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Bocca di leone: Coltivazione e cura con consigli sulla semina, irrigazione e potatura

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descrizione pianta bocca di leone

La bocca di leone è una pianta dall'aspetto davvero affascinante. La caratteristica principale è data dalla particolare conformazione del fiore, il cui labbro superiore e quello inferiore ricordano proprio una bocca o il muso di un felino. I racemi fioriti danno vita a scoppiettanti esplosioni di colore che decorano questa pianta con tinte sgargianti e contrastanti, regalando ai nostri occhi uno spettacolo straordinario.

La bocca di leone è una pianta ornamentale apprezzata per i suoi bellissimi fiori colorati che ricordano, nella forma, la bocca di un leone o di un lupo. Questa pianta erbacea perenne appartiene alla famiglia delle Scrofulariaceae ed è originaria del bacino del Mediterraneo.

Nonostante richieda poche cure per crescere rigogliosa, è in grado di regalare grandi soddisfazioni anche ai giardinieri alle prime armi. In questa guida scopriremo tutti i segreti della coltivazione della bocca di leone: dalle sue caratteristiche botaniche alle tecniche di semina e trapianto, dalle cure colturali alle malattie e parassiti che possono colpirla.

Tutti gli accorgimenti necessari per ottenere una fioritura abbondante di questa affascinante pianta mediterranea.

Varietà di bocca da leone da coltivare

Esistono moltissime varietà di bocca di leone che si possono coltivare, sia per uso ornamentale che officinale. Questa pianta appartiene al genere Antirrhinum che comprende una quarantina di specie, ma la più nota e diffusa è l’Antirrhinum majus, originaria del bacino del Mediterraneo.

Di questa specie principale esistono cinque sottospecie autoctone in varie zone dell’area mediterranea, dalla Spagna al Portogallo. Una specie molto simile è l’Antirrhinum latifolium, diffusa soprattutto in Liguria, Piemonte e Toscana. In Italia la bocca di leone cresce spontaneamente ai margini di pascoli e sentieri.

Il nome comune deriva dalla forma del fiore, composto da un labbro superiore e uno inferiore che ricordano una bocca o un muso, da cui il nome scientifico Antirrhinum (“simile a un naso”). In natura questa pianta arriva fino a 80-100 cm di altezza, con fusto erbaceo e foglie lanceolate disposte a spirale.

fiori dalle tinte sgargianti, tra cui bianco, rosa, giallo e fucsia, sono riuniti in eleganti spighe. Dopo l’impollinazione si trasformano in baccelli con piccoli semi fertili.

Per la coltivazione sono disponibili numerose cultivar di bocca di leone dalla grande varietà cromatica, anche bicolori o screziate. Alcune varietà hanno fiori particolarmente grandi e simmetrici. Sono piante molto adattabili, che facilmente si diffondono naturalizzandosi nell’ambiente.

Vediamo alcune delle principali cultivar da poter coltivare:

  • Chalcedon è una varietà dai fiori grandi e appariscenti, di colore rosso scarlatto con gola gialla.
  • Black Prince presenta magnifici fiori velvety di colore bordeaux scuro con sfumature nere.
  • Floral Showers Mix è un mix di colori accesi, dal bianco al rosa, giallo e rosso.
  • Magic Carpet ha fiori rosso vivo a forma di stella con venature gialle.
  • Twinny Peach sfoggia una colorazione bicolore fra il pesca e il rosa.
  • Whisper Mix è un mix pastello dai toni delicati, indicato per bordure.
  • Tom Pouce è una varietà nana, alta circa 20 cm, adatta per giardini rocciosi.

Oltre all’uso ornamentale, anche foglie e fiori essiccati di bocca di leone hanno ottime proprietà officinali: sono utili per lenire scottature, infiammazioni della bocca e molto altro.

Come coltivare e prendersi cura della bocca di leone

Per una rigogliosa fioritura è importante seguire alcuni semplici accorgimenti di coltivazione. Questa pianta si può facilmente moltiplicare per seme in serra da febbraiomarzo, per poi effettuare il trapianto all’esterno in primavera inoltrata. In alternativa si può seminare direttamente in piena terra da aprile in poi.

Crescono bene sia in giardino che in vaso, usando contenitori di almeno 15 cm se singoli, o 25-30 cm se ospitano 2-3 piante. Hanno bisogno di un terreno ben drenato e di una posizione soleggiata. L’irrigazione dev’essere costante ma senza eccessi d’acqua. Per favorire una fioritura prolungata, è consigliabile rimuovere periodicamente i fiori appassiti tagliando il peduncolo alla base. Con queste semplici cure si otterranno splendidi fiori colorati!

Semina bocca di leone

La semina può essere effettuata sia in semenzaio che direttamente a dimora. Il periodo migliore va da febbraio ad aprile: in semenzaio va fatta a febbraio-marzo, mentre la semina diretta all’aperto si può fare in aprile. Bisogna distribuire i semi in terriccio leggero e fertile, pressandoli delicatamente e coprendoli solo con uno strato sottile di terra. Mantenere il substrato umido con annaffiature regolari. Quando le piantine avranno sviluppato le prime 4 foglie vere, dopo circa 8 settimane dalla semina, si potrà procedere al trapianto definitivo in piena terra o in vaso.

