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Iperico, il più grande Antidepressivo Naturale

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Questa meravigliosa specie cresce spontaneamente in Europa e il momento migliore per piantarlo è nella tarda primavera, in modo da raccogliere i fiori e le sommità durante il solstizio d'estate, per sfruttarne al meglio i benefici contro la depressione stagionale.

L’iperico, noto anche come “Erba di San Giovanni”, è una pianta dalle straordinarie proprietà che lo rendono un antidepressivo naturale tra i più potenti. Questa meravigliosa erbacea, originaria dell’Europa, incamera in sé l’energia del sole estivo, diventando un vero e proprio “bagno di luce” da utilizzare nei mesi autunnali e invernali per contrastare la depressione stagionale.

Le sue virtù terapeutiche, riconosciute fin dall’antichità, sono state elogiate persino da Paracelso, che la definì “la pianta specifica per la depressione”.

Origini e habitat

L’iperico (Hypericum perforatum) è una pianta erbacea perenne tipica delle regioni europee, dove cresce spontaneamente dalle pianure fino ad altitudini di circa 1600 metri. Questa specie vegetale è strettamente legata al sole estivo, periodo in cui raggiunge il culmine del suo sviluppo e della sua vitalità. Le sue piccole foglie, se osservate in controluce, presentano minuscoli forellini che contengono gli oli essenziali, responsabili del caratteristico aroma e delle proprietà terapeutiche della pianta.

La pianta del solstizio d’estate contro la depressione stagionale

Conosciuto come “la pianta della depressione” per la sua capacità di contrastare efficacemente i disturbi dell’umore, in particolare quelli legati alla depressione stagionale.

Questo perché l’erba di San Giovanni accumula in sé l’energia vitale del sole estivo, diventando una sorta di “bagno di luce interna” da cui attingere per combattere il buio e il calo delle ore di luce solare tipici dell’autunno e dell’inverno. Periodi dell’anno in cui, non a caso, si manifestano con più frequenza disturbi depressivi e cali dell’umore correlati alla diminuzione delle ore di esposizione alla luce naturale.

L’erba di San Giovanni per cacciare gli spiriti maligni

Il nome deriva dal greco “hypereikon“, che significa letteralmente “sopra gli spiriti“. Un’etimologia che riflette le antiche credenze pagane legate a questa pianta, considerata in grado di cacciare gli spiriti maligni.

Per questo motivo, in passato si formavano delle fasce intrecciate con i suoi rami fioriti da utilizzare durante le danze di mezza estate, oppure si bruciavano i suoi rametti sui tetti delle case per proteggerle dalle entità maligne. L’iperico veniva spesso associato ad altre erbe come l’artemisia, l’aglio e la ruta, note per le loro proprietà purificatrici, per creare degli amuleti contro gli influssi negativi.

La raccolta di questa pianta avveniva tradizionalmente intorno al 28 agosto, in concomitanza con la festa di San Giovanni Battista, da cui derivò il nome popolare “Erba di San Giovanni”.

Le proprietà antidepressive e riequilibranti

Il primo a riconoscere le virtù terapeutiche non legate a credenze magiche o folkloristiche dell’iperico fu il grande Paracelso, il celebre medico e alchimista svizzero del XVI secolo.

Secondo Paracelso, l’iperico era “la pianta specifica da usare per la depressione“, capace di riequilibrare l’umore e contrastare efficacemente i disturbi depressivi grazie alle sue straordinarie proprietà. Un’intuizione che ha trovato conferma nei secoli successivi grazie agli studi scientifici sugli effetti di questa pianta.

Regolatore naturale dei neurotrasmettitori cerebrali

Le ricerche hanno permesso di comprendere il meccanismo d’azione alla base degli effetti antidepressivi dell’iperico: questa pianta contiene infatti particolari enzimi in grado di bloccare il processo di degradazione di importanti neurotrasmettitori cerebrali come la dopamina, la serotonina e il GABA.

