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Immaginate le acque fredde della Norvegia che si riscaldano sempre di più. Una ricerca pubblicata sulla rivista Communications Earth & Environment ha scoperto che questo cambiamento climatico porterà conseguenze sorprendenti per le alghe tossiche che vivono in quelle acque.
La ricerca, condotta da un team internazionale guidato da Edson Silva del Nansen Environmental and Remote Sensing Center in Norvegia, ha rivelato risultati sorprendenti: mentre il riscaldamento delle acque porterà a un aumento fino al 50% delle fioriture di Dinophysis acuta, responsabile delle tossine diarroiche nei molluschi, si prevede una diminuzione del 40% delle fioriture di Alexandrium tamarense, che produce tossine paralitiche.
Questo cambiamento avrà importanti conseguenze per la salute pubblica, l’acquacoltura e gli ecosistemi marini delle regioni nordiche.
Indice
Cambiamento climatico e alghe tossiche in un minuto
Una ricerca pubblicata su Communications Earth & Environment rivela che il riscaldamento del mare norvegese modificherà drasticamente la presenza di alghe tossiche. Le fioriture di Dinophysis acuta, responsabile di tossine diarroiche nei molluschi, potrebbero aumentare fino al 50% con acque più calde e meno saline.
Al contrario, quelle di Alexandrium tamarense, che provoca paralisi, potrebbero diminuire del 40%, poiché preferisce acque fredde e salate. Questo ribaltamento avrà conseguenze per la salute pubblica, l’acquacoltura e la sicurezza alimentare.
I ricercatori hanno analizzato 13 anni di dati da 32 stazioni costiere e usato modelli climatici per proiettare i cambiamenti futuri. Sebbene restino incertezze, è chiaro che il cambiamento climatico ridisegnerà i rischi legati ai frutti di mare, richiedendo nuovi sistemi di monitoraggio e adattamento nelle regioni nordiche.
Alghe che producono veleni
Nelle acque fredde del nord vivono alghe microscopiche che producono tossine pericolose quando si moltiplicano in modo massivo. Quando i molluschi come le cozze filtrano l’acqua per mangiare accumulano questi veleni nei loro tessuti. Chi mangia cozze contaminate rischia disturbi di stomaco, paralisi e nei casi più gravi persino la morte.
Lungo la costa norvegese le fioriture di alghe tossiche sono un problema costante. Per questo motivo i ricercatori hanno deciso di capire come il riscaldamento del mare le cambierà nei prossimi anni.
Due alghe, due esiti opposti
I ricercatori hanno studiato due tipi di alghe pericolose. La prima si chiama Dinophysis acuta e causa diarrea. La seconda è Alexandrium tamarense e causa paralisi. Con il riscaldamento del mare una cresce e l’altra diminuisce. Qui sta il punto di svolta.
La Dinophysis acuta ama le acque tiepide. Nel mare freddo della Norvegia cresce lentamente, ma con il riscaldamento del pianeta l’acqua arriverà alla temperatura che preferisce e avrà il via libera per moltiplicarsi di più.
Invece l’Alexandrium tamarense ama le acque fredde e salate. Quando l’acqua si riscalda e diventa meno salata a causa dello scioglimento dei ghiacci avrà sempre più difficoltà a crescere.
Come il mare cambia
Tre fattori principali controllano se le alghe tossiche crescono oppure no. Il primo è la temperatura: ogni alga preferisce un certo grado di calore. Il secondo è la salinità, cioè la quantità di sale nell’acqua. Il terzo è quanto l’acqua si mescola in profondità.
Con il cambiamento climatico il mare della Norvegia diventerà più caldo e l’acqua dolce dai fiumi e dai ghiacci sciolti la renderà meno salata. Queste due cose insieme cambieranno completamente le carte in tavola per queste alghe.
Cosa significherà per la salute e il cibo
Se la Dinophysis acuta si diffonde di più le persone saranno più esposte ai veleni che causano diarrea. Se l’Alexandrium tamarense diminuisce i casi di paralisi diventeranno più rari. I tipi di avvelenamento da molluschi cambieranno profondamente.
Per l’industria dell’allevamento delle cozze questa è una notizia che richiede attenzione. Le autorità dovranno monitorare le acque in modo diverso e adattarsi ai nuovi rischi. I problemi legati alle alghe tossiche che oggi ostacolano la pesca potrebbero peggiorare in alcune zone e migliorare in altre.
Come i ricercatori hanno scoperto tutto questo
Gli scienziati hanno raccolto dati reali da 32 stazioni lungo la costa norvegese per 13 anni. Hanno visto direttamente quante volte queste alghe tossiche comparivano. Poi hanno usato modelli computerizzati che predicono come il mare cambierà nei prossimi decenni. Infine hanno collegato i dati passati con le previsioni future per capire cosa accadrà.
Cosa abbiamo imparato e cosa resta ancora da scoprire
Quello che sappiamo è che il riscaldamento cambierà dove e quando crescono queste alghe tossiche nel nord. Ma ci sono ancora molte cose che non capiamo. Per esempio non sappiamo esattamente perché l’alga ama il caldo o se potrebbe adattarsi nel tempo. Sappiamo anche che i modelli computerizzati non sono perfetti e il mare potrebbe cambiare in modi leggermente diversi.
Nonostante questi dubbi una cosa è certa: il cambiamento climatico avrà effetti reali sulla sicurezza del cibo che viene dal mare e sulla salute dei nostri oceani. Monitorare attentamente quello che accade nelle acque fredde del nord diventerà sempre più importante.
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Lo studio: