Keiki Orchidea: Come favorirne la crescita e propagare con successo le piante

50
come e quando invasare

Il momento migliore per staccare e invasare un keiki di orchidea è quando ha radici sane e robuste, di almeno 2-3 centimetri di lunghezza. Questo avviene in tarda primavera o all'inizio dell'estate, quando le condizioni climatiche favorevoli incoraggiano una rapida crescita e recupero della pianta. Invasare in questo periodo permette alla nuova pianta di adattarsi durante la stagione più propizia, approfittando delle temperature più miti e dell'umidità ideale.

Il termine “keiki” è di origine hawaiana e significa “bambino” o “figlio”. Nell’ambito dell’orticoltura, un keiki è una piantina che si sviluppa dalla pianta madre di un’orchidea, più comunemente nelle specie del genere Phalaenopsis. Questa nuova piantina è una sorta di clone che cresce direttamente sul fiore o sul fusto della pianta genitrice.

I keiki si formano solitamente a seguito di uno stress della pianta o come parte del suo ciclo naturale di riproduzione. Possono produrre le proprie radici e, una volta che queste sono sufficientemente sviluppate, il keiki può essere staccato con cura e piantato individualmente, diventando così una nuova pianta indipendente.

Questo fenomeno è una maniera efficace per propagare le orchidee senza dover passare per la semina, che è un processo molto più lungo e complesso.

Quali sono le condizioni ideali per far crescere un keiki orchidea?

Per favorire la crescita di un keiki su un’orchidea, in particolare nelle specie come le Phalaenopsis, è importante replicare le condizioni ideali che stimolano la sua formazione e sviluppo. Ecco alcune linee guida:

  1. Illuminazione: Le orchidee richiedono molta luce diffusa ma non diretta. Un keiki necessita di una buona quantità di luce indiretta per crescere in salute.
  2. Umidità: Mantenere un’umidità relativa intorno al 60-70% è cruciale, poiché favorisce la crescita delle radici e previene lo stress idrico.
  3. Temperatura: Le orchidee prosperano in un ambiente caldo, con temperature diurne intorno ai 20-29°C e notturne non inferiori ai 15-18°C.
  4. Alimentazione: L’applicazione di un fertilizzante bilanciato specifico per orchidee, diluito a metà della concentrazione consigliata, può fornire i nutrienti necessari per il supporto del keiki.
  5. Acqua: Annaffiare solo quando il substrato è quasi asciutto, evitando ristagni idrici che possono causare marciumi radicale.
  6. Circolazione dell’aria: Un ambiente ben ventilato aiuterà a prevenire malattie e favorirà l’ossigenazione delle radici.
  7. Pazienza: La formazione di un keiki può richiedere tempo e accade spesso come risposta a uno stress della pianta. Non bisogna forzare questo processo ma piuttosto attendere che si verifichi naturalmente.

Una volta che si è sviluppato un sistema radicale adeguato, può essere delicatamente rimosso dalla pianta madre e trapiantato in un proprio vaso con il substrato adatto alle orchidee, permettendogli di crescere e diventare una pianta indipendente.

Quali sono i segni che indicano che un keiki sta crescendo in modo sano?

Se un keiki sta crescendo in modo sano, ci sono diversi segni positivi che puoi monitorare:

  1. Radici Forti: Un keiki sano dovrebbe sviluppare radici rigide, spesse e verdi. Queste radici possono crescere abbastanza rapidamente e ancorarsi fermamente al substrato o al supporto fornito.
  2. Foglie Verdi Brillanti: Le foglie dovrebbero essere di un verde vivace, turgide e resistenti. Le foglie che si presentano flaccide o ingiallite possono indicare problemi con la pianta.
  3. Crescita Progressiva: Sebbene i keiki crescano più lentamente rispetto alle piante mature, dovresti comunque notare una crescita costante sia delle foglie che delle radici.
  4. Assenza di Segni di Malattia: Un keiki sano non avrà macchie sulle foglie o segni di marciume radicale, che potrebbero indicare malattie fungine o batteriche.
  5. Sviluppo di Nuovi Getti: Con il tempo, un keiki sano inizierà a sviluppare i propri getti o punte di crescita, indicando che è pronto a fiorire nel futuro.

Se la tua orchidea mostra questi segni, è probabile che stia crescendo in modo ottimale. Assicurati di continuare a fornire le condizioni di crescita adeguate e di fare attenzione a eventuali cambiamenti nella salute della pianta.

Tecniche per favorire la formazione dei keiki dalle orchidee

Per gli appassionati di orchidee, la formazione di keiki rappresenta un’eccitante opportunità di propagazione. Per incoraggiare la nascita di questi “figli” della pianta madre, è essenziale fornire un ambiente ottimale. Mantenere un’umidità elevata e garantire temperature adeguate durante la notte può stimolare l’orchidea a produrre keiki.

L’uso di ormoni radicanti applicati sui nodi del fusto, dove spesso si formano, è un altro metodo efficace. Inoltre, un’illuminazione adeguata e una fertilizzazione bilanciata possono fare la differenza. Tagliare leggermente il fusto sotto il fiore appassito può anch’esso incoraggiare la crescita.

Come staccare un keiki dalla pianta madre di orchidea

Quando arriva il momento, è cruciale attuare il processo con attenzione e cura. Assicurati che il keiki abbia sviluppato radici robuste, lunghe almeno un paio di centimetri, prima di procedere. Utilizza strumenti sterilizzati per evitare infezioni e taglia con delicatezza vicino alla base del keiki, mantenendo intatto il sistema radicale.

Una volta separato, pianta in un substrato specifico per orchidee, che garantirà il drenaggio necessario e sosterrà la nuova crescita. Il periodo di adattamento è fondamentale; assicurati di offrire luce indiretta, umidità e temperature ideali per favorire una transizione morbida verso una nuova fase di indipendenza.

Come invasare un Keiki di orchidea?

L’invasatura richiede alcune accortezze per far adattare gradualmente le sue radici aeree al nuovo substrato umido. Innanzitutto, dopo averlo separato dalla pianta madre, bisogna lasciar asciugare la ferita per 12-24 ore, prevenendo infezioni fungine. Poi, si riempie un vasetto di 7-9 cm con corteccia e si appoggia il keiki sullo strato superficiale, con le radici a contatto ma non coperte dal substrato.

A questo punto, si inumidiscono i primi 2-3 cm di corteccia e le radici con uno spruzzino, ripetendo l’operazione quando il bark si asciuga. Il keiki va tenuto in ambiente umido, lontano da sole e calore. Nel giro di una settimana le radici inizieranno a svilupparsi verso il basso, in cerca di umidità. Dopo un paio di settimane si possono fare annaffiature leggere, lasciando asciugare bene la corteccia. In uno-due mesi la piantina si sarà adattata al vaso e potrà essere coltivata normalmente.

Letture correlate:

Like
Close
Quando Si Pianta by Agenzia Eco Web Srl
© Copyright 2020. Tutti i diritti riservati.
Close
Preferenze Privacy