Mastodon

Un vulcano estinto può tornare in vita? Gli scienziati credono di averlo scoperto

84

Risposta breve: Sì, un vulcano estinto può mostrare attività. Uno studio dimostra che l’Uturuncu in Bolivia, grazie a un sistema idrotermale e fluidi in movimento, genera terremoti e deformazioni pur senza magma eruttivo. Tecnologie come la tomografia sismica hanno rivelato questi processi, suggerendo che la Terra può “riattivarsi” senza seguire le classifiche umane. Per saperne di più continua la lettura.

La convinzione che un vulcano spento rimanga silenzioso per sempre viene messa in discussione dai nuovi studi scientifici. Il caso dell’Uturuncu in Bolivia dimostra come le montagne di fuoco possano tornare a manifestare attività dopo millenni di quiete.

Gli esperti hanno analizzato più di 1.700 piccoli sismi per comprendere perché questo massiccio continui a tremare senza però esplodere. Il team di ricerca guidato dal professor Mike Kendall dell’Università di Oxford ha sviluppato un metodo innovativo per studiare questi fenomeni geologici particolari.

La ricerca in un minuto

Un nuovo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences rivela che i vulcani considerati estinti, come l’Uturuncu in Bolivia, possono mostrare segni di attività grazie a complessi sistemi idrotermali sotterranei. Nonostante non erutti da 250.000 anni, l’Uturuncu presenta terremoti frequenti e sollevamenti del terreno causati da fluidi e gas in movimento sotto la superficie. 

Utilizzando la tomografia sismica, i ricercatori hanno mappato una rete di condotti magmatici e una lente di acqua gassata a 4,8 km di profondità, alimentata da un’enorme riserva di magma sotto le Ande. Questo sistema, definito “zombie”, spiega perché il vulcano si deformi senza esplodere: la pressione dei fluidi spinge la crosta verso l’alto, ma non c’è magma sufficiente per un’eruzione.

Il fenomeno non è unico: altri vulcani, come il Monte Edgecumbe in Alaska, mostrano riattivazioni dopo secoli di quiete. Gli scienziati sottolineano che il riscaldamento globale potrebbe influenzare questi equilibri, alterando la pressione nelle camere magmatiche. Tecnologie come sensori sismici e scansioni tomografiche permettono ora di monitorare questi processi in tempo reale, migliorando la previsione dei rischi. Lo studio dimostra che la geologia sfida le etichette umane: un vulcano può “respirare” senza eruttare, guidato da dinamiche sotterranee mai del tutto spente.

Il sistema magmatico sotterraneo

Nelle profondità delle Ande si estende l’Altiplano-Puna Volcanic Complex, una gigantesca riserva di magma sotterranea paragonabile per dimensioni al Lago Superiore. La massa fusa alimenta numerosi vulcani della regione, mantenendo attivo quello che gli scienziati chiamano un sistema vulcanico “zombie“, come il vulcano Ciomadul in Romania, che mostra attività residua nonostante la lunga dormienza.

Le immagini catturate dai satelliti hanno documentato un sollevamento del terreno di circa un centimetro ogni anno. Nel frattempo, le zone circostanti si abbassano gradualmente, creando una deformazione particolare che ricorda la forma di un cappello messicano.

Il movimento del suolo indicava la presenza di magma o fluidi in movimento, ma i meccanismi precisi del sistema rimanevano un mistero da svelare.

L’indagine sismica rivela i segreti

I ricercatori hanno utilizzato la tomografia sismica, una metodologia che segue il percorso delle onde sismiche attraverso diversi tipi di roccia. Le zone dove le onde viaggiano lentamente indicano materiale fuso o fluidi, mentre quelle veloci segnalano crosta solida. Questo approccio, combinato con analisi petrologiche, è stato fondamentale per studi simili su sistemi vulcanici complessi.

Lo studio ha permesso di ricostruire una mappa tridimensionale che arriva fino a 14 chilometri di profondità. I dati mostrano condotti stretti che salgono verso la vetta, espandendosi in una lente di acqua gassata e roccia semi-fusa situata a circa 4,8 chilometri sotto il livello del mare.

Questa lente costituisce la parte superiore di un sistema idrotermale complesso, formato da una miscela pressurizzata di acqua calda, gas e cristalli. Il professor Haijiang Zhang dell’Università di Scienza e Tecnologia della Cina ha sottolineato come solo l’esperienza combinata del team abbia reso possibile comprendere l’anatomia di questo sistema.

