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Coltivare angurie: Dalla semina alla raccolta di deliziosi frutti estivi

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I cocomeri nostrani dolci e succosi catturano la magia dell'estate con un gusto esplosivo che fa vergognare i meloni acquistati in negozio. Come i loro cugini cantalupo, i cocomeri richiedono da 2 a 3 mesi di calore per produrre frutti maturi, il che rende difficile, ma non impossibile, la coltivazione dei cocomeri.

La coltivazione delle angurie rappresenta un’attività impegnativa ma estremamente gratificante per gli appassionati di orticoltura. Questa deliziosa cucurbitacea richiede cure specifiche sin dalle prime fasi di preparazione del terreno, che deve essere lavorato in profondità e arricchito con sostanza organica per garantire un ambiente di crescita ideale. L’installazione di un efficiente impianto di irrigazione a goccia e l’utilizzo del telo pacciamante sono passaggi cruciali per un raccolto abbondante.

L’impiego di archetti e tessuto non tessuto permette di proteggere le giovani piantine e favorire un’allegagione concentrata. Nel corso della crescita, è fondamentale prestare attenzione alla concimazione di copertura per soddisfare le esigenze nutritive delle piante. Infine, il riconoscimento dei segnali di maturità e la prevenzione delle malattie fungine rappresentano gli ultimi step per portare a termine con successo la coltivazione di questi prelibati frutti estivi.

Preparazione del terreno per l’anguria

Un aspetto cruciale per garantire una coltivazione di successo delle angurie risiede nella corretta preparazione del terreno. Queste piante esigenti richiedono un ambiente di crescita ben strutturato, con una lavorazione profonda di almeno 40 centimetri. Il terreno ideale deve essere soffice, ricco di sostanza organica e al contempo ben drenato per evitare ristagni d’acqua.

Successivamente, è fondamentale procedere con la frantumazione delle zolle e l’eliminazione di sassi o altri residui, livellando accuratamente la superficie. Solo un terreno fine e omogeneo consentirà alle radici di svilupparsi correttamente, favorendo l’assorbimento di acqua e nutrienti.

Semina

Dopo aver preparato accuratamente il terreno, è giunto il momento di procedere con la semina delle angurie, questa fase riveste un’importanza fondamentale per il successo dell’intera coltivazione. Gli esperti consigliano di effettuare la semina diretta in pieno campo, posizionando i semi ad una profondità di circa 2-3 cm e ad una distanza di 2-3 metri l’uno dall’altro. La temperatura ideale per la germinazione si attesta tra i 20 e i 30°C. Una volta comparse le prime gemme, è consigliabile procedere con un diradamento, lasciando le piantine più vigorose ad una distanza di circa 2 metri sulla fila e 3 metri tra le file.

Questa operazione garantirà uno sviluppo ottimale delle piante, evitando un’eccessiva competizione per acqua, luce e nutrienti. Per favorire una crescita rigogliosa, è bene fornire un adeguato apporto di fertilizzanti organici sin dalle prime fasi vegetative. Con le giuste accortezze e un po’ di pazienza, si potrà assistere alla splendida fioritura e alla conseguente allegagione dei deliziosi frutti estivi.

Trapianto

Anche il trapianto nell’orto come avviene in primavera, nello specifico è consigliabile nel mese di aprile.

Installazione dell’impianto di irrigazione a goccia

Le angurie necessitano di un apporto idrico costante e ben regolato durante tutto il ciclo di crescita. Per soddisfare questa esigenza in maniera ottimale, l’installazione di un impianto di irrigazione a goccia rappresenta la soluzione ideale. Questo sistema permette di distribuire l’acqua in modo mirato direttamente alle radici, evitando dispersioni e favorendo un utilizzo razionale della preziosa risorsa.

I tubi gocciolanti vanno interrati ad una profondità di circa 10-15 cm lungo le file delle piante, garantendo così un’irrigazione localizzata ed efficiente. Regolare opportunamente il flusso e la frequenza delle irrigazioni è fondamentale per evitare eccessi o carenze idriche, che comprometterebbero la resa finale. Un impianto ben progettato consentirà di ottimizzare tempi e risorse, riducendo al minimo gli sprechi e massimizzando la produttività del raccolto di angurie.

Utilizzo del tessuto non tessuto

Nelle fasi iniziali di crescita, le giovani piantine di anguria necessitano di protezione dagli agenti atmosferici e dai repentini sbalzi termici. Una soluzione efficace è rappresentata dall’impiego di archetti e tessuto non tessuto, un espediente semplice ma estremamente valido per creare un ambiente controllato e favorevole.

