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Come il freddo trasforma la bussola magnetica delle farfalle monarca durante la migrazione

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Risposta breve: I ricercatori hanno scoperto che le farfalle monarca non si affidano solo al sole per orientarsi, ma usano anche il campo magnetico come bussola. Il freddo invernale agisce come un interruttore naturale, cambiando la direzione del loro orientamento. Lo studio rivela quanto il clima locale influisca su uno dei fenomeni migratori più affascinanti della natura. Per saperne di più continua la lettura.

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Le farfalle monarca sono tra i migratori più straordinari del regno animale, capaci di percorrere migliaia di chilometri tra il Nord America e il Messico seguendo antichi corridoi migratori. Un team di ricercatori dell’Università di Cincinnati ha scoperto un meccanismo sorprendente che governa il loro orientamento: una bussola magnetica interna che si ribalta completamente quando le temperature si abbassano, permettendo alle farfalle di cambiare direzione dalla migrazione autunnale verso sud a quella primaverile verso nord.

Il freddo trasforma la bussola magnetica delle farfalle monarca in un minuto

Le farfalle monarca usano il campo magnetico terrestre come una bussola per orientarsi durante la migrazione autunnale verso sud, ma non per individuare con precisione la meta. Un periodo di freddo invernale inverte questa bussola, preparandole al ritorno verso nord in primavera. 

Esperimenti condotti all’Università di Cincinnati hanno mostrato che dopo 24 giorni a temperature fresse, le farfalle cambiano direzione, mentre quelle mantenute al caldo continuano a puntare a sud. Questo meccanismo, legato all’inclinazione del campo magnetico e attivato dal freddo, è essenziale per il successo della migrazione. Il sole guida il volo quando visibile, ma in giornate nuvolose entra in gioco la bussola magnetica, legata alla luce e a proteine negli occhi e nelle antenne.

Il microclima dei boschi messicani è cruciale: se le temperature invernali salgono troppo, il cambio di direzione potrebbe non attivarsi. La conservazione di questi ambienti, con copertura forestale stabile e clima controllato, è quindi fondamentale per garantire il futuro di una delle migrazioni più straordinarie del regno animale.

Il segreto della navigazione magnetica nei lepidotteri

I lepidotteri del Nord America non si affidano al campo magnetico terrestre come un sistema GPS per localizzare esattamente le foreste messicane dove trascorrono l’inverno. Gli scienziati hanno dimostrato che questi insetti utilizzano il magnetismo come una vera e propria bussola per mantenere la direzione corretta mentre volano, e quando arriva il freddo invernale, la bussola si capovolge automaticamente.

Durante gli esperimenti di laboratorio, i ricercatori hanno testato gruppi di farfalle monarca e migrazione in condizioni che riproducevano diversi punti geografici rispetto alle zone di svernamento. Tutte le farfalle in fase di migrazione autunnale continuavano a dirigersi verso l’equatore, indipendentemente dalle variazioni del campo magnetico artificiale creato in laboratorio.

La temperatura come interruttore biologico

Il gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Cincinnati ha osservato un cambiamento drammatico dopo aver esposto le farfalle a temperature fredde per 24 giorni consecutivi. Le condizioni sperimentali prevedevano circa 11 gradi Celsius durante il giorno e 4 gradi durante la notte, simili a quelle dei luoghi di svernamento.

Dopo il periodo di freddo, le stesse farfalle monarca e migrazione hanno completamente invertito la loro direzione preferita, orientandosi verso i poli invece che verso l’equatore. Le farfalle del gruppo di controllo, mantenute a temperature autunnali normali, hanno continuato a volare verso sud senza modificare il comportamento.

Il sistema di bobine di Helmholtz svela i segreti dell’orientamento

Gli studiosi hanno impiegato un sofisticato sistema di bobine di Helmholtz per generare campi magnetici artificiali identici a quelli terrestri. Quando le farfalle venivano capovolte e poi liberate, si raddrizzavano spontaneamente e si posizionavano su una griglia verticale, mostrando chiaramente la direzione scelta senza bisogno di riferimenti visivi esterni.

Le prove sono state condotte simulando tre scenari geografici diversi: una zona situata circa tre giorni di volo a sud dai territori di svernamento, i siti di svernamento veri e propri, e un’area a tre giorni di volo a nord. In ogni situazione, i ricercatori hanno registrato accuratamente la direzione preferita dagli insetti.

L’elemento magnetico che funziona come indicatore di latitudine è l’angolo di inclinazione delle linee del campo magnetico rispetto al suolo. L’inclinazione aumenta progressivamente mentre ci si avvicina ai poli terrestri, fornendo alle farfalle informazioni precise sulla loro posizione nord-sud.

La scoperta risolve un antico mistero scientifico

Patrick A. Guerra, capo del team di ricerca, ha spiegato che la scoperta del meccanismo termico che attiva il volo verso nord nelle farfalle primaverili risolve uno dei misteri più dibattuti nell’ambito degli studi sulla migrazione dei lepidotteri.

