Trattamento piante da frutto a Gennaio: Cosa è importante sapere e fare

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I trattamenti invernali sono fondamentali perché prevengono l'insorgenza di malattie e infestazioni di parassiti che possono proliferare con l'arrivo della primavera. Durante il riposo vegetativo, gli alberi sono meno suscettibili allo stress e i trattamenti possono essere più efficaci senza danneggiare le foglie o i frutti.

L’inverno è un periodo fondamentale per prendersi cura degli alberi da frutto ed assicurare loro una crescita sana e rigogliosa durante la primavera e l’estate. Anche se in questa stagione il frutteto è in fase di riposo vegetativo, è importante non trascurare le piante ed effettuare tutte le operazioni necessarie.

Il mese di gennaio è il momento giusto per procedere con la potatura che consente di dare la forma desiderata alle piante e favorire la fruttificazione. È anche il periodo adatto per eseguire trattamenti preventivi a base di prodotti specifici, capaci di tenere sotto controllo funghi e batteri responsabili delle principali malattie delle specie da frutto.

Con le dovute attenzioni in inverno, si possono ridurre drasticamente molte patologie, ottenendo alberi sani e produttivi nel corso della bella stagione.

Perché è importante trattare gli alberi da frutto nei mesi invernali

I mesi invernali come Gennaio sono fondamentali per eseguire i trattamenti preventivi sulle piante da frutto. Agendo nel periodo di riposo vegetativo, si ottengono maggiori benefici nel prevenire le principali malattie fungine e batteriche. In inverno le piante sono più vulnerabili all’attacco di diversi parassiti, che possono svernare e poi proliferare in primavera-estate. Intervenire ora significa ridurre drasticamente l’inoculo patogeno ed evitare epidemie nella bella stagione.

I prodotti anticrittogamici funzionano meglio se applicati sulle piante completamente spoglie, senza foglie. Riescono a penetrare a fondo nel legno e ad esplicare una prolungata azione curativa. Trattare gli alberi in inverno, abbinando potatura e concimazione, permette di rinforzarli in vista della ripresa vegetativa. Si ottengono piante sane e produttive, con frutti di qualità e in quantità.

1 Potature

La potatura invernale è un intervento fondamentale per mantenere in salute gli alberi da frutto. È il momento giusto per eliminare i rami secchi e quelli affetti da patologie come il cancro rameale sulle drupacee o il mal bianco sul melo. Vanno rimosse anche le cime dei rami colpite da bollosità sul pesco e le mummie, ovvero i frutti disseccati che possono veicolare infezioni di moniliosi.

Per eseguire correttamente la potatura invernale è importante utilizzare attrezzi affilati, come forbici e seghetti, che consentono tagli netti senza strappare o danneggiare i tessuti delle piante. Strumenti ben affilati permettono di limitare gli interventi di taglio ed evitare di provocare lesioni che possono favorire l’insorgenza di malattie.

Quali piante frutto si possono potare a gennaio

Si possono potare in questo periodo i fruttiferi a nocciolo come pesco, susino, albicocco, ciliegio. Ottimo periodo anche per la potatura di meli, peri, kiwi e olivi. La potatura invernale su queste specie consente di eliminare parti secche e danneggiate, contenere lo sviluppo delle piante, favorire l’arieggiamento e la penetrazione della luce.

Dà quindi vigore e predispone una buona produzione nell’anno successivo. Gennaio è il mese migliore per intervenire poiché le basse temperature limitano la diffusione di eventuali malattie da taglio. Le piante sono in stasi vegetativa e la potatura stimola la successiva ripresa.

2. Prevenzione delle malattie

La prevenzione delle malattie è fondamentale per ottenere alberi da frutto sani e produttivi. I trattamenti invernali sono particolarmente indicati per tenere sotto controllo patogeni fungini e batterici. In gennaio si possono distribuire prodotti rameici per prevenire cancro batterico, moniliosi, bolla del pesco, mal bianco del melo. Il rame svolge azione disinfettante sulle gemme e le ferite di potatura.

