Mastodon

Eritritolo il dolcificante che mette a rischio la salute celebrale

169

Risposta breve: L’eritritolo, un dolcificante comune, può danneggiare i vasi sanguigni cerebrali. Riduce il flusso di sangue e aumenta il rischio di coaguli. Questo accade perché stressa le cellule e altera la produzione di sostanze vitali. Il risultato è un maggior pericolo di ictus e infarti. Per saperne di più continua la lettura.

Smartwatch in offerta

Smartwatch: tecnologia al tuo polso

Monitora la tua attività e resta connesso. Acquista ora su Amazon!
Acquista su Amazon

I supermercati sono pieni di prodotti senza zucchero che contengono eritritolo. Questo ingrediente si trova nelle bevande light, nelle barrette per sportivi e persino nei prodotti per l’igiene orale. La sua popolarità deriva dal fatto che contiene quasi zero calorie e non provoca aumenti rapidi della glicemia, rendendolo perfetto per chi segue regimi alimentari specifici come la dieta chetogenica.

Una recente indagine scientifica condotta presso l’Università del Colorado Boulder ha portato alla luce aspetti preoccupanti di questo dolcificante. Il focus della ricerca non riguarda problemi di peso corporeo o danneggiamento dei denti, ma piuttosto gli effetti diretti sui vasi sanguigni che irrorano il cervello, con possibili conseguenze legate all’aumento del rischio di eventi cerebrovascolari.

Il professor Christopher DeSouza, che ha guidato il team di ricerca, ha sottolineato come questa scoperta aggiunga nuove evidenze al dibattito sui dolcificanti artificiali, spesso considerati privi di rischi per la salute umana.

Lo studio in un minuto

Un nuovo studio del Colorado Boulder rivela che l’eritritolo, un dolcificante senza calorie spesso usato in prodotti senza zucchero, potrebbe danneggiare i vasi cerebrali. I ricercatori hanno scoperto che già dopo tre ore di esposizione, l’eritritolo stressa le cellule dei vasi sanguigni, aumentando i radicali liberi e riducendo la produzione di ossido nitrico, essenziale per il rilassamento dei vasi. Questo porta a vasi più stretti e ostacola la capacità di sciogliere coaguli di sangue, aumentando il rischio di ictus. 

L’eritritolo stimola anche la produzione di una proteina che restringe ulteriormente i vasi. Uno studio su oltre 4.000 persone ha confermato che alti livelli di eritritolo sono associati a più infarti e ictus entro tre anni. A preoccupare è soprattutto l’effetto cumulativo nel tempo, dato che l’eritritolo è consumato regolarmente da molte persone. Gli esperti suggeriscono cautela e invitano a monitorarne l’uso.

Come l’eritritolo modifica le cellule dei vasi cerebrali

Gli scienziati hanno concentrato la loro attenzione sulle cellule endoteliali, ovvero quelle che rivestono internamente i vasi sanguigni del cervello. Le cellule hanno funzioni cruciali: controllano il passaggio del sangue, mantengono sotto controllo i processi infiammatori e impediscono la formazione di pericolosi coaguli.

Durante l’esperimento, le cellule sono state messe a contatto con l’eritritolo per un periodo di tre ore. La concentrazione utilizzata corrispondeva esattamente a quella presente in una normale bevanda senza zucchero consumata quotidianamente. Questo breve periodo di esposizione è stato sufficiente per scatenare modificazioni cellulari significative.

Le cellule hanno mostrato chiari segni di sofferenza. Al loro interno si sono accumulate sostanze dannose chiamate radicali liberi o specie reattive dell’ossigeno. Queste molecole aggressive attaccano le proteine, il materiale genetico e le membrane che proteggono le cellule. Nonostante l’attivazione dei sistemi di difesa antiossidante, la protezione si è rivelata insufficiente.

La situazione ricordava una battaglia in cui le cellule, sotto attacco, tentavano disperatamente di resistere senza riuscirci completamente.

Alterazioni nella produzione di ossido nitrico

L’esposizione all’eritritolo ha interferito con la capacità cellulare di produrre ossido nitrico, una sostanza fondamentale per il rilassamento dei vasi sanguigni. Una diminuzione di questa molecola comporta un restringimento dei vasi, creando problemi quando il cervello necessita di un apporto sanguigno costante e abbondante.

I ricercatori hanno osservato che, mentre la quantità complessiva dell’enzima responsabile della produzione di ossido nitrico rimaneva sostanzialmente invariata, la sua efficacia diminuiva drasticamente. L’enzima perdeva la capacità di svolgere correttamente la sua funzione vitale.

