disordinati all’interno della chioma. Questa pratica ottimizza lo spazio disponibile e assicura salute e vigore alla pianta, influenzando positivamente la produttività del frutteto. È bene ricordare che il taglio di ritorno può essere diretto sia verso un ramo secondario sia verso una gemma a legno, a seconda delle esigenze specifiche della pianta.

Quali sono i benefici di orientare i tagli verso rami esterni alla chioma?

Orientare i tagli di ritorno verso rami esterni alla chioma, anziché interni, comporta diversi benefici:

  • Si favorisce una crescita della chioma in ampiezza piuttosto che in altezza, contenendo le dimensioni dell’albero.
  • Si evita la formazione di intersezioni e incroci di rami all’interno della chioma, che possono causare zone d’ombra e ristagni di umidità dannosi.
  • Si garantisce una migliore penetrazione della luce e circolazione dell’aria, a tutto vantaggio della salute della pianta.
  • Si facilitano le operazioni di potatura, raccolta dei frutti e trattamenti fitosanitari negli anni successivi.
  • Si riduce l’ombreggiamento delle piante circostanti, preservando la produttività del frutteto.
  • Si conferisce un aspetto più equilibrato e gradevole alla chioma e all’intero albero.
  • Si stimola una crescita vigorosa dei rami che porteranno frutti negli anni a venire.

Quindi orientare correttamente i tagli di ritorno permette di ottenere piante da frutto produttive, sane e di dimensioni gestibili.

Quali sono le piante da frutto che traggono maggior beneficio da questa tecnica di potatura?

Le piante da frutto che traggono i maggiori benefici dal taglio di ritorno come tecnica di potatura sono:

  • Melo: il taglio di ritorno è fondamentale per contenere le dimensioni degli alberi di melo e favorire una chioma aperta che consenta una buona penetrazione della luce.
  • Pero: anche il pero necessita di frequenti tagli di ritorno per limitarne lo sviluppo in altezza e mantenere una forma a vaso produttiva.
  • Pesco: i peschi vengono solitamente allevati con forme a palmetta o fusetto tramite tagli di ritorno.
  • Albicocco: gli albicocchi tendono a produrre lunghi rami a frutto che vanno accorciati con questa tecnica.
  • Susino: i susini hanno bisogno di tagli di ritorno costanti per contenere le dimensioni ed equilibrare la chioma.
  • Ciliegio: anche per i ciliegi i tagli di ritorno sono necessari per bilanciare la chioma ed evitare eccessivo affastellamento.

In generale la maggior parte degli alberi da frutto trae giovamento da potature di ritorno eseguite con criterio, per mantenere forme e dimensioni gestibili e produttive.

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