Trapianto e rinvaso

Il trapianto delle piantine ottenute da seme va effettuato quando hanno sviluppato almeno 4 foglie vere, indicativamente dopo 8 settimane dalla semina. Il periodo migliore per il trapianto all’aperto è maggio, quando il rischio di gelate è ormai passato. Per il rinvaso delle piante già adulte, il momento ideale è l’inizio della primavera. È importante utilizzare vasi di dimensioni adeguate, con terriccio fertile e drenante. Dopo aver posizionato la pianta, pressare delicatamente il substrato attorno alle radici e annaffiare per favorire l’attecchimento.

Esposizione alla luce

Per ottenere una fioritura abbondante, necessitano di una posizione completamente soleggiata. Si adattano anche alla semiombra, ma in tal caso la fioritura sarà meno rigogliosa. Inoltre, essendo piante dai fusti lunghi, vanno collocate in zone riparate dal vento o sostenute con appositi tutori. Per quanto riguarda il terreno, non hanno esigenze particolari: l’ideale è un substrato soffice, fertile e ben drenato, in grado di trattenere un buon tasso di umidità senza ristagni idrici.

Posizione ideale

Il posto ideale è un vaso sul davanzale, dove possano godere di luce e calore. Essendo sensibili al freddo, è meglio trapiantarle in piena terra solo da metà maggio in poi. Le buche per il trapianto vanno distanziate di 20-40 cm, e devono avere profondità sufficiente a far sì che il pane di terra resti appena sotto il livello del suolo. Dopo aver interrato la piantina, compattare leggermente il terriccio attorno alle radici.

Temperatura ideale

Per una crescita ottimale, prediligono temperature miti o calde durante tutto il loro ciclo vegetativo. Ideali sono valori medi compresi tra 15°C e 25°C. Con climi troppo rigidi, specialmente se accompagnati da gelate, queste piante soffrono e possono non sopravvivere. Durante i mesi più caldi è bene collocare le bocche di leone in posizione parzialmente ombreggiata ed evitare i raggi solari diretti nelle ore centrali, per scongiurare scottature. L’importante è assicurare un habitat dal clima mite, senza sbalzi termici eccessivi, per ottenere una rigogliosa fioritura.

Terriccio

Per quanto riguarda il substrato, non hanno particolari esigenze e si adattano bene ai comuni terricci da giardino. L’ideale è un terreno soffice, fertile e ben drenante, in grado di trattenere un buon tasso di umidità senza ristagni idrici. È consigliabile miscelare una parte di terriccio universale con una parte di terriccio per piante fiorite, aggiungendo anche un po’ di sabbia. L’importante è assicurare un substrato ricco di sostanza organica, con buona dotazione di elementi nutritivi e un pH leggermente acido.

Concimazione

Per favorire un’abbondante fioritura, hanno bisogno di una regolare concimazione durante il periodo vegetativo. Le piante in vaso vanno concimate con fertilizzanti liquidi specifici per fiori, mentre in piena terra sono indicati concimi granulari a rilascio graduale. La concimazione va interrotta da settembre in poi per le piante destinate alla fase di riposo invernale. Durante la primavera e l’estate, invece, la somministrazione di concime ogni 2-3 settimane stimolerà una rigogliosa fioritura multicolore. Attenzione a non esagerare con le dosi per non bruciare le radici.

Irrigazione

L’irrigazione è fondamentale, necessita di terreno umido, evitando però i ristagni idrici. Durante la fase di crescita, si consiglia di annaffiare regolarmente 2-3 volte a settimana, fornendo la giusta quantità d’acqua affinché il substrato si mantenga umido ma non saturo. Con il caldo estivo può essere necessario aumentare la frequenza delle irrigazioni. Importante sospendere le annaffiature verso settembre, per le piante destinate al riposo invernale.

Potatura

La potatura si effettua principalmente per stimolare una fioritura rigogliosa. Se la pianta presenta una crescita eccessiva in altezza, è bene cimarla per indirizzare le energie verso la produzione di fiori. Inoltre, rimuovere con regolarità i fiori appassiti tagliando gli steli alla base, favorisce l’emissione di nuovi boccioli. Questi semplici accorgimenti, insieme all’eliminazione delle parti secche o danneggiate, permettono di mantenere la pianta in salute e di garantire un aspetto ordinato e una fioritura prolungata nel tempo.

Parassiti e malattie

Tra i parassiti più diffusi vi sono gli afidi, che si nutrono della linfa facendo ingiallire foglie e germogli. Vanno eliminati con lavaggi e insetticidi specifici. Anche il ragnetto rosso può attaccare queste piante, provocando avvizzimenti; si previene con frequenti irrigazioni.

Tra le malattie fungine, temibili sono la muffa grigia, che forma una patina polverulenta sulle parti vegetative, e la peronospora, molto aggressiva sulle giovani piantine. Importante è prevenire l’insorgenza di muffe ed altri funghi patogeni, evitando ambienti umidi e annaffiature eccessive. Ove necessario, utilizzare prodotti anticrittogamici specifici.

Bocca di leone significato e proprietà

Oltre all’uso ornamentale, la bocca di leone possiede interessanti proprietà officinali. Vengono utilizzate foglie e fiori per preparare infusi e decotti dalle proprietà antinfiammatorie, lenitive e diuretiche. Questi preparati sono utili per curare eritemi, scottature, ulcere del cavo orale, allergie, emorroidi e gastriti.

L’industria ne estrae anche coloranti naturali.

Nel linguaggio dei fiori, simboleggia “indifferenza e capriccio”, poiché nel Medioevo le ragazze la usavano tra i capelli per respingere gli spasimanti indesiderati. Oggi questa pianta dai colori accesi viene ampiamente coltivata per il suo grande valore ornamentale, per abbellire balconi, giardini e aiuole con la sua appariscente fioritura.

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