Potatura vite: Tecniche e periodi indicati per tagliare i rami secchi

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come potare la vite

La potatura della vite è un rituale annuale che affascina ogni viticoltore. Questa pratica, che si svolge generalmente in inverno o all'inizio della primavera, è essenziale per controllare la crescita della pianta e garantire una produzione di uva di alta qualità. La potatura non solo rimuove i rami vecchi o malati, ma apre anche la strada a nuovi germogli vigorosi.

La potatura è una pratica fondamentale per la coltivazione della vite. L’obiettivo principale è mantenere un equilibrio tra sviluppo vegetativo e produzione, per ottenere uve di qualità con adeguato contenuto zuccherino.

La potatura serve inoltre a conservare la pianta in salute, creando chiome ben arieggiate in cui le malattie fanno più fatica a proliferare.

Per raggiungere questi scopi, è importante eseguire i tagli nel modo e nel periodo corretto, dedicando alla potatura il tempo necessario. Una vite potato bene si manterrà produttiva più a lungo e darà costantemente uve migliori per produrre vini d’eccellenza.

In questa guida vedremo nel dettaglio tutte le operazioni da fare e gli accorgimenti da adottare per potare al meglio la vite, valorizzandone il potenziale produttivo e qualitativo.

Quando potare la vite

Per la potatura della vite si distinguono principalmente due fasi: la potatura invernale e la potatura verde estiva. La prima va effettuata nel periodo di riposo vegetativo, solitamente tra dicembre e marzo, e serve per impostare o mantenere la forma di allevamento desiderata, oltre a regolare il carico produttivo.

La seconda si esegue durante la stagione vegetativa con interventi di luglio e agosto, per equilibrare lo sviluppo della chioma e il rapporto foglie/frutti.

Rispettare queste tempistiche per la potatura invernale e la potatura verde è fondamentale per gestire al meglio la fisiologia della vite. In questo modo si ottiene l’equilibrio migliore tra parte legnosa e produzione dell’annata.

Tecniche di potatura della vite

Esistono varie tecniche di potatura della vite in base al sistema di allevamento e alla conformazione di tralci fruttiferi e tralci a legno. Tra le principali:

  • Potatura Guyot: assenza di cordone permanente, potatura mista obbligata con tralci orizzontali.
  • Potatura a doppio capovolto: analoga alla Guyot ma con tralci discendenti.
  • Cordone speronato: cordone fisso orizzontale, potatura corta con vegetazione guidata verso il basso.
  • Potatura Sylvoz: cordone orizzontale e potatura mista con tralci discendenti.
  • Potatura Casarsa: cordone orizzontale, potatura mista su vegetazione in parte libera e in parte obbligata.

Ogni sistema richiede una potatura specifica per gestire al meglio l’equilibrio tra fruttificazione e sviluppo delle viti. Conoscere le diverse tecniche è indispensabile per una potatura precisa ed efficace.

Potatura Guyot

a potatura Guyot è una tecnica di allevamento a parete molto diffusa. Prevede il mantenimento del fusto a 80 cm da terra e di un capo a frutto orizzontale, con 8-12 gemme, da cui si sviluppano i germogli fruttiferi verticali. Accanto vi è uno sperone a 2 gemme che sostituisce il capo a frutto nell’anno successivo. Ogni anno si rinnovano sperone e capo a frutto potando a partire dalle gemme dello sperone. La potatura Guyot si adatta alla maggior parte dei vitigni ed è ideale per le colline, permettendo una gestione ordinata della chioma.

Potatura a doppio capovolto

La potatura a doppio capovolto è una variante del Guyot in cui il capo a frutto, anziché disteso in orizzontale, viene ripiegato e legato al filo sottostante. Prevede due tralci, uno a destra e uno a sinistra del fusto. È idonea per terreni fertili e vitigni vigorosi. Rispetto al Guyot semplice, il doppio capovolto permette di raddoppiare la produzione per ceppo gestendo al meglio l’equilibrio tra sviluppo vegetativo e produttivo della vite.

Cordone speronato

Il cordone speronato è un sistema di potatura a parete basato su tagli severi, con speroni di massimo 3 gemme disposti lungo un cordone orizzontale. I tralci vegetativi e produttivi sono ridotti a speroni che originano i germogli fruttiferi. Ogni anno gli speroni vengono rinnovati con la potatura. Questa tecnica richiede una gestione attenta dell’equilibrio tra sviluppo e produzione tramite tagli precisi. Il cordone speronato è indicato per viti poco vigorose e per una resa qualitativa elevata.

Potatura Sylvoz

La potatura Sylvoz prevede la selezione di capi a frutto da curvare, con una lunghezza di 70-80 cm e 10-12 gemme. Questi tralci, posizionati lungo un cordone permanente orizzontale, danno origine ai germogli fruttiferi. Per il rinnovo si può usare uno sperone di 1-2 gemme. Rispetto ad altre forme di allevamento, la potatura Sylvoz permette una maggiore libertà nella gestione della chioma, pur mantenendo l’equilibrio tra parte vegetativa e produttiva. È adatta a vigneti vigorosi e per produzioni abbondanti di qualità.

Potatura vite e lunghezza del tralcio

In base alla lunghezza dei tralci, nella potatura della vite si distinguono tre tipologie:

  • Potatura corta: prevede speroni corti con 1-2 gemme, adatta per climi caldi. Favorisce maggiore tenore zuccherino.
  • Potatura lunga: un solo tralcio con 5-6 gemme, di cui basali a frutto e apicali a legno. Maggiore produzione.
  • Potatura mista: combina speroni corti e tralci lunghi distinti in capi a frutto e a legno. Buon equilibrio tra quantità e qualità.

La scelta della tecnica di potatura più adatta dipende da clima, vitigno e obiettivi enologici. Con una potatura calibrata su lunghezza dei tralci e numero di gemme si gestisce al meglio l’equilibrio vegeto-produttivo della vite. Le diverse tipologie di taglio sono utili per adattare la potatura alle esigenze specifiche.

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