L’echidna dal becco lungo occidentale è una delle creature più singolari e misteriose del regno animale, un erede di linee evolutive antichissime che ancora sopravvive in alcune delle zone più remote della Nuova Guinea. Con un aspetto insolito, tra il riccio e il formichiere, e la capacità di deporre uova pur essendo un mammifero, questo animale incarna una delle rarità naturali più affascinanti del pianeta.
Poco conosciuto e difficilmente avvistato, vive nascosto tra le fitte foreste montane e i prati d’alta quota, sfidando l’isolamento e i cambiamenti ambientali. La sua storia si intreccia anche con enigmi scientifici, come il ritrovamento di un esemplare in una regione australiana dove da millenni non dovrebbe esistere, riaprendo domande sulle antiche distribuzioni geografiche e sulla memoria perduta degli ecosistemi.
Indice
Descrizione
L’echidna dal becco lungo occidentale (Zaglossus bruijnii) è uno dei quattro echidni oggi esistenti ed è tra le tre specie del genere Zaglossus presenti in Nuova Guinea. Inizialmente descritto come Tachyglossus bruijnii, è considerato la specie principale su cui si basa il genere Zaglossus.
Fa parte dei mammiferi che depongono uova, una caratteristica rara nel mondo dei mammiferi. Mentre l’echidna dal becco corto si nutre di formiche e termiti, questo animale cerca soprattutto lombrichi nel terreno. Ha dimensioni più imponenti rispetto al parente a becco corto e può superare i 16 chili di peso. Il muso è allungato e leggermente piegato verso il basso, mentre spine e pelo sono così fitti da apparire quasi come un unico mantello peloso. Un tratto che lo distingue dagli altri Zaglossus è il numero di artigli: tre su ciascuna zampa, solo a volte quattro. È il monotremato vivente più grande conosciuto.
Vive principalmente nella penisola della Testa d’Uccello e nelle montagne Foja, in Indonesia, nelle province di West Papua e Papua. Preferisce zone collinari e montane, tra i 1300 e i 4000 metri sopra il livello del mare, evitando le aree costiere settentrionali e le pianure meridionali. I suoi habitat tipici includono prati ad alta quota e foreste umide montane, ricche di vegetazione e umidità.
Nella collezione Tring del Museo di Storia Naturale di Londra è conservato un esemplare etichettato come raccolto da John T. Tunney nel 1901 a Mount Anderson, nel Kimberley, nell’estremo nord-ovest dell’Australia. Questa indicazione ha lasciato perplessi gli studiosi, dato che non ci sono prove dell’esistenza recente di questa specie in Australia: tutti gli altri ritrovamenti sono fossili datati al Pleistocene.
Per anni si è creduto che l’etichetta fosse stata applicata per errore, magari scambiando il luogo di origine, e per questo il reperto fu ignorato a lungo.
Solo nel 2012, un gruppo di ricerca guidato da Helgen ha riesaminato il caso approfonditamente. Hanno valutato diversi indizi: quanto sia improbabile un errore nell’etichetta, la presenza di parassiti specifici dell’esemplare, alcune affinità ecologiche tra le foreste del Kimberley e quelle della Nuova Guinea, un antico disegno rupestre aborigeno che sembra raffigurare un animale simile a un echidna col becco lungo, e la memoria orale di un anziano della comunità locale. Alla fine, gli esperti hanno ritenuto plausibile che l’animale fosse davvero stato trovato in Australia, proprio come segnato sull’etichetta.
Albero tassonomico
Dominio:
- Regno: Animalia
- Classe: Mammalia
- Ordine: Monotremata
- Famiglia: Tachyglossidae
- Genere: Zaglossus
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