Impedendo il decadimento di questi messaggeri chimici a livello delle terminazioni nervose, l’iperico ne favorisce l’accumulo e il riequilibrio, sostenendo così una maggiore reattività positiva del sistema nervoso. Questo processo avviene in modo naturale e bilanciato, senza provocare effetti collaterali come ansia o sedazione eccessiva, tipici invece di alcuni farmaci antidepressivi di sintesi.

Proprietà antibatteriche, antivirali e rigeneranti

Oltre alle sue celebri virtù antidepressive, l’iperico vanta un’ampia gamma di altre proprietà benefiche. Numerosi studi hanno evidenziato la sua spiccata azione antibatterica e antivirale, tanto che è stata a lungo indagata come potenziale rimedio contro virus pericolosi come l’HIV.

L’erba di San Giovanni si è inoltre rivelata utile per contrastare infezioni delle vie respiratorie come bronchiti e disturbi delle vie urinarie come le cistiti.

Ma non è tutto: questa straordinaria pianta sembra avere anche effetti rigeneranti e antiossidanti in grado di rivitalizzare e ringiovanire la pelle, contrastando l’insorgere di rughe e altri inestetismi.

Avvertenze sull’uso dell’iperico e interazioni con farmaci

Nonostante i suoi molteplici benefici, è bene prestare attenzione quando si assume l’iperico, in quanto questa pianta potrebbe interferire con l’assunzione di alcuni farmaci. Le sue sostanze attive sembrano infatti inibire il metabolismo di contraccettivi orali, anticoagulanti e persino alcuni antidepressivi di sintesi, riducendone l’efficacia o potenziandone gli effetti collaterali.

Pertanto, chiunque stia seguendo terapie farmacologiche è caldamente consigliato di evitare l’assunzione di estratti o preparati a base di iperico senza prima consultare un medico o un erborista qualificato, in modo da scongiurare pericolose interazioni.

Come preparare infusi e oli di iperico

Per sfruttare al meglio le proprietà benefiche dell’iperico è possibile preparare degli infusi o degli oli dalla colorazione rosso intenso.

Gli infusi si ottengono tritando finemente i fiori e le foglie essiccate della pianta in un frullatore, quindi lasciando in ammollo il composto in acqua esposto ai raggi solari per una ventina di giorni, prima di travasarlo in un contenitore scuro.

Gli oli di iperico si preparano invece facendo macerare la pianta fresca in olio di mandorle o girasole e lasciandola anch’essa sotto l’esposizione del sole per alcune settimane. Entrambe le preparazioni andranno poi conservate al riparo dalla luce.

Attenzione alla fotosensibilizzazione

Se assunto in grandi quantità o applicato direttamente sulla pelle sottoforma di olio, l’iperico può causare una maggiore fotosensibilizzazione, ovvero un’aumentata sensibilità ai raggi ultravioletti. Per questo motivo, dopo aver fatto uso di questa pianta è consigliabile evitare un’esposizione prolungata al sole, perlomeno nelle ore più calde della giornata.

In caso contrario, si rischiano spiacevoli scottature o eritemi solari. Questo fenomeno è dovuto alla presenza nell’iperico di sostanze fotoattivanti chiamate ipericine, capaci di rendere la pelle più vulnerabile alle radiazioni UV.

È quindi opportuno prestare particolare attenzione durante la bella stagione, quando l’intensità dei raggi solari è maggiore, oppure nel caso in cui si pratichino attività all’aria aperta prolungate.

Periodo migliore per la raccolta

Il momento ideale per raccogliere l’iperico e ottenerne il massimo potenziale terapeutico è compreso tra la fine di giugno e la prima metà di luglio, quando la pianta è nella fase di piena fioritura.

In questo periodo, infatti, l’erba di San Giovanni accumula la più alta concentrazione di ipericine, flavonoidi e oli essenziali, ovvero le sostanze responsabili dei suoi molteplici effetti benefici.

Le sommità fiorite vanno raccolte al mattino presto, per evitare che l’eccessivo calore diurno ne comprometta i principi attivi, dopo aver allontanato eventuali insetti con un leggero battitura. Le parti legnose e troppo ricche di clorofilla andranno invece rimosse, per ottenere un prodotto di maggiore qualità da essiccare all’ombra.

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