Pianta Strelitzia: Descrizione della pianta uccello del paradiso, coltivazione e cura

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Sterlizia alba

Originaria del Sud Africa, si distingue per le eleganti foglie oblunghe dalle striature trasversali bianche e verdi, che donano un tocco decorativo agli ambienti. I suoi fiori dalla forma curiosa, che ricorda il becco di un uccello, spiccano con i colori arancio e giallo tra il verde scuro delle foglie. Con le sue origini subtropicali, esprime al meglio le sue qualità in un clima caldo e umido.

La Strelitzia è una pianta ornamentale dall’aspetto molto decorativo, apprezzata per le sue lunghe e vistose foglie verdi lucide. Originaria del Sudafrica, viene coltivata in appartamento per la sua eleganza esotica e per le ridotte esigenze colturali. Esistono diverse varietà di Strelitzia, ma la più diffusa è la Sterlizia alba, nota anche come pianta della fortuna o pianta gru. Questa specie produce foglie lanceolate di colore verde brillante con eleganti striature trasversali bianche o giallastre.

La sterlizia è una pianta semplice da coltivare anche per i meno esperti. Necessita di una posizione luminosa, senza sole diretto e di annaffiature moderate, evitando i ristagni idrici. Predilige posizioni calde con temperature di 18-24°C. In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio tutti gli aspetti relativi alla coltivazione della sterlizia: dalle cure e irrigazioni alle malattie più comuni, fornendo utili consigli per mantenere la pianta sana e rigogliosa.

Descrizione e origini della Pianta sterlizia

La Strelitzia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Strelitziaceae, originaria del Sud Africa. Il nome botanico completo è Strelitzia reginae, conosciuta anche come Strelitzia regina o uccello del paradiso. Deve il suo nome al naturalista tedesco Joseph Banks, che la chiamò così in onore della regina Carlotta di Hannover, moglie di re Giorgio III d’Inghilterra. Si tratta di una pianta molto ornamentale, apprezzata soprattutto per le sue grandi foglie vistose di forma ovale-oblunga, che raggiungono anche 1 metro di lunghezza.

Le foglie sono di un verde brillante con evidenti striature trasversali di colore bianco o giallo crema. Produce anche curiosi fiori di colore arancione brillante o giallo, con la particolare forma che ricorda il becco di un uccello tropicale, da cui il nome comune di uccello del paradiso. Grazie alle sue origini subtropicali, si adatta molto bene alla coltivazione in appartamento ed è divenuta una delle piante da interno più apprezzate e diffuse.

Foglie

Le foglie della Strelitzia sono la caratteristica più decorativa e distintiva di questa pianta. Si presentano di forma oblunga, con dimensioni che possono raggiungere anche 1 metro in lunghezza e una decina di centimetri di larghezza. Le foglie sono disposte in eleganti ciuffi che conferiscono un aspetto molto ornamentale.

La lamina è di consistenza coriacea, lucida e cerosa. Il colore di base è verde brillante, mentre una peculiare striatura gialla o biancastra percorre in senso trasversale tutta la foglia, alternando zone verdi scure e chiare. Le foglie nascono direttamente dal rizoma sotterraneo e si dipartono dal culmo in modo alterno. Hanno margine intero e venature parallele molto evidenti. La loro forma slanciata rende la sterlizia molto elegante e ornamentale.

Fiori

I fiori sono altrettanto particolari e vistosi. Si sviluppano in infiorescenze lunghe fino a 60 cm, portate da uno stelo eretto che emerge dal centro della pianta. Hanno una forma molto caratteristica, che ricorda il becco o la cresta di un uccello tropicale. Sono composti da 3 petali arancioni o gialli, di cui uno superiore molto grande a forma di cucchiaio, e 2 petali laterali stretti e ricurvi.

Dal petalo centrale spuntano anche gli stami arancioni. I fiori durano a lungo, anche diverse settimane, e spiccano molto contro il verde scuro delle foglie. La fioritura della sterlizia avviene in maniera scalare, con fiori che si aprono in successione sull’infiorescenza in un periodo che va da primavera ad autunno. I fiori emanano un gradevole profumo dolciastro.

Semi

I semi si formano all’interno delle capsule che si sviluppano dopo la fioritura. Sono molto minuti, di colore nero e dalla forma ovale allungata. Misurano 1-2 millimetri di lunghezza. Presentano una superficie liscia e lucida. Ogni capsula produce numerosi semi, in genere da 50 a 100. I semi contengono al loro interno una riserva nutritiva che permette la germinazione in presenza delle condizioni adatte.

