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La luce ultravioletta riduce gli allergeni più velocemente di mesi di pulizie domestiche

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Risposta breve: Respirare in casa dovrebbe essere sicuro, ma per molti è una fonte di fastidi continui. Pulire non basta: gli allergeni restano nascosti ovunque, pronti a scatenare reazioni. Una nuova tecnologia a luce UV potrebbe cambiare le cose, intervenendo direttamente alla radice del problema. Per saperne di più continua la lettura.

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Respirare serenamente in casa propria dovrebbe essere naturale. Chi convive con allergie sa bene che non è sempre così. Basta l’aroma sottile della polvere o qualche pelo di animale domestico per scatenare occhi che bruciano, respiro difficoltoso e notti agitate. Il problema peggiora quando scopriamo che eliminare la fonte del disturbo non basta.

Minuscole particelle proteiche galleggiano nell’ambiente e si posano su superfici, tessuti e angoli nascosti. Passano settimane, eppure continuano a provocare fastidi. Medici e pazienti si scontrano da tempo con questa tenace persistenza. Detergenti e aspirapolvere aiutano, ma spesso il sollievo è temporaneo. I medicinali attenuano i sintomi senza toccare la radice del problema.

Ricercatori dell’Università del Colorado di Boulder hanno sperimentato un approccio diverso. L’idea suona quasi fantascientifica: accendi una speciale illuminazione e gli allergeni perdono la loro aggressività.

La luce ultravioletta riduce gli allergeni in un minuto

Una ricerca dell’Università del Colorado Boulder mostra che la luce ultravioletta a 222 nanometri può ridurre rapidamente gli allergeni nell’aria, alterandone la struttura proteica e impedendo al sistema immunitario di riconoscerli. A differenza delle pulizie tradizionali, che richiedono tempo e fatica, questo metodo agisce in pochi minuti, abbattendo fino al 25% della reattività degli allergeni in mezz’ora. 

La tecnologia, già usata in ambito industriale, potrebbe essere adattata per ambienti domestici e lavorativi, offrendo sollievo a chi soffre di allergie respiratorie. Particolarmente utile in luoghi come serre o centri con animali, potrebbe prevenire attacchi d’asma scatenati da sostanze aerodisperse.

I ricercatori sottolineano che, sebbene non elimini fisicamente gli allergeni, ne neutralizza l’effetto biologico in modo sicuro e senza danni per le persone. Il risultato apre la strada a nuovi sistemi passivi di controllo dell’aria indoor, utili per milioni di persone colpite da allergie stagionali o croniche.

Come la radiazione UV modifica le proteine allergeniche

Tess Eidem, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettonica, descrive la scoperta: una particolare radiazione ultravioletta, sicura e non invasiva, neutralizza rapidamente le particelle allergeniche disperse nell’atmosfera domestica. La tecnologia potrebbe trasformarsi in uno strumento prezioso contro gli allergeni che si concentrano in abitazioni, scuole e spazi chiusi.

La ricerca dimostra come una specifica frequenza luminosa ultravioletta cambi la conformazione delle proteine aerotrasportate. Diversamente da acari o funghi, le proteine non sono esseri viventi che si possono eliminare, ma strutture che si possono deformare fino a renderle irriconoscibili al nostro sistema di difesa.

La fonte di ogni reazione allergica

Ogni allergia nasce da una proteina specifica. I felini, per esempio, secernono una sostanza denominata Fel d1 attraverso la saliva. Durante la toelettatura, questa si distribuisce sui peli e aderisce alle cellule morte che si staccano dalla pelle, viaggiando poi nell’aria.

Una volta respirata, la sua configurazione particolare stimola le difese immunitarie, provocando starnuti, colpi di tosse e irritazioni. La medesima catena di eventi si verifica con cani, acari della polvere, muffe e pollini. Ogni origine genera una proteina unica, in grado di scatenare disturbi anche molto tempo dopo la scomparsa dell’organismo che l’ha rilasciata.

