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Testa di Salice: la potatura tradizionale per una rigogliosa ripresa vegetativa

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A differenza della capitozzatura dannosa, prevede il taglio di rami giovani per formare un organo di riserva globoso. Questa pratica tradizionale era ampiamente utilizzata in passato su specie come gelso, salice e platano, consentendo di ottenere germogli vigorosi e adatti a vari usi.

La testa di salice è una tecnica tradizionale di potatura che consente una rigogliosa ripresa vegetativa nelle piante. A differenza della capitozzatura, pratica dannosa che compromette la salute dell’albero, la testa di salice prevede il taglio di rami giovani ogni anno o a anni alterni.

Questa operazione crea un organo di riserva globoso, in grado di accumulare sostanze nutritive per favorire la ricrescita primaverile di nuovi germogli vigorosi. Anticamente, tale metodo era ampiamente utilizzato per diverse specie come gelso, salice e platano, essendo funzionale a specifiche necessità umane.

Testa di salice vs capitozzatura: Differenze cruciali

È fondamentale non confondere la testa di salice con la capitozzatura, pratica aberrante che va assolutamente evitata. La capitozzatura consiste nel taglio indiscriminato del fusto o delle branche principali, compromettendo irrimediabilmente l’estetica, la salute e la stabilità della pianta.

Nonostante venga spesso eseguita con l’intento di ridimensionare l’albero, la capitozzatura non solo non raggiunge tale obiettivo, ma produce l’effetto opposto: le piante reagiscono con una risposta vegetativa così forte da raggiungere, in pochi anni, dimensioni ancora maggiori rispetto alle precedenti, ma con una struttura e uno stato di salute gravemente compromessi.

L’Organo di riserva: Segreto della vitalità primaverile

Ciò che contraddistingue la testa di salice è la creazione di un vero e proprio organo di riserva per la pianta. Normalmente, gli alberi accumulano sostanze nutritive solo a livello radicale durante l’autunno, per poi riutilizzarle in primavera e permettere la formazione di nuove foglie. Nelle piante allevate a testa di salice, invece, una parte di tali elementi nutritivi rimane immagazzinata nella testa globosa formatasi in seguito ai tagli.

Questa riserva è fondamentale per garantire una ripresa vegetativa vigorosa non appena le temperature si rialzano: la pianta può così attingere prontamente alle sostanze accumulate per generare nuovi germogli con foglie grandi e rigogliose.

Usi Tradizionali della testa di salice: Gelso, salice e platano

La testa di salice era un metodo di potatura ampiamente utilizzato in passato per diverse specie vegetali, in quanto funzionale a specifiche necessità umane. Il gelso, ad esempio, veniva tradizionalmente allevato con questa tecnica per agevolare l’allevamento dei bachi da seta: avendo a disposizione una maggiore superficie fogliare, si otteneva più cibo per nutrire questi preziosi insetti, dai quali si ricavava la seta.

Il salice viminale (Salix viminalis), da cui tale forma di potatura prende il nome, era invece potato in questo modo per favorire la crescita di lunghi e sottili germogli, perfetti per l’intreccio di ceste e altri manufatti in vimini. Il platano, infine, grazie alla sua vigorosa ripresa vegetativa, permetteva di ottenere in pochissimo tempo rami di notevoli dimensioni, utilizzabili come legna da ardere in un’epoca in cui il fuoco rappresentava l’unica fonte di riscaldamento e cottura dei cibi.

Eseguire correttamente la testa di salice: Errori da evitare

Per eseguire correttamente la testa di salice ed evitare danni alle piante, è necessario seguire alcune importanti accortezze. Innanzitutto, i tagli vanno effettuati su rami giovani di 1 o 2 anni, avendo cura di non intaccare il tronco principale o rimuovere i calli di cicatrizzazione formatisi negli anni precedenti.

Ciò causerebbe l’eliminazione dell’organo di riserva creato dalla pianta, impedendole di accumulare le sostanze nutritive necessarie per la ripresa vegetativa. Un altro errore da non commettere è quello di attendere troppi anni tra una potatura e l’altra: dopo 3 o 4 anni, i rami avranno raggiunto dimensioni eccessive, con diametri tali da rendere difficoltosa la cicatrizzazione delle ampie sezioni di taglio.

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