Semi cannabis legali

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Nel corso degli anni più recenti il mercato è stato caratterizzato da una richiesta molto alta di semi di cannabis sativa legale. Anche per questo motivo le poche aziende sementiere operative nel settore si sono viste obbligate a richiedere ai clienti di effettuare le ordinazioni con un anno di anticipo, per riuscire ad assecondare l’incremento della domanda.

Per quel che riguarda i semi certificati EU, occorre sapere che in base alla legge 242/2016 dedicata alla lavorazione della cannabis è possibile coltivare e acquistare unicamente i semi di cannabis che siano certificati dalla UE: è sufficiente effettuare una ricerca su Google per scoprire la lista di tutte e 65 le varietà certificate che possono essere coltivate nel nostro territorio.

I semi di cannabis da collezione

I semi di cannabis legale femminizzati non sono altro che semi di cannabis di varietà legali, vale a dire caratterizzati da un livello di THC che oscilla fra un minimo di 0.2 e un massimo di 0.5%.

Tuttavia la normativa non prevede questi semi, che di conseguenza non possono essere coltivati con una finalità commerciale. Infine, è bene ribadire che sia la semina dei semi di cannabis da collezione che la loro coltivazione sono vietate, nonostante la Corte di Cassazione con una sentenza del 2009 abbia specificato che la vendita di questi semi è legale.

La coltivazione in casa della cannabis

La cannabis legale può comunque essere coltivata in casa in maniera amatoriale, e solo a condizione che ciò non avvenga con scopi commerciali. In particolare, a febbraio del 2016 è entrata in vigore la legge che permette l’utilizzo della pianta di cannabis a scopo florovivaistico e ornamentale. Ovviamente stiamo parlando di piante con un contenuto di THC inferiore allo 0.5%.

Va comunque detto che al giorno d’oggi si possono vedere piante di cannabis in vivai specializzati, grow shop e negozi. Entro breve tempo, nei vivai le piante di canapa potranno essere comprate nello stesso modo in cui oggi si acquistano le ortensie o i gerani.

In ogni caso è sempre fondamentale ricordarsi di chiedere sempre il cartellino e la ricevuta, perché per non correre il rischio di andare incontro a conseguenze penali è indispensabile detenere una regolare certificazione EU dei semi.

A chi rivolgersi per la coltivazione della cannabis

La coltivazione della cannabis ha aperto nuove frontiere (stiamo parlando sempre e comunque di cannabis legale) in virtù delle quali si sono moltiplicate le aziende di consulenza e le scuole del settore.

Tuttavia è bene prestare la massima attenzione a queste realtà, poiché purtroppo non di rado ci si può imbattere in millantatori o comunque in soggetti poco trasparenti che si fingono docenti di cannabis. Invece, le consulenze in materia di coltivazione della canapa sono alquanto delicate e vanno ponderate in ogni dettaglio.

Ecco perché vale la pena di rivolgersi unicamente ad aziende che si possano considerare di comprovata esperienza, non avendo paura di richiedere ai consulenti a cui ci si rivolge il curriculum.

Coltivare la cannabis legale: i requisiti da rispettare

I requisiti che devono essere soddisfatti per la coltivazione della cannabis sono più o meno simili a quelli di riferimento per l’agricoltura tradizionale. Tutto quel che si deve fare è aprire una partita Iva agricola; in alternativa è sufficiente iscriversi in qualità di coltivatori diretti, per poi pagare i contributi ordinari e specificare il luogo in cui la coltivazione verrà effettuata.

Indispensabile acquistare semi che siano certificati e, come si è già accennato, muniti di cartellino, visto che possono essere coltivate unicamente le poche decine di varietà che fanno parte del catalogo europeo.

Non è obbligatorio ma è comunque auspicabile avvisare della semina i carabinieri, la guardia forestale o comunque le autorità locali; è facoltà delle forze dell’ordine effettuare il prelievo di un campione in modo che lo stesso possa essere analizzato.

Che cosa succede se si supera il limite previsto

Nel caso in cui la soglia prevista venga superata, non si corre il rischio di essere arrestati. Le forze dell’ordine, molto più semplicemente, provvederanno a sequestrare il raccolto e alla distruzione dello stesso, senza alcun tipo di conseguenza penale. In ogni caso è sempre meglio richiedere la consulenza legale di un professionista con esperienza sul tema.

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