L’eritritolo ha disturbato l’attivazione enzimatica in due punti critici del processo. Il primo punto di controllo è stato inibito, mentre il secondo è stato eccessivamente stimolato. Il risultato finale è stato una riduzione del 20% nella produzione di ossido nitrico, creando le premesse per una costrizione vascolare problematica.

Aumento della costrizione vascolare cerebrale

Le stesse cellule hanno iniziato a produrre quantità maggiori di endotelina-1, una proteina che ordina ai vasi sanguigni di restringersi. Le cellule esposte all’eritritolo mostravano un incremento del 30% di questa sostanza rispetto alle cellule normali. Inoltre, contenevano livelli più elevati del suo precursore, chiamato Big ET-1.

Questo fenomeno rappresentava un doppio danno per il sistema vascolare cerebrale. Prima i vasi perdevano la capacità di dilatarsi adeguatamente, poi ricevevano segnali biochimici per contrarsi ulteriormente.

Auburn Berry, ricercatore principale dello studio, ha spiegato che quando i vasi sanguigni si restringono e la capacità di sciogliere i coaguli diminuisce, il rischio di eventi cerebrovascolari aumenta considerevolmente. La ricerca ha dimostrato non solo questo collegamento, ma anche i meccanismi specifici attraverso cui l’eritritolo può incrementare tale rischio.

Problemi nella dissoluzione dei coaguli sanguigni

Il sistema di coagulazione del sangue rappresenta un equilibrio delicato. Da una parte, l’organismo deve essere in grado di fermare le emorragie in caso di lesioni. Dall’altra, deve riuscire a sciogliere i coaguli che si formano inappropriatamente all’interno dei vasi. Una delle principali sostanze responsabili di questo processo è l’attivatore tissutale del plasminogeno, conosciuto come t-PA.

Durante la sperimentazione, i ricercatori hanno aggiunto trombina, che simula un segnale di coagulazione naturale. In condizioni normali, questo stimolo dovrebbe indurre le cellule a rilasciare maggiori quantità di t-PA. Nelle cellule non trattate, si è effettivamente verificato un aumento del 25% di questa sostanza protettiva.

Nelle cellule che erano state esposte all’eritritolo, invece, non si è osservata alcuna risposta. La reazione protettiva è stata completamente bloccata. Quando i coaguli si formano e le cellule non reagiscono appropriatamente, si creano le condizioni ideali per un evento cerebrovascolare.

Evidenze epidemiologiche sui rischi cardiovascolari

Un ampio studio epidemiologico ha monitorato oltre 4.000 persone negli Stati Uniti e in Europa per un periodo prolungato. I risultati hanno rivelato che le persone con elevati livelli di eritritolo nel sangue hanno sperimentato un numero maggiore di eventi cerebrovascolari e infarti nei tre anni successivi. Questa correlazione è stata osservata sia negli uomini che nelle donne, indipendentemente da altre condizioni di salute preesistenti.

Il team di ricerca del Colorado non si è limitato a documentare i cambiamenti cellulari, ma ha chiarito esattamente come questo dolcificante indebolisce le cellule dei vasi cerebrali in modi che corrispondono ai pattern di eventi cerebrovascolari osservati negli esseri umani.

Implicazioni per il consumo quotidiano

I ricercatori di DeSouza hanno esposto cellule cerebrali umane reali a una dose di eritritolo equivalente a quella presente in una singola bevanda. Molte persone consumano diverse porzioni di prodotti contenenti questo dolcificante durante la giornata. Un aspetto particolarmente preoccupante è che, a differenza di molte altre sostanze, l’eritritolo riesce ad attraversare la barriera ematoencefalica, raggiungendo direttamente il tessuto cerebrale.

Sebbene lo studio non fosse progettato per monitorare gli effetti a lungo termine, solleva interrogativi importanti. Quali potrebbero essere le conseguenze quando queste cellule vengono esposte all’eritritolo non solo per tre ore, ma quotidianamente per mesi o anni?

Considerando sia i risultati epidemiologici che hanno ispirato questa ricerca, sia le nuove scoperte cellulari, DeSouza ha suggerito che sarebbe prudente per le persone monitorare e limitare il consumo di dolcificanti non nutritivi come l’eritritolo.

Dal nostro Magazine:

Lo studio:

  • La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Applied Physiology, fornendo alla comunità scientifica nuovi elementi per valutare la sicurezza di questi prodotti ampiamente utilizzati.

Telegram:

Smartwatch in offerta

Smartwatch: tecnologia al tuo polso

Monitora la tua attività e resta connesso. Acquista ora su Amazon!
Acquista su Amazon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Like
Close
Quando Si Pianta by Agenzia Eco Web Srl
© Copyright 2020. Tutti i diritti riservati.
Close
Preferenze Privacy