Circa dieci anni prima, altri studi avevano già dimostrato che il freddo invernale inverte la bussola solare di questi insetti, trasformando il programma di volo autunnale verso sud in uno primaverile verso nord. La nuova ricerca estende lo stesso meccanismo al sistema di navigazione magnetica.

Le farfalle monarca e migrazione esposte per 24 giorni a temperature simili a quelle dei luoghi di svernamento hanno invertito completamente la loro direzione magnetica, puntando verso nord. Al contrario, quelle mantenute in condizioni autunnali tiepide non hanno mostrato alcun cambiamento nell’orientamento.

Le implicazioni del riscaldamento climatico

L’aumento delle temperature invernali nel centro del Messico potrebbe interferire gravemente con il sistema di ricalibraggio biologico delle farfalle. Se le temperature non scendono abbastanza nei luoghi di svernamento, gli insetti potrebbero non ricevere il segnale termico necessario per resettare i loro sistemi di orientamento.

Senza il periodo di freddo costante, le farfalle monarca e migrazione potrebbero iniziare il viaggio primaverile mantenendo l’orientamento verso sud, sprecando energia vitale e perdendo tempo prezioso. Le strategie di conservazione dovranno quindi considerare non solo la protezione degli habitat naturali, ma anche la stabilità del microclima nelle zone di svernamento.

Preservare la copertura forestale, limitare il disboscamento e monitorare attentamente le variazioni climatiche locali potrebbero aiutare a garantire che questi lepidotteri ricevano i segnali ambientali necessari per completare con successo il loro ciclo migratorio annuale.

Bussola magnetica senza mappa GPS

Gli animali utilizzano il campo magnetico terrestre in due modi principali: come bussola direzionale e come mappa per individuare posizioni specifiche. Nel caso delle farfalle monarca e migrazione, i test autunnali non hanno rivelato prove dell’esistenza di una mappa magnetica precisa, capace di guidarle fino a specifiche foreste montuose messicane.

Altre specie animali possiedono invece una vera e propria mappa magnetica che permette loro di correggere la rotta o ritornare a destinazioni esatte. Tartarughe marine, sia giovani che adulte, e diverse specie di uccelli sembrano ereditare o imparare a riconoscere le firme magnetiche del territorio.

Le farfalle probabilmente si affidano ad altri segnali ambientali per decidere quando interrompere il volo, come il clima fresco e umido delle foreste di abete oyamel. Questi ecosistemi montani si trovano tra i 2.400 e i 3.600 metri di altitudine e mantengono un’umidità costante con temperature comprese tra zero e 15 gradi Celsius, condizioni perfette per conservare energia durante i mesi invernali.

I ricercatori hanno dimostrato che le farfalle monarca e migrazione possiedono una bussola magnetica basata sull’inclinazione del campo terrestre, che le aiuta a orientarsi verso sud durante la migrazione autunnale. Quando il sole è visibile, questi lepidotteri utilizzano principalmente la loro bussola solare, ma nelle giornate nuvolose riescono comunque a mantenere la rotta grazie al sistema magnetico sensibile alla luce.

Studi recenti nel campo della genetica e della neurobiologia hanno identificato la criptocroma 1, una proteina sensibile alla luce UV-A e blu, come elemento chiave per la percezione del campo magnetico. Sia le antenne che gli occhi funzionano come organi sensoriali in tale processo.

Le informazioni sulla direzione e sul tempo vengono elaborate nel complesso centrale del cervello, una struttura che combina dati sulla luce del cielo e sui ritmi circadiani per guidare l’orientamento. Nella letteratura scientifica, tale circuito neurologico è considerato il centro di controllo della migrazione.

Velocità di viaggio e condizioni atmosferiche

Le farfalle monarca e migrazione non raggiungono il Messico volando ininterrottamente. In condizioni meteorologiche normali, percorrono mediamente 40-50 chilometri al giorno, con soste e accelerazioni determinate dalle correnti d’aria favorevoli.

Studi condotti con dispositivi di telemetria hanno registrato spostamenti più veloci quando i venti sono favorevoli: una farfalla monitorata con un trasmettitore radio ha coperto circa 140 chilometri in una sola giornata. Temperatura e venti hanno accelerato notevolmente il ritmo di volo, dimostrando quanto il viaggio sia influenzato dalle condizioni atmosferiche.

La sensibilità alle condizioni ambientali si manifesta anche durante l’inverno. Le valutazioni governative avvertono che i cambiamenti nella fascia di abeti oyamel, causati dal disboscamento e dal riscaldamento climatico, minacciano il microclima necessario per la sopravvivenza dei lepidotteri e per l’attivazione del loro riassetto primaverile.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLOS ONE, fornendo nuove importanti informazioni sui meccanismi di navigazione di uno degli insetti migratori più straordinari del pianeta.

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