Una recente indagine scientifica ha portato alla luce un fenomeno preoccupante: molti volatili utilizzano scarti plastici per edificare i propri rifugi, causando la morte dei piccoli appena nati. Il problema non tocca soltanto le zone marine, ma si estende anche agli habitat terrestri.
Un team di studiosi ha monitorato per quattro anni le cicogne bianche nel territorio portoghese meridionale. I risultati hanno rivelato una situazione allarmante: rifugi costruiti con materiali di scarto, giovani esemplari bloccati da cordame e numerosi decessi tra i nuovi nati.
Indice
La ricerca in un minuto
Un recente studio ha rivelato come la plastica stia mettendo in pericolo gli uccelli terrestri, in particolare le cicogne bianche. I ricercatori hanno monitorato 568 nidi in Portogallo, scoprendo che il 91% conteneva rifiuti umani, soprattutto corde e sacchetti di plastica. Le corde, usate in agricoltura per legare i rotoli di fieno, sono state trovate nel 50% dei nidi ed erano la causa principale di intrappolamenti mortali.
Molti pulcini si impigliavano nei materiali plastici, subendo amputazioni o morendo soffocati. Gli scienziati sottolineano che il problema non riguarda solo il Portogallo ma anche altre specie in Europa. Le cicogne, definite “specie indicatrici”, segnalano un rischio ambientale più ampio. Lo studio evidenzia l’urgenza di sostituire materiali pericolosi come lo spago di polipropilene con alternative sicure.
Inoltre, invita a una maggiore consapevolezza su come smaltire correttamente i rifiuti. La ricerca dimostra che l’inquinamento da plastica non colpisce solo gli oceani ma anche gli habitat terrestri, causando danni visibili e letali per la fauna selvatica. I risultati suggeriscono che intervenire ora potrebbe salvare molte vite animali.
Abitazioni costruite con materiali di scarto
La ricerca è stata condotta da esperti dell’Università dell’East Anglia, collaborando con gruppi dell’Università di Montpellier e dell’Università di Lisbona.
Il team ha focalizzato l’attenzione sulle cicogne bianche, volatili di grandi dimensioni che solitamente edificano le proprie dimore nelle vicinanze degli insediamenti umani. Queste costruzioni si sono rivelate piene di materiali di scarto.
Gli studiosi hanno analizzato 568 rifugi appartenenti a 32 gruppi nelle zone dell’Alentejo e dell’Algarve in Portogallo. Di questi, il 91% conteneva materiali prodotti dall’uomo, principalmente plastici.
La plastica flessibile, come i sacchetti per la spesa, è stata rinvenuta nel 65% delle costruzioni. Il pericolo più grave proveniva dai cordami. Quasi metà dei rifugi ne conteneva, ed erano la causa primaria degli intrappolamenti mortali.
Durante un anno di osservazione particolarmente intensiva, gli scienziati hanno visitato settimanalmente 93 rifugi. Hanno osservato che il 12% dei piccoli si era impigliato nei rifiuti, spesso con esiti fatali.
Giovani esemplari bloccati dai cordami
La maggior parte dei cordami proveniva da attività agricole, specialmente dallo spago utilizzato per legare i rotoli di fieno, realizzato in polipropilene.
Questo tipo di corda plastica resistente viene impiegata per fissare le balle di fieno, ma non si decompone facilmente. Quando viene dispersa nell’ambiente, i volatili la raccolgono per costruire i loro rifugi. Le conseguenze sono spesso drammatiche.
Nel 63% dei casi, gli intrappolamenti erano provocati dai cordami. Alcuni rifugi contenevano fino a 22 pezzi separati di corda. Il film plastico usato per avvolgere i rotoli di fieno è stato trovato nel 13% dei rifugi e ha intrappolato sei piccoli.
I giovani di cicogna bianca nei rifugi con più cordami avevano maggiori probabilità di rimanere bloccati. Una volta intrappolati, le loro possibilità di sopravvivenza si riducevano drasticamente.
