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Nella Groenlandia orientale è accaduto qualcosa di straordinario. Una gigantesca frana ha ceduto nel fiordo di Dickson, causando nove giorni di attività sismica che si è propagata in tutto il mondo. 25 milioni di metri cubi di roccia e ghiaccio sono crollati in mare, generando un’onda alta 200 metri.
Ma non è tutto. L’evento ha prodotto un segnale sismico strano e regolare: un ronzio che si ripeteva ogni 92 secondi, attraversando continenti e oceani. Gli scienziati hanno scoperto che la frana in Groenlandia ha causato nove giorni di attività sismica senza precedenti nei registri geologici.
Lo scioglimento dei ghiacciai minaccia soltanto il livello del mare, e mette in pericolo anche la stabilità delle montagne artiche. Questo evento è un avvertimento per il nostro pianeta.
Indice
Frana in Groenlandia ha causato nove giorni di attività sismica in un minuto
Una frana in Groenlandia ha generato un’onda di 200 metri e un ronzio sismico ripetuto ogni 92 secondi, durato nove giorni. Lo scioglimento dei ghiacciai ha destabilizzato il pendio, causando il crollo di 25 milioni di metri cubi di roccia.
L’onda, rimbalzando nel fiordo, ha creato una sessa che ha spinto la crosta terrestre con forza equivalente a 500 miliardi di newton. Il segnale, rilevato in tutto il mondo, ha rivelato un nuovo tipo di evento sismico legato al clima.
Gli scienziati avvertono: con il riscaldamento globale, frane e tsunami in zone polari saranno più frequenti. Lo studio, pubblicato su Science, mostra come il cambiamento climatico modifichi anche i segnali della Terra.
Come gli scienziati hanno scoperto la frana
I sismografi sparsi in tutto il mondo registravano qualcosa di strano. Un’oscillazione ritmica continuava per giorni, non come un terremoto normale che dura pochi minuti. Gli scienziati erano confusi.
Il geologo Kristian Svennevig ha incrociato i dati sismici con le immagini satellitari. Ha scoperto il cambiamento drammatico nel fiordo di Dickson: una montagna intera era crollata in mare.
L’onda generata ha raggiunto quattro metri di altezza sull’isola di Ella, danneggiando una stazione di ricerca con perdite di centinaia di migliaia di dollari.
Il mistero del ronzio ogni 92 secondi
Perché la Terra pulsava con regolarità? I modelli idrodinamici hanno dato la risposta. L’onda non era scomparsa. Si era trasformata in una sessa, un’onda stazionaria che muove l’acqua di un bacino chiuso avanti e indietro, come l’acqua in una vasca da bagno.
Questo movimento ripetuto spingeva la crosta terrestre con una forza di 500 miliardi di newton. Era abbastanza per far tremare il globo intero per nove giorni.
Il ghiaccio che scompare indebolisce le montagne
La causa vera della frana risale a decenni prima. Il ghiacciaio che sosteneva il pendio si era lentamente sciolto e ritirato. Senza il “cappotto” di ghiaccio, la roccia si è espansa e incrinata, fino a cedere.
Questo non è un caso isolato. Sta diventando sempre più comune nelle regioni artiche e alpine. Lo scioglimento rapido dei ghiacciai e le forti piogge causano crolli di montagne senza precedenti.
Nel 2017 è accaduto qualcosa di simile nel fiordo di Karrat. Uno tsunami ha distrutto il villaggio di Nuugaatsiaq, uccidendo quattro persone. Eventi rari un tempo stanno diventando comuni.
Come i sismografi rivelano disastri remoti
La scoperta ha cambiato il modo di lavorare degli scienziati. Le reti sismiche erano progettate per rilevare terremoti e eruzioni vulcaniche. Ora sappiamo che anche un’onda in un fiordo remoto può produrre un segnale globale.
I sismografi diventano così orecchi sensibili non soltanto del sottosuolo, ma anche degli oceani e dei ghiacciai in movimento. Questo aiuta a monitorare i disastri naturali da lontano.
La geofisica Alice Gabriel spiega che il cambiamento climatico sta alterando ciò che è normale sulla Terra. Innesca eventi che sfidano le categorie tradizionali. Il ronzio della Groenlandia lo prova.
L’avvertimento dal fiordo di Dickson
Il collasso nel fiordo di Dickson non è solo una curiosità scientifica. È un chiaro avvertimento: il riscaldamento globale innesca reazioni violente e inaspettate. Le montagne stanno diventando instabili. I loro crolli si sentono in tutto il mondo.
I satelliti oggi permettono di osservare il ritiro dei ghiacciai in tempo reale. Aiutano a identificare i pendii a rischio prima che crollino. Ma la vera soluzione non è tecnologica.
Dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra per rallentare lo scioglimento dei ghiacciai. Questo mette in pericolo non soltanto le coste, ma anche la stabilità delle montagne artiche. Il ronzio di nove giorni era il battito accelerato di un pianeta in cambiamento.
Credit immagine:
- Earth.com
Fonti:
- Science (studio originale)
- Geological Survey of Denmark and Greenland (GEUS)
- USGS (United States Geological Survey)
- Immagini satellitari e modelli idrodinamici utilizzati nello studio
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