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Moltiplicare il Gelso con la Tecnica della Margotta

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La tecnica della margotta offre un metodo naturale ed efficace per propagare il gelso, sfruttando la capacità della pianta di sviluppare radici da un ramo ancora attaccato alla pianta madre.

Il gelso è una pianta apprezzata per il suo fogliame ornamentale e i suoi deliziosi frutti, e per chi desidera espandere la propria coltivazione o condividere questa meraviglia della natura con amici e familiari, la tecnica della margotta rappresenta un metodo efficace e semplice per propagare nuove piante. 

Questo processo naturale sfrutta la capacità della pianta di sviluppare radici da un ramo ancora attaccato alla pianta madre, garantendo un tasso di successo più elevato rispetto ad altri metodi di propagazione. In questo articolo, esploreremo passo dopo passo come eseguire correttamente la margotta sul gelso, creando le condizioni ideali per una radicazione sicura e una nuova pianta rigogliosa.

Perché scegliere la margotta per propagare il gelso?

La tecnica della margotta offre diversi vantaggi nella propagazione del gelso rispetto ad altri metodi come la talea e l’innesto. Innanzitutto, garantisce un tasso di radicazione più elevato, poiché il ramo rimane connesso alla pianta madre, ricevendo nutrienti e acqua costantemente.

Ciò aumenta notevolmente le probabilità di successo, specialmente per le piante che possono risultare più difficili da radicare tramite talee. Inoltre, la margotta consente di ottenere piante più robuste e sviluppate fin dall’inizio, poiché le nuove radici si formano mentre il ramo è ancora attaccato alla pianta madre. Questo favorisce una migliore ripresa e uno sviluppo più rapido una volta che la nuova pianta viene separata e messa a dimora.

In che periodo dell’anno esguire la margotta

Il periodo ideale per eseguire la margotta sul gelso è durante la tarda primavera e l’inizio dell’estate, quando la pianta è in piena attività vegetativa. In questa fase, i rami sono vigorosi ma ancora teneri, il che favorisce la formazione di nuove radici.

È importante evitare di eseguire la margotta durante i mesi più caldi dell’estate, poiché le alte temperature potrebbero stressare eccessivamente la pianta e compromettere il successo della radicazione. Allo stesso modo, è sconsigliato tentare la margotta in autunno o inverno, quando la pianta rallenta il suo metabolismo e le condizioni ambientali sono meno favorevoli.

Preparazione: Scegliere il ramo e rimuovere le foglie

Il primo passo per eseguire correttamente la margotta sul gelso è scegliere un ramo sano e ben sviluppato dell’anno precedente. Questo ramo dovrebbe avere una lunghezza di almeno 30-40 cm e un diametro di circa 1 cm. Evitate rami troppo sottili o esili, poiché potrebbero avere difficoltà a radicare.

Una volta individuato il ramo ideale, è necessario rimuovere delicatamente le foglie dalla porzione di ramo dove verrà eseguita la margotta, lasciando intatte solo le foglie superiori. Questa operazione è fondamentale per evitare che le foglie interferiscano con il processo di radicazione e per permettere una migliore adesione del terriccio al ramo.

Eseguire l’incisione anulare e applicare l’ormone radicante

Dopo aver preparato il ramo, è il momento di eseguire l’incisione anulare, un passaggio cruciale per stimolare la formazione di radici. Individuate un nodo sul ramo e, appena sotto di esso, praticate due tagli paralleli distanziati di circa mezzo centimetro, rimuovendo un anello di corteccia. Questa operazione interrompe il flusso della linfa discendente, favorendo l’accumulo di sostanze che promuovono la radicazione.

A questo punto, è consigliabile applicare un ormone radicante sulla ferita, poiché questi composti naturali o sintetici stimolano ulteriormente la produzione di radici. Assicuratevi di seguire attentamente le istruzioni del produttore per l’applicazione corretta dell’ormone radicante.

Creare l’ambiente umido con sacchetto di plastica e terriccio

Dopo aver eseguito l’incisione anulare e applicato l’ormone radicante, è essenziale creare un ambiente umido e buio intorno al ramo ferito. Questo favorirà la formazione di radici, proteggendole dall’essiccamento e dalla luce diretta.

Prendete un sacchetto di plastica nera o un film di plastica opaco e avvolgetelo attorno al ramo, coprendo completamente la zona dell’incisione. Legate saldamente il sacchetto creando una sorta di imbuto, lasciando un’apertura nella parte superiore.

All’interno di questo imbuto, inserite del terriccio umido ma ben drenato, assicurandovi che venga a contatto diretto con la ferita. Il terriccio dovrebbe essere compattato delicatamente intorno al ramo per garantire un’adesione ottimale. Questa operazione crea le condizioni ideali per la radicazione, mantenendo un ambiente caldo e umido.

Mantenere il terriccio umido durante la stagione vegetativa

Dopo aver creato l’ambiente umido intorno al ramo ferito, è fondamentale mantenere il terriccio costantemente umido durante l’intera stagione vegetativa. Questo favorirà la formazione e lo sviluppo delle nuove radici. Controllate regolarmente il livello di umidità del terriccio e, se necessario, aggiungete acqua attraverso l’apertura superiore del sacchetto di plastica.

Evitate però di inzuppare eccessivamente il terriccio, poiché un eccesso di umidità potrebbe causare marciume e compromettere il processo di radicazione. Mantenere il giusto equilibrio di umidità è cruciale per il successo della margotta.

Verifica della radicazione e messa a dimora della nuova pianta

Dopo alcuni mesi di attesa, durante i quali avrete seguito attentamente le istruzioni per mantenere l’ambiente umido, sarà finalmente il momento di verificare se il ramo ha radicato con successo. Questo processo di radicazione richiede in genere 3-4 mesi, a partire dalla fine dell’estate o l’inizio dell’autunno, a seconda del clima e delle condizioni ambientali.

Aprite delicatamente il sacchetto di plastica e controllate la presenza di radici bianche e sane. Se il ramo ha radicato correttamente, potrete procedere al taglio al di sotto del punto di radicazione, separando completamente la nuova pianta dalla pianta madre.

A questo punto, la nuova pianta di gelso potrà essere messa a dimora in un vaso o direttamente in piena terra, avendo cura di seguire le corrette tecniche di piantumazione. Con le giuste cure e attenzioni, la vostra nuova pianta crescerà rigogliosa e produrrà deliziosi frutti.

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