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L’ape cellofanata resistente al freddo sfida i cambiamenti climatici

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Risposta breve: Uno studio analizza come l’ape cellofanata affronta le gelate primaverili. I risultati mostrano che si riprende dal freddo molto più velocemente delle api mellifere, ma soffre con ripetuti sbalzi termici. La ricerca evidenzia il ruolo cruciale di questa ape solitaria nell’impollinazione precoce e i rischi legati ai cambiamenti climatici. Per saperne di più continua la lettura.

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Mentre molte specie di impollinatori attendono il tepore primaverile per uscire dai loro rifugi, esiste un piccolo insetto che sfida le temperature gelide senza alcun timore. Colletes inaequalis, meglio conosciuta come ape cellofanata, emerge quando ancora la brina ricopre il suolo e la neve può cadere all’improvviso. Recenti studi hanno dimostrato come gli impollinatori solitari possiedano adattamenti straordinari per sopravvivere al freddo, ma il riscaldamento globale potrebbe paradossalmente rappresentare una minaccia maggiore del gelo.

I ricercatori hanno scoperto che l’ape cellofanata resistente al freddo recupera dal coma termico molto più rapidamente delle api mellifere e tollera temperature significativamente più basse. Mentre altre specie rimangono bloccate dall’ipotermia, questi piccoli impollinatori si rianimano e riprendono le loro attività vitali con una velocità doppia rispetto alle api da miele.

Ape cellofanata resistente al freddo in un minuto

1. L’ape cellofanata è una delle prime api a emergere in primavera, resistendo a gelate e bruschi cali di temperatura meglio di altre specie, grazie alla sua rapida ripresa dal coma da freddo.

2. A differenza delle api mellifere, vive poche settimane e nidifica nel terreno: i maschi escono prima delle femmine, ma se la neve ritarda la fioritura, rischiano di morire per mancanza di cibo.

3. Nonostante la sua adattabilità al freddo, il riscaldamento globale potrebbe minacciarla, perché temperature più alte favoriscono specie più resistenti al caldo, mentre eventi meteo estremi ne compromettono la sopravvivenza e l’impollinazione di piante come mele e mirtilli.

Sperimentazioni con le temperature estreme sui piccoli impollinatori

Un team di scienziati del Midwest ha catturato esemplari selvatici per sottoporre l’ape cellofanata resistente al freddo a test controllati di resistenza termica. Gli esperimenti hanno misurato dimensioni corporee, tempi di recupero dal torpore e soglie di sopravvivenza, confrontando maschi e femmine con le più comuni api mellifere.

Victor Gonzalez, professore dell’Università del Kansas e coordinatore della ricerca, spiega che l’obiettivo era comprendere le reazioni di questi insetti alle oscillazioni termiche primaverili. Il ricercatore sottolinea come oltre tre quarti delle specie di api vivano in solitudine, mentre la maggior parte degli studi si concentra su varietà sociali come quelle mellifere e i bombi.

Vita breve ma intensa per gli impollinatori precoci

L’ape cellofanata resistente al freddo appartiene alle specie autoctone del Nord America e costruisce i propri nidi sottoterra. Gli adulti vivono appena quattro o cinque settimane, un periodo estremamente limitato che rende ogni giornata tiepida preziosa per la sopravvivenza.

Il nome deriva dalle particolari celle che costruiscono, che assomigliano a fogli di carta trasparente simili alla pellicola trasparente. Gli adulti emergono durante le prime settimane primaverili e svaniscono completamente entro la metà di maggio.

Le larve crescono rapidamente fino a diventare adulte, ma rimangono nascoste nel terreno per un intero anno prima di emergere. Gonzalez racconta che alcuni esemplari volano persino durante le nevicate, dimostrando la loro incredibile adattabilità.

nota:

I dati storici raccolti dagli studenti negli anni '80 mostrano come i maschi escano dal suolo circa quattordici giorni prima delle femmine, anticipando ulteriormente la stagione riproduttiva.

Temperature gelide tollerate, calore eccessivo temuto

L’ape cellofanata resistente al freddo supera nettamente le api mellifere nella tolleranza alle basse temperature, un vantaggio decisivo per chi vola tra marzo e aprile. Al contrario, le api da miele gestiscono meglio il caldo intenso, suggerendo che il riscaldamento climatico potrebbe danneggiare proprio questi impollinatori precoci.

Durante i test, né il sesso né le dimensioni corporee hanno influenzato la resistenza al gelo estremo. Anche i maschi più piccoli hanno dimostrato una tenacia pari alle femmine quando il termometro scendeva sotto zero. Tuttavia, sbalzi termici ripetuti rallentano progressivamente i tempi di recupero.

Gonzalez evidenzia l’importanza ecologica di questi insetti: “Impollinano colture preziose come meli e mirtilli, ma allevarli risulta complesso perché nidificano sottoterra e vivono in solitudine. Servono habitat specifici per costruire i nidi, e a differenza delle colonie mellifere che contano migliaia di individui, le popolazioni solitarie mantengono numeri ridotti pur rimanendo indispensabili per la flora locale.

Emergenza precoce e rischi alimentari per i maschi

Il tempismo perfetto determina la sopravvivenza dei maschi che emergono per primi. Se ondate di freddo ritardano la fioritura, le possibilità di trovare nutrimento diminuiscono drasticamente. Gonzalez avverte che la scarsità di cibo compromette la sopravvivenza, mentre esposizioni ripetute al gelo alterano le funzioni comportamentali.

Diversi giorni consecutivi di neve modificano i loro schemi comportamentali. Un singolo evento freddo può essere superato, ma esposizioni multiple impediscono un recupero completo“, spiega il ricercatore.

La situazione diventa critica quando i maschi escono dai nidi e affrontano lunghi periodi nevosi senza fonti alimentari. Anche chi sopravvive potrebbe perdere permanentemente la capacità di volo.

Prospettive future per gli impollinatori specializzati

La sopravvivenza dell’ape cellofanata resistente al freddo dipende da equilibri delicati che il clima instabile potrebbe già alterare, anche se servono ricerche più approfondite per quantificare l’impatto reale.

Studiare una specie solitaria comune invece di varietà sociali colma lacune importanti nella comprensione degli impollinatori che anticipano la stagione. La ricerca solleva questioni pratiche rilevanti: l’impollinazione primaverile risulta decisiva per la produzione frutticola, quindi identificare quali api resistano al freddo ha implicazioni che superano l’ambito accademico.

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