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Santoreggia: l’Aromatica erba delle meraviglie, proprietà, usi e coltivazione

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La santoreggia è un'erbacea aromatica con foglie dal profumo intenso e speziato. Coltivata facilmente, può essere utilizzata per condire insalate, preparare salse e arricchire piatti a base di carne e pesce. Aggiungi un tocco di freschezza e sapore unico alle tue ricette con la santoreggia.

La santoreggia è un’erba aromatica antica quanto affascinante, un vero gioiello verde da riscoprire. Questa piccola pianta rustica dai fiorellini bianchi o rosa racchiude in sé un mondo di profumi, sapori e proprietà benefiche. Le sue fogliolina ovali dalla fragranza intensa e dal gusto piccante-amarognolo sono un ingrediente versatile che può impreziosire innumerevoli ricette.

Ma la santoreggia è molto più di un semplice aroma: dalle virtù terapeutiche riconosciute fin dall’antichità agli impieghi cosmetici e profumieri, questo umile cespo nasconde tanti tesori ancora tutti da esplorare.

Che aspetto ha la santoreggia e come cresce

La santoreggia (Satureja montana) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Si presenta come un piccolo cespuglio sempreverde alto 20-40 cm, con rametti legnosi ricoperti da minute foglioline ovali di colore verde grigiastro.

I suoi fiorellini tubulari a quattro petali sbocciano in estate ammantando la piantina di una delicata nuance bianca o rosa pallido. La santoreggia è molto rustica e si adatta facilmente a climi caldi e asciutti, prediligendo terreni ben drenati e soleggiati. Cresce spontaneamente nelle regioni del Mediterraneo e dell’Asia Minore ma viene coltivata un po’ ovunque per il suo inconfondibile aroma speziato che richiama note di pino, resina e pepe.

Santoreggia in giardino: coltivazione e raccolta

Coltivare la santoreggia è un gioco da ragazzi! Questa pianta rustica non richiede grandi attenzioni: predilige esposizioni soleggiate e terreni ben drenati e calcarei, potendo essere coltivata sia in vaso che in piena terra. Le piantine possono essere acquistate in vivaio o seminate direttamente nel proprio orto o giardino.

Una volta trapiantate, è sufficiente irrigarle con moderazione, avendo cura di evitare ristagni idrici che potrebbero farle marcire. La raccolta avviene normalmente nei mesi estivi, tagliando con delicatezza i rametti più teneri e profumati, ricchi di foglioline e fiorellini. Le parti recise possono essere essiccate all’ombra per la conservazione oppure utilizzate fresche in cucina.

Specifiche di coltivazione

  • Specie: Satureja montana L.
  • Famiglia: Lamiaceae
  • Pianta: Aromatica
  • Altezza: 40 cm
  • Origine: Asia
  • Fiori: Bianchi
  • Foglie: Lunghe sottili
  • PH Terreno: 6,5 – 7,5
  • Semina interna: Marzo
  • Semina esterna: Aprile
  • Trapianto: Aprile – Maggio
  • Sole: Pieno
  • Tipologia Terreno: Calcarei
  • Irrigazione: No frequentemente

Semina

La semina della santoreggia può essere fatta sia in primavera che in autunno. In genere si predilige il periodo primaverile, tra marzo e maggio, per avere piantine già sviluppate e pronte per essere trapiantate in estate.

La semina autunnale invece, fatta tra settembre e ottobre, permetterà di ottenere piantina più piccole che però saranno già radicate e vissute l’inverno successivo, entrando subito in produzione nella bella stagione. Per seminare basta spargere i minuscoli semi in semenzaio o direttamente a dimora, ricoprendoli con un leggero strato di terriccio umido.

Cura

Una volta trapiantata, la santoreggia richiede poche cure. È importante controllare il terreno, mantenendolo sempre ben drenato per evitare ristagni che potrebbero far marcire le radici. Nelle regioni più calde e asciutte può essere necessaria una leggera irrigazione durante i mesi più siccitosi, mentre nelle zone più umide è meglio limitare le annaffiature. Ogni 2-3 anni è consigliabile rinvasare le piante coltivate in vaso, rinnovando il terriccio. Un po’ di concime naturale o humus di lombrico all’inizio della ripresa vegetativa primaverile darà nuova vitalità alle piantina.

