Nelle profondità gelate dell’Antartide, un team di scienziati ha effettuato una scoperta straordinaria: il campione d’aria più antico mai misurato, intrappolato in ghiaccio da 6 milioni di anni.
Il ghiaccio, estratto da Allan Hills in una zona dove rari depositi blu affiorano in superficie grazie all’azione del vento e della sublimazione, risale al tardo Miocene, un’epoca geologica nella quale il nostro pianeta presentava temperature notevolmente superiori a quelle attuali.
Sotto la guida della glaciologa Sarah Shackleton del Woods Hole Oceanographic Institute, il progetto COLDEX ha perforato il ghiaccio fino a una profondità di 206 metri, recuperando carote contenenti microscopiche sacche d’aria compressa che rappresentano finestre dirette sull’atmosfera terrestre di milioni di anni fa.
Indice
Trovato il campione d’aria più antico mai misurato in un minuto
Uno studio rivela che è stato trovato il campione d'aria più antico mai misurato, intrappolato in ghiaccio da 6 milioni di anni. Recuperato ad Allan Hills, in Antartide, il ghiaccio proviene dal tardo Miocene ed è stato datato direttamente tramite isotopi di argon.
Le sacche d’aria intrappolate offrono una finestra unica sull’atmosfera terrestre di milioni di anni fa. Analisi sugli isotopi di ossigeno mostrano che l’Antartide era 12 °C più calda e che il raffreddamento è stato graduale. Ora i ricercatori studieranno i gas serra presenti per confrontarli con i livelli attuali. Il progetto COLDEX ha superato le aspettative: inizialmente si cercava ghiaccio di 3 milioni di anni, invece ne è stato trovato uno molto più antico.
Questa scoperta aiuta a comprendere la sensibilità climatica del pianeta e a prevedere futuri scenari di riscaldamento. Tra il 2026 e il 2031 è prevista una nuova missione per cercare ghiaccio ancora più antico. Ogni bolla d’aria è una voce dal passato: ci racconta com’era la Terra prima di noi e cosa potrebbe diventare se non agiamo ora.
Una capsula naturale del tempo geologico
L’Antartide costituisce uno dei rari luoghi del pianeta dove il ghiaccio si accumula progressivamente nel tempo, intrappolando bolle d’aria e particelle di polvere atmosferica all’interno della sua struttura cristallina.
A differenza di altre zone glaciali, la regione di Allan Hills consente l’accesso a ghiaccio estremamente antico senza la necessità di effettuare scavi di profondità eccessiva. I forti venti continentali e il processo di sublimazione rimuovono costantemente gli strati di ghiaccio più recenti, permettendo l’affioramento naturale di sedimenti molto antichi.
Sarah Shackleton descrive questa scoperta con un’immagine affascinante, paragonando il sito a una macchina del tempo che permette agli scienziati di osservare come era la Terra in un periodo precedente all’esistenza dell’uomo moderno.
Datazione diretta mediante isotopi di argon
I ricercatori hanno impiegato la datazione isotopica dell’argon, un metodo che misura direttamente l’età del ghiaccio senza necessità di dedurla dagli strati di sedimento circostante.
I risultati hanno superato ogni previsione scientifica iniziale: il campione di ghiaccio più profondo presenta un’età di circa 6 milioni di anni, un dato che si estende ben oltre il limite del Pliocene collocato a 2,6 milioni di anni fa.
Ulteriori campioni di ghiaccio coprono un intervallo temporale continuo dalla fine del Miocene fino al Pliocene, offrendo una sequenza dettagliata di istantanee climatiche distanziate nel tempo.
Condizioni climatiche più calde nel Miocene e raffreddamento graduale
L’analisi degli isotopi di ossigeno contenuti nel ghiaccio ha rivelato che 6 milioni di anni fa le temperature dell’Antartide erano approssimativamente 12 gradi Celsius superiori a quelle attuali. Il processo di raffreddamento verso le temperature contemporanee non è avvenuto in modo brusco o repentino, bensì attraverso un cambiamento graduale distribuito su milioni di anni.
Un dato climatico che possiede grande valore scientifico: dimostra che il sistema climatico terrestre può subire variazioni lente nel tempo, e suggerisce che concentrazioni atmosferiche di gas serra simili alle emissioni odierne potrebbero potenzialmente riportare il pianeta verso scenari climatici caratteristici del Miocene.
Composizione dei gas intrappolati nelle sacche d’aria
I ricercatori stanno attualmente concentrando gli sforzi sull’analisi dettagliata dei gas racchiusi all’interno delle microscopiche sacche d’aria: in particolare anidride carbonica, metano e altri gas serra di origine atmosferica.
La comprensione delle concentrazioni di questi gas nell’atmosfera durante il Miocene e il Pliocene fornirà ai climatologi informazioni preziose per prevedere con maggiore accuratezza gli effetti del riscaldamento globale contemporaneo.
Nel caso in cui l’atmosfera di 6 milioni di anni fa contenesse livelli di CO₂ paragonabili ai livelli attuali, eppure presentasse temperature così elevate, ciò confermerebbe la marcata sensibilità climatica dell’intero sistema terrestre alle variazioni di gas serra.
Verso future campagne di ricerca glaciologica
Il successo del progetto COLDEX ha aperto la strada a un programma di ricerca a lungo termine pianificato tra il 2026 e il 2031. Gli obiettivi della missione successiva prevedono il recupero di ghiaccio ancora più antico, potenzialmente risalente a 8-10 milioni di anni fa, al fine di ricostruire l’evoluzione climatica terrestre con maggiore dettaglio e risoluzione temporale.
Ed Brook, direttore del progetto COLDEX, esprime soddisfazione per i risultati raggiunti e conferma l’intenzione di proseguire verso profondità ancora maggiori per accedere a strati di ghiaccio più antichi e ricchi di informazioni paleoclimatiche.
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