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Come trapiantare la Sterlizia in nuovo vaso o nel giardino di casa

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Nella nostra odissea verde di oggi, abbiamo accolto una maestosa Strelitzia Nicolai, regina tropicale dal fogliame lancéolato e dall'aspetto elegante. Mentre la sua parente, la Strelitzia reginae, sfoggia fiori dai toni vivaci. Nel nostro tutorial, abbiamo descritto come un trapianto accurato possono rinvigorire questa pianta, che predilige ambienti interni luminosi ma senza sole diretto. Abbiamo anche condiviso consigli preziosi sull'irrigazione parsimoniosa e una fertilizzazione equilibrata per assicurare una crescita rigogliosa.

Trapiantare correttamente una pianta è fondamentale per garantirne crescita sana e rigogliosa. La sterlizia, in particolare, essendo una pianta dall’apparato radicale carnoso e delicato, necessita di alcune attenzioni specifiche durante il rinvaso. Bisogna procedere con cautela per evitare di danneggiare le radici, rimuovendo il vaso originale e ripulendole con cura.

È importante sistemarle nel nuovo contenitore senza compattarle e lasciando il colletto ben esposto. Con piccole accortezze nella tecnica di trapianto, questa elegantissima pianta tropicale si adatterà rapidamente alla nuova dimora, regalando una crescita rigogliosa e una cascata di eleganti foglie verdi.

Strelitzia Nicolai: Caratteristiche e fioritura

La Strelitzia Nicolai è una varietà di Strelitzia dalle foglie più strette e allungate rispetto alla più nota Strelitzia Regina. Presenta eleganti fronde verdi lucide dalla forma lanceolata, che si sviluppano verticalmente fino a raggiungere, in presenza di spazi e condizioni adeguate, un’altezza di 2-2,5 metri.

I fiori, di colore bianco azzurro, compaiono solo quando la pianta giunge a completa maturità, dopo 5-7 anni di crescita. Si tratta quindi di una pianta coltivata principalmente per il suo straordinario fogliame, piuttosto che per la fioritura, più rara e tardiva. Le lunghe foglie verdi conferiscono un aspetto tropicale e ornamentale.

Come trapiantare con successo la strelitzia Nicolai

Per trapiantarla correttamente è importante anzitutto rimuovere con cautela la pianta dal vaso originale, tagliandolo se necessario. Bisogna fare attenzione a non danneggiare le radici, che in questa specie sono carnose e delicate. Le radici vanno liberate completamente e ripulite con cura dal terriccio precedente. Il trapianto può essere necessario sia per trasferire la pianta in un nuovo vaso più grande, sia a seguito della divisione dei cespi per dar vita a nuove piante.

La pianta va quindi posizionata nel nuovo vaso più grande, avendo cura di non seppellire e compattare eccessivamente le radici, che devono poter respirare. È fondamentale non coprire il colletto con la terra. Dopo aver riempito il vaso e pressato leggermente il terriccio, la strelitzia è pronta per riprendere il suo rigoglioso sviluppo nella nuova dimora.

Quali sono le condizioni ideali per il trapianto della strelitzia Nicolai?

Per effettuare con successo il trapianto è consigliabile rispettare alcune condizioni ideali:

  • Periodo adatto: il trapianto è preferibile farlo durante la primavera o all’inizio dell’estate, quando la pianta è nel pieno della fase vegetativa. Meglio evitare l’autunno-inverno.
  • Terriccio specifico: è indicato usare un terriccio soffice, fertile e ben drenante, ad esempio a base di torba, terriccio universale e sabbia.
  • Vaso con dimensioni adeguate: il nuovo vaso deve essere più grande di circa 5 cm rispetto al precedente, con profondità di almeno 35-40 cm.
  • Ambiente ombreggiato: dopo il rinvaso, posizionare la pianta in ambiente luminoso ma riparato dal sole diretto per qualche giorno.
  • Irrigazioni moderate: nei giorni successivi al trapianto, irrigare in modo più frequente ma senza eccessi, per favorire l’attecchimento.
  • Nessuna concimazione: è bene evitare concimi nei 2-3 mesi successivi al trapianto, per non stressare la pianta.

Vediamo nello specifico ogni punto elencato in questo paragrafo.

Periodo indicato per il trapianto

La fase migliore corrisponde alla ripresa vegetativa, orientativamente nel periodo tra inizio primavera e inizio estate. In questo momento la pianta è nel pieno del suo sviluppo e può contare sulle riserve accumunate nel periodo di riposo invernale. Al contrario, è preferibile evitare di trapiantare in autunno-inverno: il passaggio in un nuovo vaso durante la fase di rallentamento vegetativo aumenta lo stress per la pianta.

Miglior terriccio da utilizzare per il trapianto

L’ideale è un mix a base di torba, che garantisce la giusta sofficità e la ritenzione di un certo tasso di umidità. A questa va aggiunto del terriccio universale, che fornisce elementi nutritivi equilibrati. Per migliorare il drenaggio, utile contro i ristagni idrici temuti da questa pianta, è consigliabile integrare una certa percentuale di sabbia. Tale miscela crea un substrato fertile, drenante ma con sufficiente capacità di trattenere l’umidità. Un corretto terriccio consente alle radici carnose della Strelitzia di attecchire rapidamente nel nuovo vaso.