Utili anche trattamenti a base di polisolfuro di calcio, efficace contro muffa grigia, oidio e altre crittogame. Va applicato prima del risveglio vegetativo. Fondamentali sono poi i trattamenti a base di olio minerale da distribuire fino a marzo, per controllare afidi, cocciniglie, acari ed altri parassiti che svernano nelle screpolature della corteccia.

Quali alberi da frutto sono maggiormente vulnerabili alle malattie?

Tra gli alberi da frutto, i più soggetti all’insorgenza di malattie sono:

  • Il pesco, sensibile a bolla, moniliosi, cancro batterico
  • L’albicocco, attaccato da monilia, bolla, afidi
  • Il melo, colpito da ticchiolatura, oidio, afidi
  • Il ciliegio, che può manifestare moniliosi, mosca delle ciliegie
  • Il susino, a rischio di monilia, afidi, oidio

Le drupacee in generale, come pesco, albicocco, susino, sono particolarmente vulnerabili alle principali malattie fungine. Anche kiwi, vite e olivo necessitano di trattamenti preventivi. Controllare e curare queste specie è fondamentale per ottenere raccolti sani e abbondanti.

3. Controllo dei parassiti

Il controllo dei parassiti è una pratica importante per salvaguardare la salute delle piante da frutto. Tra i più diffusi e dannosi vi sono gli afidi, che proliferano nel periodo primaverile-estivo provocando debolezza, accartocciamento fogliare e produzione di melata. Per prevenirne la diffusione, è utile un trattamento invernale a base di olio bianco, da ripetere a gennaio e febbraio.

Anche le cocciniglie vanno tenute sotto controllo, in quanto possono provocare ingiallimenti, deperimento e caduta anticipata delle foglie. Oltre all’olio minerale, sono utili trattamenti primaverili con prodotti a base di piretrine naturali. Importante monitorare la presenza della mosca della frutta, che depone le uova nei frutticini. Si previene applicando trappole cromotropiche gialle.

Quali sono gli alberi da frutto più vulnerabili ai parassiti?

I fruttiferi maggiormente soggetti all’attacco di parassiti sono:

  • Il pesco, sensibile alla cocciniglia e all’afide farinoso
  • L’albicocco, attaccato dall’afide nerastro
  • Il melo, su cui proliferano afidi lanigero e cocciniglia di S.José
  • Il ciliegio, bersaglio della mosca e dell’afide nero
  • Il susino, spesso colpito dall’afide farinoso

Gli agrumi sono spesso vittime della cocciniglia e della mosca bianca, oltre che a diverse malattie.

4. Concimazione

La concimazione invernale è importante per fornire nutrimento alle piante da frutto in vista della ripresa vegetativa. A gennaio si possono distribuire concimi ternari o quaternari, che apportano azoto, fosforo e potassio in quantità equilibrate. L’azoto stimola la crescita di rami e gemme, il fosforo rafforza l’apparato radicale, il potassio aumenta la resistenza alle avversità.

Ottimi sono i concimi organici a lenta cessione, come il corno macinato e il pellame, che rilasciano gradualmente elementi nutritivi. Anche preparati a base di alghe e aminopolissacaridi sono perfetti per nutrire il terreno in profondità. La concimazione di gennaio prepara le piante da frutto al risveglio primaverile, garantendo loro il nutrimento necessario per una rigogliosa fioritura e un’ottima fruttificazione.

Cosa succede se si saltano le operazioni di concimazione nel mese di Gennaio?

Saltare la concimazione durante i mesi freddi può avere conseguenze negative sullo stato vegetativo e produttivo delle piante da frutto. Senza un apporto di elementi nutritivi in inverno, nella fase di riposo, le radici e le gemme non si preparano adeguatamente per la successiva ripresa vegetativa in primavera. Di conseguenza, la fioritura risulterà ridotta e stentata, con effetti negativi sulla quantità e qualità dei frutti.

