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Scoperta una nuova specie di medusa cuboide a Hong Kong (Tripedalia maipoensis)

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Una nuova specie di medusa cuboide è emersa dalle acque salmastre di Hong Kong, portando a quattro il numero totale di specie conosciute nella famiglia Tripedaliidae. I ricercatori hanno identificato questo organismo nella Riserva Naturale di Mai Po, dove popolava stagni per gamberi collegati all'estuario del Fiume delle Perle.

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Scoperta una nuova specie di medusa cuboide

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Un team internazionale guidato dall’Università Battista di Hong Kong ha descritto Tripedalia maipoensis, una nuova specie di medusa cuboide raccolta nella Riserva Naturale di Mai Po. Gli scienziati hanno individuato gli esemplari in stagni per gamberi intertidali durante tre estati consecutive dal 2020 al 2022. L’individuazione si manifesta come la prima registrazione della famiglia Tripedaliidae nelle acque costiere cinesi, espandendo significativamente la mappa di distribuzione nota per questi organismi marini.

Ricercatori hanno identificato una nuova specie di medusa cuboide, Tripedalia maipoensis, nelle acque salmastre della Riserva Naturale di Mai Po a Hong Kong. Questa scoperta segna la prima registrazione della famiglia Tripedaliidae nelle coste cinesi. La specie si distingue per tre pedalia per angolo della campana e canali velari forcuti, tratti che la separano dalle specie affini. 

Le analisi genetiche confermano una divergenza del 17,5% rispetto a Tripedalia cystophora, validandone lo status di specie distinta. Gli esemplari popolano stagni per gamberi tra aprile e giugno, in acque con salinità variabile. La presenza stabile della popolazione suggerisce un adattamento specifico a questo habitat di mangrovie. Il ritrovamento amplia la conoscenza sulla biodiversità dei cnidari nell'Indo-Pacifico e sottolinea l'importanza di proteggere questi ecosistemi di transizione.

Tratti morfologici unici della nuova specie di medusa cuboide

La Tripedalia maipoensis differisce dalle altre specie della famiglia per una combinazione specifica di caratteri fisici. L’animale presenta tre pedalia per ogni angolo della campana cubica e ogni pedalium sostiene un singolo tentacolo. La caratteristica diagnostica principale si trova nel velario, che mostra canali forcuti o ramificati con punte acute, a differenza dei canali semplici presenti nelle specie affini. La campana appare trasparente e incolore, con bordi lisci e una sommità leggermente arcuata coperta da verruche urticanti bianche distribuite densamente dall’apice al margine.

Tratti morfologici unici
Caratteristiche morfologiche di Tripedalia maipoensis. (A–B) Olotipo femminile vivo: vista laterale della morfologia generale (A) e vista obliqua dall’alto che evidenzia le fasette gastriche (B). (C) Dettaglio di una nicchia ropalica in esemplare conservato. (D) Ropalio ingrandito: si distinguono i sei occhi (occhiello lente superiore ue, occhiello lente inferiore le, occhi a fessura se, occhi a pozzo pe) e lo statolite cristallino (cs). (E–F) Vista interna del velario: i canali velari (vc) mostrano la tipica ramificazione o biforcazione con punte acute, tratto distintivo della specie. (G) Vista dall’alto che evidenzia le verruche urticanti (nw) e le fasette gastriche (gp). (H) Dettaglio del manubrio cruciforme. (I) Batteria di nematocisti ovali dal tentacolo. Barre di scala: A–B = 1 cm; C, F, H = 1 mm; D = 0,3 mm; E, G = 5 mm; I = 10 µm.

L’apparato sensoriale include quattro nicchie ropaliche, ciascuna contenente un ropalio con sei occhi di diversi tipi e un grande statolite cristallino per l’equilibrio. Le gonadi si estendono dallo stomaco al velario in entrambi i sessi, mostrando un chiaro dimorfismo sessuale. Le femmine presentano gonadi a forma di ala sottile di colore biancastro o giallo chiaro, mentre i maschi hanno gonadi più larghe con sommità arrotondata e colore biancastro.