Quale vaso utilizzare per il rinvaso

Le dimensioni ideali prevedono un contenitore più grande di circa 5 cm rispetto al precedente. Meglio preferire vasi dalla forma cilindrica e con una profondità di almeno 35-40 cm, per accogliere adeguatamente l’apparato radicale carnoso. Il materiale può essere terracotta o plastica, l’importante è che sia dotato di buchi di drenaggio sul fondo.

Dove posizionare la sterlizia dopo il trapianto

Dopo aver completato con successo il rinvaso, è importante scegliere la giusta collocazione per la sterlizia, così da favorire il suo attecchimento nel nuovo vaso. Nei primi giorni è meglio posizionare la pianta in un ambiente luminoso, ma riparandola dai raggi diretti del sole, che potrebbero bruciare le foglie appena trapiantate. La sterlizia predilige solitamente posizioni vicino a una finestra luminosa, ma non in pieno sole. La temperatura ideale si aggira sui 18-22°C.

Irrigazione post trapianto

Nei giorni e nelle settimane successive è importante prestare attenzione all’irrigazione, per favorire l’attecchimento nel nuovo vaso. Le annaffiature devono essere più frequenti che in condizioni normali, per mantenere il terriccio costantemente umido. Tuttavia è bene evitare eccessi d’acqua, per non creare ristagni dannosi. Dopo circa 15 giorni l’apparato radicale sarà ben sviluppato e si potrà tornare alla normale irrigazione, bagnando a fondo ma lasciando asciugare leggermente la superficie del terreno prima della successiva annaffiatura.

Concimazione post trapianto

Dopo aver trapiantato, è consigliabile evitare di concimarla per i primi 2-3 mesi. La pianta è già sottoposta allo stress del rinvaso e l’aggiunta di fertilizzanti potrebbe danneggiarla. Solo quando si sarà perfettamente adattata al nuovo vaso e terriccio, si potrà riprendere con una moderata concimazione. La sterlizia predilige concimi a lento rilascio o ternari (azoto, fosforo e potassio) da somministrare ogni 2-3 settimane nel periodo di attiva crescita. Dopo il trapianto, è bene aspettare che l’apparato radicale sia ben sviluppato prima di fornire nuovi nutrienti con la concimazione, così da favorire un rigoglioso sviluppo della pianta senza stressarla.

Come trapiantare la Sterlizia in piena terra

Se volete trapiantare in piena terra in giardino, è importante seguire alcuni accorgimenti. Innanzitutto, si procede rimuovendo con cura la pianta dal vaso, avendo l’accortezza di non danneggiare l’apparato radicale come descritto precedentemente. Una volta liberate le radici, queste vanno ripulite delicatamente dal terriccio precedente. A questo punto, si scava una buca con dimensioni superiori di almeno 20 cm rispetto al vaso originale, mescolando al terreno nativo del terriccio universale e sabbia, per rendere il fondo più drenante.

Una volta creata la buca nel terreno del giardino si adagia la pianta nella buca, avendo cura di non seppellire eccessivamente il colletto, e la si ricopre con il terreno, pressandolo bene intorno alle radici. È importante annaffiare a fondo subito dopo il trapianto. Per quanto riguarda la concimazione, periodo, irrigazione e posizione, valgono le stesse condizioni descritte in precedenza.

Quanto spazio lasciare tra le piante di sterlizia

Nell’arte del giardinaggio indoor, lasciare lo spazio adeguato tra le piante di Strelitzia è fondamentale per garantire loro una crescita sana. La regola d’oro è di posizionare le Strelitzie a una distanza tale che le foglie non si sovrappongano, permettendo un’aerazione ottimale e un’esposizione uniforme alla luce. Idealmente, un intervallo di almeno un metro tra ogni pianta consente di evitare la competizione per i nutrienti e minimizza il rischio di malattie causate da un’eccessiva umidità.

Cosa fare se la sterlizia non si adatta alla nuova dimora in piena terra?

Se dopo il trapianto in piena terra la sterlizia mostra segni di sofferenza e non riesce ad adattarsi alla nuova dimora, è possibile intervenire in questi modi:

  • Controllare lo stato del terreno: se troppo compatto o argilloso, la pianta soffre. Si può migliorarlo con sabbia e terriccio universale per renderlo più drenante.
  • Verificare l’irrigazione: sia i ristagni idrici che la siccità eccessiva possono danneggiare la pianta. Bagnare regolarmente evitando i ristagni.
  • Monitorare l’esposizione: il sole diretto può bruciare le foglie. Spostare la pianta in zona più ombreggiata.
  • Proteggere con tessuto non tessuto: se fa troppo freddo, coprire la chioma con protezioni idonee.
  • Concimare con moderazione: un eccesso di concime stressa ulteriormente la pianta.
  • Potare leggermente: rimuovere foglie e parti secche per stimolare nuova crescita.

Conclusioni

Per concludere questo articolo, il trapianto rappresenta un passaggio cruciale per il suo sviluppo e la sua salute della pianta. Assicurando una procedura attenta che include l’uso di un vaso adeguato, un terriccio ben drenante, e un posizionamento corretto delle radici, questa pianta tropicale può prosperare anche negli ambienti interni. È essenziale non sottovalutare l’importanza di un’irrigazione controllata e una fertilizzazione bilanciata, per evitare ristagni d’acqua e promuovere una crescita equilibrata.

La Strelitzia, con le sue foglie che evocano la libertà di un volo tropicale, può diventare un elemento di design vivente all’interno della casa, apportando una nota di eleganza naturale e un tocco di esotico. Coltivare con cura la Strelitzia significa non solo nutrire una pianta, ma coltivare un frammento di paradiso terrestre.

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