I leggeri archi in metallo o plastica vengono posizionati a ridosso delle piantine, mentre il tessuto viene steso al di sopra formando una sorta di microtunnel. Questo accorgimento consente di mantenere il calore nelle ore più fresche preservando le piante dal rischio di danni da freddo. Allo stesso tempo, la particolare conformazione del tessuto non tessuto permette un’ottima circolazione dell’aria, proteggendo dal vento eccessivo che potrebbe compromettere lo sviluppo vegetativo.

Una volta trascorse le primissime fasi di crescita, sarà possibile rimuovere questa copertura per consentire uno sviluppo rigoglioso e senza ostacoli delle piante fino alla maturazione dei frutti. 

Impollinazione e allegagione delle angurie

L’impollinazione rappresenta una tappa cruciale per la produzione di angurie sane e gustose. Le splendide fioriture gialle di queste piante rampicanti attendono pazientemente la visita di insetti impollinatori come api e bombi per essere fecondate. Una buona presenza di questi preziosi alleati naturali è fondamentale per favorire un’ottimale allegagione.

Per attirare un numero maggiore di impollinatori è consigliabile piantare nei paraggi varietà di fiori ricchi di nettare, creando così un ambiente accogliente per gli insetti pronubi. Inoltre, l’utilizzo di prodotti fitosanitari va limitato al minimo indispensabile per non interferire con il delicato processo di impollinazione.

Un’abbondante allegagione è sinonimo di un futuro raccolto generoso di angurie dolci e succose. Pertanto, è importante dedicare le giuste attenzioni a questa delicata fase, garantendo le condizioni ideali affinché la natura possa compiere il suo mirabile ciclo di rinnovamento.

Concimazione di copertura durante la crescita

Nonostante le angurie siano piante molto produttive, per esprimere appieno il loro potenziale necessitano di un costante apporto di nutrienti durante la crescita. È qui che entra in gioco l’importanza della concimazione di copertura, un’operazione fondamentale per fornire alle piante le sostanze nutritive di cui hanno bisogno.

Nelle fasi iniziali, quando le radici sono ancora in via di sviluppo, un leggero apporto di fertilizzanti organici a lento rilascio risulta ideale. Successivamente, con l’aumentare delle dimensioni delle piante e dei frutti in formazione, diventa essenziale integrare concimi ricchi di azoto, fosforo e potassio tramite fertirrigazione o applicazioni localizzate.

Un adeguato piano di concimazione garantirà una crescita rigogliosa, favorendo un’abbondante allegagione e la produzione di angurie sane, succose e dolcissime. Non bisogna però eccedere nelle quantità, rispettando sempre le indicazioni specifiche per evitare uno sviluppo eccessivo della parte vegetativa a scapito della resa produttiva.

Riconoscimento della maturità delle angurie

Dopo tante premure e attente cure, finalmente si avvicina il momento tanto atteso della raccolta. Ma come fare per capire quando un’anguria è pronta per essere staccata dalla pianta? Ecco alcuni segnali inconfondibili di maturazione a cui prestare attenzione.

Innanzitutto, osservate il picciolo: quando questo inizia a ingiallire e ad assottigliarsi, è un chiaro indizio che il frutto è maturo. Un altro aspetto caratteristico è la screpolatura della buccia in prossimità del picciolo, causata dall’aumento di volume dovuto alla maturazione.

Toccando delicatamente l’anguria, la tipica tonalità verde opaca tenderà a schiarirsi leggermente, assumendo una nuance più crema. Infine, un cenno inequivocabile è rappresentato dal caratteristico afrore che inizia a emanare il frutto maturo.

Imparare a riconoscere questi segnali vi permetterà di raccogliere le vostre angurie al momento perfetto, gustandone così tutto il sapore zuccherino e la polpa succosa. 

Principali malattie fungine dell’anguria

Anche la coltivazione delle angurie, purtroppo, non è esente dal rischio di attacchi fungini che possono compromettere seriamente la resa e la qualità del raccolto. Tra i principali patogeni da tenere d’occhio vi sono l’oidio e la peronospora, due temibili agenti in grado di svilupparsi rapidamente in condizioni di umidità e temperature miti.

I primi sintomi dell’oidio si manifestano con la comparsa di un caratteristico rivesto biancastro su foglie e steli, mentre la peronospora provoca macchie giallastre o brune che possono portare al rapido disseccamento delle parti colpite. Per prevenire e contrastare queste insidie, un’attenta rotazione colturale unita all’impiego di fungicidi eco-compatibili permette di arginare il pericolo.

Monitorare costantemente lo stato di salute delle piante e intervenire prontamente ai primi segnali di infezione è fondamentale per scongiurare il dilagare di queste crittogame insidiose. Solo così, unendo conoscenza e buone pratiche, si potranno massimizzare le possibilità di un raccolto di angurie sane e rigogliose.

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