Le conseguenze dei rifugi plastici
La professoressa Aldina Franco dell’Università dell’East Anglia ha definito la situazione come un problema grave. I piccoli si impigliano in corde sintetiche quando sono molto giovani, e queste lentamente stringono le loro zampe durante la crescita, provocando necrosi e amputazioni.
La morte avviene in modo doloroso.
Il fenomeno non si limita al Portogallo. Franco ha spiegato che i volatili in tutta Europa stanno intrecciando rifiuti plastici nei loro rifugi.
In Ucraina, i militari hanno segnalato rifugi contenenti fili di droni. Nel Regno Unito, piccoli volatili come i fringuelli e i roveti stanno costruendo rifugi con fili di plastica colorati.
Franco ha aggiunto che l’impatto della plastica nei rifugi può essere sottovalutato, perché gli effetti negativi dei cordami e di altri materiali artificiali tendono a verificarsi nelle prime fasi di vita dei piccoli, intorno alle due settimane di età, e le morti possono passare inosservate.
Le cicogne come segnale di allarme
Le cicogne bianche sono considerate dagli scienziati una specie indicatrice, ovvero un segnale di un problema ambientale più esteso. Se così tante di loro rimangono intrappolate nella plastica, probabilmente il fenomeno interessa anche altre specie di volatili.
Ursula Heinze, autrice principale dello studio presso l’Università dell’East Anglia, ha dichiarato che questa ricerca suggerisce come la minaccia posta dai materiali artificiali per i volatili terrestri potrebbe essere molto più grave di quanto immaginato.
I risultati offrono nuove informazioni sull’entità delle morti dei nidiacei causate dagli intrappolamenti e sottolineano la necessità urgente di eliminare e sostituire materiali pericolosi come lo spago di polipropilene, considerati i suoi effetti dannosi sui piccoli.
Mentre studi precedenti si erano limitati a osservare la presenza di plastica nei rifugi, questa ricerca è andata oltre. Ha seguito i piccoli dalla schiusa fino al momento in cui abbandonano il rifugio, permettendo agli scienziati di comprendere esattamente quando avvenivano gli intrappolamenti.
La professoressa Franco ha spiegato che l’obiettivo principale è stato identificare i materiali da rifugio che possono rappresentare un rischio significativo per le specie di volatili terrestri e individuarne le origini, per sviluppare strategie efficaci per ridurre questi rischi per la fauna selvatica.
Scambiare la spazzatura per materiali naturali
Perché i volatili utilizzano la plastica? Secondo la dottoressa Inês Catry dell’Università di Lisbona, le cicogne bianche sono note per incorporare materiali di scarto umani nei loro rifugi, spesso costruiti vicino o all’interno degli insediamenti umani. Frequentemente cercano cibo nei siti di discarica.
I motivi per cui usano questi materiali non sono completamente chiari, ma potrebbero essere legati alla loro disponibilità e alla scarsità di quelli naturali. Alcuni potrebbero anche essere scambiati per cibo e finire accidentalmente nei rifugi.
Catry ha sottolineato che questo studio evidenzia come l’inquinamento da plastica negli ambienti terrestri debba essere affrontato, e servono soluzioni urgenti per sostituire o smaltire in sicurezza materiali pericolosi.
I volatili terrestri minacciati dalla plastica
Il messaggio della ricerca è chiaro: l’inquinamento da plastica non colpisce solo gli ambienti marini. Sta danneggiando la vita sulla terra in modi dolorosi e visibili. Anche strumenti agricoli comuni come lo spago per legare i rotoli di fieno fanno parte del problema.
Se questi risultati verranno ignorati, sempre più volatili soffriranno. Se le persone e le industrie si assumono la responsabilità, pulendo, cambiando materiali e diventando più consapevoli, c’è la possibilità di fermare queste morti prima che accadano.
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La ricerca scientifica:
- Lo studio completo è stato pubblicato sulla rivista Ecological Indicators.
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