Pressione e movimento del terreno

Le variazioni di pressione nella lente spiegano il motivo per cui il cono centrale si gonfia mentre le valli circostanti si abbassano. I modelli computerizzati dimostrano che i picchi di anidride carbonica o vapore spingono la crosta verso l’alto prima di rilasciare i gas e stabilizzarsi.

L’analisi non ha rilevato una grande riserva di magma eruttivo vicino al cratere, riducendo il rischio di esplosioni improvvise. Questo dato tranquillizza gli esperti riguardo alla possibilità di eruzioni immediate.

La storia del vulcano zombie

Un vulcano viene classificato come estinto quando non erutta da almeno 10.000 anni. L’Uturuncu, con 250.000 anni di silenzio, rientra perfettamente in questa categoria. Tuttavia, le comunità locali Aymara hanno sempre segnalato sbuffi di vapore solforoso, mettendo in discussione le definizioni accademiche.

Gli sciami sismici registrati negli anni ’90 e i rilevamenti radar hanno confermato un rigonfiamento di 64 chilometri di diametro, facendo guadagnare al vulcano il soprannome di “zombie”.

Altri vulcani dormienti nel mondo

Il caso dell’Uturuncu non è unico. Negli Stati Uniti, il Servizio Geologico ha identificato 1.350 vulcani potenzialmente attivi, anche se solo 500 hanno eruttato nella storia documentata. Un esempio è il Monte Edgecumbe in Alaska, che nel 2022 ha mostrato segni di riattivazione dopo 800 anni di quiete. Matthew Pritchard, co-autore dello studio, ha evidenziato come questo nuovo approccio possa essere applicato ai 1.400 vulcani potenzialmente attivi e a decine di altri simili all’Uturuncu.

Molti di questi giganti dormienti emettono gas o tremano senza eruttare da migliaia di anni. Quando un vulcano etichettato come estinto mostra segni di attività, le autorità si trovano in difficoltà: la popolazione considera “estinto” sinonimo di “sicuro”, ma la Terra non segue le classificazioni umane.

La tragedia del White Island nel 2019 ha dimostrato che anche vulcani monitorati possono sorprendere con esplosioni di vapore improvvise.

Cambiamenti climatici e attività vulcanica

Anche se l’Uturuncu non ha ghiacciai, altri vulcani dormienti potrebbero risvegliarsi a causa del riscaldamento globale. Uno studio presentato al Goldschmidt Conference 2025 avverte che il ritiro dei ghiacciai può ridurre la pressione sulle camere magmatiche, innescando eruzioni in aree quiescenti.

Anche le variazioni nelle precipitazioni possono influenzare l’Altiplano, spingendo acqua sotterranea nella crosta e alterando la pressione nel sistema idrotermale. Il fenomeno è stato osservato anche in altri contesti, come il legame tra ritiro dei ghiacciai e risveglio di camere magmatiche..

Tecnologie di monitoraggio avanzate

Le scansioni tomografiche, economiche e ripetibili, offrono un monitoraggio in tempo reale. Questi strumenti si integrano con i dati satellitari e i sensori di gas per migliorare i sistemi di allerta.

I ricercatori vogliono estendere la rete di sensori nell’Altiplano meridionale per osservare i percorsi dei fluidi in relazione alle stagioni. Tecniche simili sono state applicate al Piton des Neiges, dove la sismicità è legata a faglie attive. La tomografia a intervalli regolari potrebbe rilevare ricariche di magma anni prima che raggiungano la lente di gas.

Per Kendall, il fascino non sta nel sapere se l’Uturuncu si risveglierà, ma nella precisione con cui oggi si può “ascoltare” il suo respiro. I vulcani zombie fanno notizia, ma l’Uturuncu dimostra che la geologia raramente segue copioni prevedibili. Un vulcano può sembrare vivo senza avere intenzione di eruttare: i fluidi che lo hanno creato non smettono mai di muoversi.

La ricerca scientifica:

Dal nostro Magazine:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Like
Close
Quando Si Pianta by Agenzia Eco Web Srl
© Copyright 2020. Tutti i diritti riservati.
Close
Preferenze Privacy