Eidem spiega: “Quando gli acari se ne sono andati da tempo, l’allergene persiste. Per questo scuotere un vecchio tappeto può causare reazioni anche dopo anni.

Perché le pulizie tradizionali non bastano

Aspiratori, purificatori d’aria e lavaggi frequenti riducono la concentrazione di allergeni, ma di rado garantiscono una soluzione definitiva. Molte persone finiscono per arrendersi o non riescono a sostenere ritmi di pulizia così intensi, rimanendo vulnerabili agli attacchi.

Eidem ha collaborato con il professor Mark Hernandez e la microbiologa Kristin Rugh per esplorare una strada alternativa. Anziché rimuovere gli allergeni, hanno tentato di trasformarli. Modificando la struttura tridimensionale di una proteina, il corpo smette di percepirla come una minaccia.

Immagina che il tuo sistema immunitario sia abituato a riconoscere un cigno. Se scomponi quella proteina fino a trasformarla in qualcosa di completamente diverso, la risposta allergica non scatterà più,” chiarisce Eidem.

Una frequenza luminosa non pericolosa

La radiazione ultravioletta è già impiegata per distruggere batteri e virus, specialmente negli ospedali per disinfettare attrezzature mediche. Tuttavia, la frequenza più diffusa, 254 nanometri, è troppo aggressiva per ambienti abitati. L’esposizione prolungata può lesionare pelle e occhi.

Il gruppo di ricerca ha sperimentato una variante più mite: 222 nanometri. Chiamata UV222, questa radiazione è considerata sicura anche con persone presenti, poiché non attraversa in profondità le cellule umane, benché possa produrre piccole quantità di ozono.

Gli studiosi hanno riempito una camera ermetica con allergeni derivanti da muffe, pollini, acari e desquamazioni animali. Quattro lampade UV222 hanno illuminato l’ambiente, mentre campioni d’aria prelevati ogni dieci minuti hanno rivelato trasformazioni significative.

Cambiamenti immediati nell’aria domestica

Nell’aria non sottoposta a trattamento, gli anticorpi si attaccavano facilmente alle proteine allergeniche. Nell’ambiente illuminato, molte di queste non venivano più identificate dagli anticorpi. Dopo appena trenta minuti, la capacità di riconoscimento era diminuita dal 20 al 25 percento.

Si tratta di riduzioni molto veloci, considerando che raggiungere risultati simili richiederebbe mesi di pulizie intensive, eliminazione di tappeti o bagni settimanali per gli animali domestici,” osserva Eidem.

I dati confermano che la luce ultravioletta non si limita a disinfettare: modifica anche la conformazione delle proteine, impedendo che inneschino reazioni allergiche.

Utilizzi pratici della tecnologia UV

Lampade UV222 sono già disponibili per impieghi industriali. Eidem prevede versioni trasportabili per case e uffici. Una persona potrebbe portarsene una durante visite da amici con animali, oppure attivarla prima di entrare in stanze polverose.

Chi lavora a contatto con animali o passa molto tempo in serre potrebbe ottenere grandi vantaggi. Particolarmente nelle strutture di coltivazione della cannabis, dove ricerche precedenti avevano documentato gravi reazioni allergiche, questa protezione potrebbe perfino essere vitale.

Un problema che tocca milioni di persone

Il Centers for Disease Control riferisce che una persona su tre negli Stati Uniti vive con allergie. Per molti non si tratta di fastidi trascurabili: possono evolvere in asma, una patologia che in alcuni casi diventa mortale.

Negli Stati Uniti, circa dieci persone perdono la vita ogni giorno per crisi asmatiche, spesso innescate da allergeni presenti nell’aria,” dichiara Eidem. “Ecco perché è vitale scoprire nuovi metodi per diminuire l’esposizione.”

La ricerca segna un progresso promettente. Impiegare la radiazione ultravioletta in sicurezza potrebbe fornire a milioni di persone un nuovo alleato per tenere sotto controllo gli allergeni domestici.

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