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I ghiacciai della Sierra Nevada rischiano di scomparire entro la fine del secolo

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Studio in breve: Per 11.700 anni i ghiacciai della Sierra Nevada non sono mai scomparsi. Ora, per la prima volta, potrebbero svanire entro pochi decenni.
Non è solo una questione di paesaggio: è un segnale che il clima ha superato ogni limite storico. Per saperne di più continua la lettura.

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Per migliaia di anni, piccoli ghiacciai nascosti tra i circhi rocciosi della Sierra Nevada hanno resistito al caldo dell’Olocene, il periodo interglaciale che finora ha avuto una durata di circa 11.700 anni. Oggi una nuova ricerca avverte che questi ghiacci millenari, testimoni silenziosi di cambiamenti climatici naturali, potrebbero sparire entro la fine del secolo a causa del riscaldamento globale.

Uno studio dell’Università del Wisconsin-Madison rivela che molti dei ghiacciai più longevi della California sono sopravvissuti a periodi caldi passati, ma non potranno resistere all’aumento rapido e costante delle temperature causato dall’uomo. La scomparsa dei ghiacciai della Sierra Nevada segnerebbe la prima volta nella storia umana che questa catena montuosa diventa completamente priva di ghiaccio, un evento senza precedenti nel corso dell’Olocene.

I ghiacciai della Sierra Nevada rischiano di scomparire in un minuto

Uno studio rivela che il riscaldamento globale potrebbe far sparire i ghiacciai della Sierra Nevada entro la fine del secolo. Analizzando isotopi cosmogenici in rocce e morene, i ricercatori hanno scoperto che questi ghiacciai hanno resistito per migliaia di anni durante l’Olocene, mai scomparendo del tutto. 

Oggi, però, il riscaldamento antropogenico minaccia di eliminarli per la prima volta nella storia umana. Piccoli ma vitali, regolano il flusso d’acqua negli anni secchi e sostengono gli ecosistemi alpini. La loro perdita altererebbe i regimi idrici, i sedimenti e gli habitat montani.

A differenza del passato, dove i ghiacciai oscillavano con il clima naturale, ora il riscaldamento è rapido e costante. Uno scenario “non analogico” che potrebbe portare alla scomparsa del 49-83% dei ghiacciai mondiali entro il 2100. La scomparsa dei ghiacciai della Sierra sarebbe un evento unico nell’Olocene, un segnale chiaro che il pianeta ha superato i limiti di resilienza dei suoi sistemi naturali.

Ghiacciai sopravvissuti all’Olocene

Guidato dal geoscienziato Andrew G. Jones, il team ha voluto capire se i ghiacciai della Sierra fossero mai scomparsi durante l’attuale era interglaciale. Analizzando campioni di roccia proglaciale e morene glaciali, i ricercatori hanno scoperto che alcuni siti hanno mantenuto copertura di ghiaccio continua per millenni.

L’utilizzo di isotopi cosmogenici come il berillio-10 e il carbonio-14 ha permesso ai ricercatori di misurare per quanto tempo la roccia sia rimasta esposta ai raggi cosmici. I risultati mostrano che periodi prolungati di esposizione, che indicherebbero assenza totale di ghiaccio, non si sono mai verificati nel corso dell’Olocene. Il ghiaccio si è ritirato in diversi periodi, ma non è mai scomparso del tutto.

La prova nelle rocce

I campioni raccolti vicino al ghiacciaio East Lyell nel parco di Yosemite mostrano tempi di esposizione apparente compresi tra 1.700 e 7.900 anni fa. Questo valore risulta coerente con ritiri parziali seguiti da nuove avanzate della copertura glaciale, non con un vuoto glaciale duraturo.

I campi di Maclure e Conness presentano concentrazioni di nuclidi cosmogenici molto basse, indicando che la roccia è rimasta sepolta sotto il ghiaccio per gran parte del tempo. Le morene formatesi durante la Piccola Era Glaciale (1300–1850) contengono massi datati a oltre 9.000 anni fa, suggerendo che i ghiacciai erano già presenti molto prima di quel freddo episodio.

Detriti e interpretazioni ambigue

La superficie dei ghiacciai della Sierra risulta spesso coperta da spessi strati di detriti rocciosi. Questi materiali isolano il ghiaccio sottostante, rallentandone la fusione e rendendo difficile interpretare il loro stato attraverso i sedimenti lacustri.