Raccolta

Il periodo migliore per la raccolta della santoreggia è l’estate, quando la piantina è in piena fioritura e il suo aroma è più intenso. Si possono tagliare con delicatezza i rametti più esterni utilizzando una forbicina, facendo attenzione a non rovinare la pianta. È preferibile raccogliere al mattino presto, quando la rugiada si è già asciugata ma il calore non è ancora eccessivo. Le porzioni recise possono essere utilizzate fresche in cucina oppure fatte essiccare all’ombra, legando i rametti in piccoli mazzi e appendedoli sottosopra in un luogo areato.

Ingrediente aromatico versatile in cucina

La santoreggia profumata e dal gusto deciso è un ingrediente aromatico duttile e versatile, perfetto per insaporire innumerevoli pietanze. Le sue foglioline regalano un sapore fresco, amarognolo e leggermente piccante che si sposa meravigliosamente con carni bianche, pesce, uova, zuppe, stufati, salse, sughi e perfino dolci come biscotti e pani.

Nell’area mediterranea viene ampiamente utilizzata per condire ;insalate, verdure, sughi per la pasta, pizze, focacce e preparazioni a base di pomodoro. Le sue note aromatiche si prestano inoltre a insaporire oli, aceti, sali, burro, formaggi e molto altro. Basta un ciuffetto per arricchire i piatti di una piacevole nota agrumata dalle sfumature resinose.

Impieghi cosmetici e profumeria con la santoreggia

Oltre che per la sua fragranza di campo unica, la santoreggia viene apprezzata anche per le sue molteplici proprietà dermopurificanti e tonificanti. Fin dall’antichità veniva utilizzata per la preparazione di oli essenziali, acque aromatiche e tonici astringenti per la cura e la bellezza della pelle e dei capelli.

Ancora oggi i suoi oli eterei naturali sono ingredienti ricercati nell’industria cosmetica, profumiera ed erboristica, impiegati per realizzare saponi, shampoo, tonici, lozioni, profumi e tantissimi altri prodotti grazie alle loro virtù purificanti, rigeneranti e antiossidanti.

Le piacevoli note agrumate, legnose e speziate della santoreggia la rendono una fragranza ideale per profumi, diffusori e prodotti per l’ambiente.

Valori nutrizionali e principi attivi della pianta

Questa umile erbetta aromatica nasconde al suo interno un vero e proprio concentrato di sostanze benefiche e nutrienti preziosi. Le sue foglioline sono particolarmente ricche dioli essenziali, come il carvacrale dall’azione antiossidante e antibatterica, di flavonoidi, polifenoli e acidi organici.

Contengono inoltre discrete quantità di vitamine A, C ed E, sali minerali come ferro, calcio, potassio e zolfo, oltre a proteine e piccole percentuali di acidi grassi polinsaturi. La ricchezza di questi composti rende la santoreggia un vero e proprio integratore naturale dalle molteplici virtù terapeutiche.

Benefici e proprietà terapeutiche storiche

Fin dai tempi più remoti, la santoreggia è stata apprezzata come erba officinale dalle molteplici virtù curative. I Greci la consideravano una panacea universale, mentre nella tradizione popolare europea veniva impiegata per le sue proprietà antisettiche, antinfiammatorie, digestive, emostatiche e antispasmodiche.

Le sue preziose qualità la rendevano uno dei rimedi naturali più utilizzati per curare febbre, mal di testa, disturbi gastrointestinali, emorragie, dolori mestruali e molto altro.

Oggi gli studi scientifici hanno confermato le sue azioni antimicrobiche, antiossidanti, antivirali e antitumorali, aprendo nuove prospettive di utilizzo in ambito fitoterapico. La santoreggia potrebbe rivelarsi un valido aiuto naturale per contrastare infezioni, infiammazioni, problemi cardiovascolari e perfino per la prevenzione di alcune forme di cancro.

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