Glossario dei termini tecnici

  • Pedalia: Piastre cartilaginee situate agli angoli inferiori della campana delle meduse cubozoe, da cui partono i tentacoli.
  • Pedalium: Singolo elemento del pedalia; ogni pedalium funge da punto di attacco per uno o più tentacoli.
  • Cubica: Aggettivo riferito alla forma geometrica della campana di queste meduse, che presenta una sezione quadrata o cuboidale, da cui il nome comune “meduse cuboidee”.
  • Velario: Membrana interna sottile situata lungo il margine della campana, che restringe l’apertura inferiore; agisce come un ugello per aumentare la spinta propulsiva durante il nuoto.
  • Nicchie ropaliche: Incavi o tasche situate al centro di ciascuna faccia della campana, che proteggono gli organi sensoriali.
  • Ropalio: Organo sensoriale complesso sospeso all’interno della nicchia ropalica; nelle meduse cubozoe contiene diversi occhi (ocelli e occhi a lente) e organi di equilibrio.
  • Statolite cristallino: Struttura calcarea o minerale presente all’interno del ropalio che, muovendosi con la gravità, permette all’animale di percepire l’orientamento e mantenere l’equilibrio.
  • Gonadi: Organi riproduttivi responsabili della produzione dei gameti (uova o spermatozoi); nelle meduse cubozoe sono spesso visibili attraverso la campana trasparente e la loro forma indica il sesso dell’individuo.

Conferma genetica della nuova specie di medusa cuboide

Le analisi filogenetiche basate sui geni ribosomiali 16S, 18S e 28S collocano la nuova specie in un clade distinto all’interno del genere Tripedalia. I dati molecolari indicano che Tripedalia maipoensis è specie sorella di Tripedalia cystophora, nonostante le due mostrino una divergenza genetica del 17,5% nel gene 16S. Questo valore supera ampiamente la soglia tipica per la distinzione interspecifica nei cnidari cubozoi e conferma lo status di specie separata. La distanza genetica intraspecifica risulta invece minima, pari allo 0,1%, indicando un’alta omogeneità tra gli esemplari analizzati.

Prima di questa scoperta il genere Tripedalia includeva solo due specie: T. binata, presente in Australia e Thailandia, e T. cystophora, diffusa in acque tropicali e subtropicali globali. L’assenza di dati genetici per T. binata impedisce al momento di ricostruire l’intero albero evolutivo del genere, ma la monofilia del gruppo risulta fortemente supportata dai dati disponibili.

Habitat ed ecologia della nuova specie di medusa cuboide

La distribuzione attuale di Tripedalia maipoensis si limita alla località tipo nella Riserva di Mai Po, sebbene la connessione idrica con l’estuario del Fiume delle Perle suggerisca una presenza potenziale nelle acque adiacenti.

Gli avvistamenti avvengono tra aprile e giugno, quando la temperatura dell’acqua varia tra 20°C e 29°C e la salinità oscilla tra 5,8 e 18 psu. L’habitat preferito consiste in canali d’acqua salmastra fiancheggiati da canneti di Phragmites australis o mangrovie di Kandelia obovata miste a felci dorate.

Gli esemplari giovani mostrano una morfologia simile agli adulti, con una transizione nello sviluppo dei pedalia che avviene in una finestra temporale ristretta. La presenza costante della specie negli stessi stagni per tre anni consecutivi indica una popolazione stabile adattata a questo specifico ambiente di acquacoltura semi-naturale.

Implicazioni per la biodiversità marina regionale

La scoperta evidenzia quanto la diversità delle meduse cubozoe nelle acque costiere cinesi rimanga poco conosciuta. Precedentemente erano state segnalate solo tre specie di cubozoi nella regione, tutte appartenenti alla famiglia Carybdeidae.

La presenza di una specie della famiglia Tripedaliidae in un ambiente di mangrovie e stagni per gamberi sottolinea l’importanza ecologica di questi habitat di transizione. La Riserva Naturale di Mai Po si conferma un sito cruciale per la conservazione e lo studio della biodiversità marina nell’Indo-Pacifico.

Future indagini lungo le coste cinesi risultano necessarie per mappare l’effettiva distribuzione di Tripedalia maipoensis e comprendere meglio la diversità complessiva delle cubozoe. La descrizione dettagliata basata su dati morfologici e molecolari fornisce una base solida per identificazioni future e studi comparativi sull’evoluzione di questi animali.

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