Quando i ghiacciai si muovono lentamente sotto uno strato protettivo, producono una minore quantità di “farina di roccia”, la polvere fine creata dall’erosione glaciale, e questo può essere letto erroneamente come assenza di attività glaciale. La combinazione dei dati sul substrato roccioso e sull’età delle morene ha permesso ai ricercatori di superare questo limite, ottenendo una cronologia più affidabile dei ghiacciai della Sierra Nevada.

Una continuità sorprendente

I risultati indicano che i ghiacciai della Sierra non si sono mai ricostruiti da zero dopo l’ultima era glaciale. Al contrario, essi hanno oscillato in dimensioni nel corso dei millenni, ritirandosi nei periodi caldi e avanzando in quelli freschi, ma mantenendo sempre nuclei di ghiaccio residuo.

Il modello si allinea con altri record glaciali nel Nord America occidentale, come nel Grand Teton, dove i ghiacciai sono riapparsi intorno a 6.300 anni fa. La Piccola Era Glaciale ha lasciato tracce evidenti, ma non ha creato ghiacciai ex novo; ha solo amplificato strutture già esistenti.

Un futuro senza analogie nella storia climatica

Oggi la situazione risulta differente rispetto al passato geologico. Il pianeta si sta riscaldando a un ritmo senza precedenti nella storia umana. Le temperature estive in California hanno subito un aumento di circa 3 gradi Fahrenheit (1,7 °C) dall’inizio dell’Ottocento, un cambiamento comparabile al caldo iniziale dell’Olocene che aveva ridotto ma non eliminato i ghiacciai.

Attualmente, però, il riscaldamento globale risulta globale, continuo e guidato dalle emissioni umane. Uno scenario del genere, definito “non analogico”, non ha equivalenti nel passato recente. Se le attuali tendenze proseguono, dal 49 all’83% dei ghiacciai mondiali potrebbe scomparire entro il 2100, trasformando completamente il paesaggio montano terrestre.

Conseguenze oltre il paesaggio montano

La perdita dei ghiacciai della Sierra Nevada non riguarda soltanto l’estetica montana. Anche le piccole masse di ghiaccio giocano un ruolo fondamentale nel ciclo idrologico regolando il flusso d’acqua e rilasciando acqua lentamente durante le stagioni secche.

Questo cuscinetto idrico stabilizza i corsi d’acqua, sostiene gli ecosistemi alpini e alimenta bacini idrici usati per l’agricoltura e il consumo umano. Senza questo serbatoio naturale, i fiumi potranno esaurirsi prima dell’autunno, alterando i cicli biologici, il trasporto di sedimenti e la qualità dell’habitat acquatico.

Incertezze e complessità nel comportamento glaciale

Lo spessore dei detriti, le variazioni nelle precipitazioni e l’esposizione solare influenzano il comportamento dei ghiacciai della Sierra in modi difficili da modellare nelle ricostruzioni climatiche. Alcune aree possono apparire prive di ghiaccio anche quando piccole masse persistono sotto strati rocciosi particolarmente spessi.

La tendenza generale risulta chiara dai dati scientifici le forze naturali che un tempo modulavano i ghiacciai del North America occidentale sono ora sopraffatte dal riscaldamento antropogenico. Mentre in passato i ghiacciai si adattavano a spinte climatiche cicliche, oggi affrontano un cambiamento lineare e accelerato senza precedenti nel corso dell’Olocene.

Una novità nell’era umana: i ghiacciai della Sierra Nevada senza precedenti

Una Sierra Nevada senza ghiacciai sarebbe un evento senza precedenti nel corso dell’Olocene. L’assenza totale di copertura glaciale non si è mai verificata nei 11.700 anni dell’attuale era interglaciale, nemmeno nei periodi più caldi registrati nei record geologici. La scomparsa definitiva dei ghiacciai della Sierra Nevada costituirebbe un segnale inequivocabile che il clima terrestre ha superato i limiti entro cui i sistemi naturali potevano ancora adattarsi e persistere.

Come spiega Andrew G. Jones, geoscienziato che ha guidato la ricerca, “Questi risultati implicano che una Sierra senza ghiacciai non ha precedenti.” Il messaggio risulta chiaro la resistenza di questi ghiacciai per migliaia di anni potrebbe cedere entro poche decine di anni a causa del riscaldamento globale. Con la loro scomparsa, il pianeta perderebbe parte della memoria geologica e dell’eredità climatica della Terra.

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