Tuttavia, la Strelitzia produce semi fertili solo quando l’impollinazione avviene tra esemplari geneticamente diversi. Per questo motivo, la riproduzione della pianta per seme risulta piuttosto rara e difficoltosa. Nella maggior parte dei casi, la Strelitzia viene propagata per divisione dei cespi o per talea, sfruttando la capacità vegetativa della pianta. I semi servono piuttosto per ottenere nuove varietà.

Quando e come piantare la sterlizia

La messa a dimora della sterlizia può avvenire in qualsiasi periodo dell’anno, ma la primavera e l’inizio dell’autunno sono i momenti migliori per favorire un buon attecchimento. Si consiglia di acquistare una pianta già adulta o un cespo ben sviluppato, piuttosto che seminare i piccoli semi che richiedono molto tempo per germogliare. La sterlizia va piantata in un vaso profondo che permetta l’accrescimento del rizoma sotterraneo. Il terriccio deve essere soffice, fertile e ben drenato, mescolato con sabbia e torba.

Dopo aver sistemato la pianta, annaffiare abbondantemente per assestare il substrato attorno alle radici. Collocare in una posizione luminosa ma senza sole diretto, a temperatura di 18-24°C. Non gradisce i trapianti, quindi conviene invasarla nel contenitore definitivo sin dall’acquisto. Basteranno rinvasi di 1-2 cm ogni 2 anni per fornire nuovo terriccio.

Come seminare la Strelitzia

La propagazione per seme è poco utilizzata, in quanto i semi hanno una bassa percentuale di germinazione. Tuttavia, se si vuole provare a coltivare la pianta partendo dai semi, ci sono alcuni accorgimenti da seguire. I piccolissimi semi neri devono essere raccolti dalle capsule mature e fatti asciugare per 1-2 giorni. Vanno poi distribuiti su un substrato leggero, fertile e molto drenante, composto da terriccio, sabbia e perlite. Il semenzaio va tenuto in una zona ombreggiata, a una temperatura di 21-24°C.

È necessario mantenere il terreno costantemente umido nebulizzando acqua 1-2 volte al giorno. I semi possono impiegare anche 2-3 mesi per germogliare. Quando le piantine avranno sviluppato 4-5 foglie, si possono trapiantare in vasetti da 9 cm, per poi invasare in contenitori via via più grandi. La semina, seppur laboriosa, può essere effettuata per ottenere nuove varietà ibridate. In alternativa si può optare per una più facile propagazione agamica.

Divisione dei cespi della Strelitzia

La divisione dei cespi è un metodo facile e veloce per propagare le sterlizie senza ricorrere alla semina. È consigliata quando la pianta forma cespugli fitti, con più culmi che si sviluppano dal rizoma sotterraneo. Questa tecnica si effettua in primavera, sollevando la pianta dal vaso e dividendo delicatamente i cespi con le mani oppure utilizzando un coltello ben affilato, facendo attenzione a non danneggiare le radici. Ogni porzione deve contenere radici, fusti e foglie per garantire l’attecchimento.

Le divisioni vanno ripiantate singolarmente in vasi con terra ricca e fertile, interrandole a livello del colletto. Per stimolare l’emissione di nuove radici è utile trattare i tagli con un po’ di ormone radicante. Dopo la divisione, le giovani piante vanno collocate in zona ombreggiata, vaporizzando spesso le foglie per prevenire l’avvizzimento. In breve tempo si formeranno nuove sterlizie sane e rigogliose, identiche alla pianta madre.

Talea di Strelitzia

La riproduzione della Strelitzia per talea è un ottimo sistema per ottenere nuove piante in modo semplice e veloce. Si effettua in primavera o all’inizio dell’estate, utilizzando come talee le porzioni sommitali dei culmi fioriferi. Le talee vanno tagliate immediatamente sotto un nodo fogliare, devono essere lunghe circa 20-25 cm e presentare almeno 2-3 foglie sane. Prima della messa a dimora, è bene rimuovere le foglie basali e trattare il taglio con stimolanti radicanti in polvere.

Le talee vanno interrate per 2/3 della lunghezza in vasetti con substrato fertile e ben drenato, composto da terriccio, sabbia e perlite. Il terreno deve essere mantenuto costantemente umido nebulizzando acqua con un nebulizzatore. I vasetti vanno posti in zona ombreggiata, a temperatura di 21-24°C. In poche settimane si formeranno le nuove radici e le piantine potranno essere trapiantate in vasi più grandi.