In assenza di una corretta concimazione nel mese di Gennaio, è probabile che si manifesti un generale indebolimento delle piante, più soggette agli attacchi di parassiti e malattie, e una minor resistenza agli stress climatici. Il portamento degli alberi ne risentirà, con uno sviluppo inadeguato dopo la potatura e un tendenziale decremento produttivo. Per non parlare dell’impoverimento progressivo del terreno, private del necessario apporto di sostanze nutritive in profondità.

5. Pacciamatura

La pacciamatura è una tecnica molto utile per proteggere le piante da frutto durante i mesi invernali. Consiste nello stendere uno strato di materiale naturale alla base degli alberi, come paglia, foglie secche, cippato di legno o corteccia. Questo manto isola le radici dal freddo e dai ristagni idrici, oltre a impedire la crescita di erbe infestanti. La pacciamatura andrebbe effettuata in autunno-inverno, quando le piante sono in stasi vegetativa. È bene lasciare scoperto il colletto per evitare marciumi e ristagni.

Lo spessore ideale del materiale è di circa 5-10 cm. La paglia è duratura ed efficace, il cippato rilascia sostanze nutritive. Con la pacciamatura invernale si creano le condizioni ottimali nel terreno per la successiva ripresa vegetativa e fruttificazione. Le piante ne traggono grande beneficio in termini di salute e produttività.

Come si può evitare che la pacciamatura si sposti o si decomponga durante l’inverno?

Ecco alcuni consigli per evitare che la pacciamatura si sposti o si decomponga troppo rapidamente durante l’inverno:

  • Utilizzare materiali come paglia, foglie o corteccia sminuzzata, che si decompongono lentamente. Evitare materiali soggetti a rapida degradazione.
  • Distribuire uno strato alto 5-10 cm di pacciamatura ai piedi delle piante. Uno spessore sufficiente impedisce lo spostamento.
  • Compattare bene il materiale, senza eccedere, per farlo aderire al terreno.
  • Delimitare il perimetro con assi o tavole di legno, che trattengono la pacciamatura impedendone la dispersione.
  • Innaffiare leggermente la pacciamatura dopo averla distribuita, per farla aderire al suolo.
  • Ripassare periodicamente e ripristinare le zone dove il materiale si è spostato o degradato.
  • Scegliere una posizione riparata dal vento per evitare l’asportazione della pacciamatura.

6. Verifica dei supporti

Nei mesi invernali è importante verificare lo stato dei supporti degli alberi da frutto, come pali tutori e fili di sostegno. Con il freddo e il vento, i legacci potrebbero allentarsi o cedere e i pali inclinarsi o fuoriuscire dal terreno. Un albero non più ancorato in modo stabile rischia di subire danni da sradicamento con il ripristino delle attività vegetative e le prime ondate di maltempo.

È quindi buona norma controllare tutori e legature di piante come peschi, albicocchi, susini, peri e meli. All’occorrenza, si procederà al ripristino o al consolidamento dei supporti, per garantire la tenuta degli alberi. Fornire un adeguato sostegno è indispensabile per una crescita sana delle piante da frutto.

Quali sono i segni che indicano che i supporti degli alberi da frutto potrebbero essere danneggiati?

Ecco i principali segnali che indicano un possibile danneggiamento dei supporti negli alberi da frutto:

  • Pali tutori o sostegni inclinati, fuoriusciti dal terreno o spezzati
  • Fili che appaiono allentati o lacerati
  • Legacci che stringono debolmente il tronco
  • Corteccia che presenta segni di strozzatura nei punti di contatto con legacci e fili
  • Presenza di abrasioni o ferite sul tronco provocate dallo sfregamento con i sostegni
  • Albero che appare inclinato o sbilanciato da un lato
  • Terreno smosso o solcato intorno al piede del palo tutore
  • Spacchi o lesioni sul tronco dovuti a oscillazioni eccessive
  • Mancanza di sostegni su rami primari appesantiti dalla frutta

Verificare periodicamente lo stato di ancoraggio è importante per intervenire tempestivamente in caso di cedimenti.

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