Come coltivare la Strelitzia

La coltivazione della Strelitzia non presenta particolari difficoltà, trattandosi di una pianta robusta e adattabile. Tuttavia, per farla crescere al meglio e mantenerla sana e rigogliosa, è bene rispettare alcune semplici regole. La pianta va posizionata in un ambiente luminoso, evitando però i raggi diretti del sole che potrebbero bruciare le foglie. Predilige temperature calde, intorno ai 20-24°C, sia di giorno che di notte. Teme il freddo e le correnti d’aria.

Il terreno deve essere fertile, leggero e ben drenato. Le annaffiature vanno effettuate quando il substrato si asciuga, evitando i ristagni idrici dannosi per le radici. Ogni 2-3 anni va rinnovato il terriccio con un rinvaso di 1-2 cm superiori al precedente vaso. Per stimolare una crescita rigogliosa, da primavera ad autunno si consiglia di fertilizzare ogni 2 settimane con concime liquido bilanciato.

Concimazione

Per una rigogliosa fioritura e un buon sviluppo vegetativo, necessita di una concimazione regolare nel periodo primaverile-estivo. I concimi ideali sono quelli liquidi e bilanciati, con formulazioni specifiche per piante da fiore. Vanno somministrati ogni 2 settimane da marzo a settembre, diluendoli nell’acqua delle annaffiature.

La dose consigliata è di 2-3 ml di concime in 1 litro d’acqua. Sono da evitare concimi troppo azotati che stimolerebbero solo un eccessivo accrescimento fogliare. Per stimolare la fioritura, da agosto è bene utilizzare concimi con più fosforo e potassio. In inverno è sufficiente concimare una volta al mese fertilizzanti a lenta cessione.

Irrigazione

Per irrigare correttamente ed evitare dannosi ristagni idrici è importante valutare con attenzione le esigenze della pianta. In primavera e in estate le annaffiature dovranno essere abbondanti, bagnando completamente il terreno, quando questo risulta asciutto in superficie. La frequenza può variare da 2 volte a settimana nei mesi più caldi, a una volta ogni 10-15 giorni in primavera e autunno.

Durante l’inverno le irrigazioni vanno diradate molto, annaffiando solo quando il substrato è totalmente secco. Dopo ogni annaffiatura bisogna verificare che il terreno abbia drenato l’eccesso d’acqua, per evitare dannosi ristagni nel sottovaso. La sterlizia teme i terreni acquitrinosi quindi bisogna prestare attenzione a non eccedere con le irrigazioni.

Luce e temperatura

La Strelitzia necessita di una posizione molto luminosa per crescere rigogliosa, ma non gradisce i raggi diretti del sole che possono bruciare le foglie. L’ideale è collocare la pianta vicino a una finestra orientata a est o a ovest, o in una zona riceve luce indiretta per gran parte della giornata.

Per quanto riguarda la temperatura, predilige un clima caldo-umido, con valori diurni intorno ai 18-24°C e notturni non inferiori ai 15°C. Teme le correnti d’aria fredda e gli sbalzi termici repentini. In inverno è consigliabile tenerla lontana da fonti di calore che seccano l’aria.

Potatura

La potatura non è strettamente necessaria, ma può essere effettuata per mantenere la pianta in forma e favorire la fioritura. Si consiglia di potare i fusti fioriferi appassiti, tagliandoli alla base. Questo stimolerà l’emissione di nuovi steli fiorali nella successiva stagione. Anche le foglie secche e danneggiate vanno rimosse con regolarità, utilizzando cesoie affilate e sterilizzate.

Evitare potature drastiche che possano indebolire la pianta. Per stimolare la ramificazione e rendere la pianta più compatta, si può accorciare di 1/3 i fusti nuovi alla prima emissione, tagliando sopra un nodo fogliare. Effettuare le potature in primavera, così la pianta avrà tempo per emettere nuovi germogli prima dell’inverno.

Malattie e parassiti della Strelitzia

Tra i parassiti più comuni vi sono gli afidi, piccoli insetti che colonizzano le foglie succhiando la linfa e provocando deperimento. Si riconoscono per la presenza di puntini neri sulle foglie. Per eliminarli si possono usare prodotti a base di piretrine naturali. Anche la cocciniglia farinosa e la cocciniglia cotonosa possono infestare la pianta, ricoprendo foglie e fusti di melata e fumaggine. In tal caso si intervenga con oli minerali o insetticidi specifici.

Per quanto riguarda le malattie fungine, la sterlizia può essere attaccata da botrite, che provoca marciumi su foglie e fiori. Importante è intervenire asportando le parti colpite e trattando con fungicidi. Prestare attenzione anche a marciumi radicali causati da eccessiva umidità. Controllare il drenaggio ed evitare ristagni idrici.

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