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Semina pomodori: Come e quando farla

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In questa stagione di anticipazioni primaverili, è il momento di immergerci nella semina dei pomodori. Dalle varietà antiche ai pomodori professionali colorati, la semina autonoma apre la porta a un mondo di possibilità. Ricordate, il periodo ideale di semina dipende dalla vostra posizione geografica e dalla previsione delle ultime gelate. Per una germinazione di successo, mantenete le piantine in condizioni calde e illuminate, e non dimenticate una costante umidità.

La primavera è il momento ideale per iniziare l’avventura della coltivazione dei pomodori partendo dalla semina. Questa fase rappresenta il primo passo per ottenere soddisfazioni durante la stagione estiva con un raccolto abbondante. Seminare in casa le proprie piantine offre vantaggi unici: la possibilità di scegliere tra tante varietà di semi professionali non sempre disponibili già sotto forma di piantine, e la soddisfazione di curare la crescita delle piante fin dalle prime fasi.

Vediamo quindi come organizzare al meglio la semina dei pomodori, dalla scelta del periodo più adatto in base alla zona climatica, alla preparazione dei contenitori e delle condizioni ideali per favorire una rigogliosa germinazione.

Perché seminare i pomodori in casa anziché comprare le piantine

Molti appassionati di orto e giardinaggio preferiscono acquistare direttamente le piantine di pomodoro e trapiantarle, anziché partire dalla semina. In realtà, questa scelta comporta alcuni svantaggi. Seminando i propri pomodori si possono scegliere varietà speciali non disponibili tra le piantine, come antichi pomodori locali o tipologie dai colori particolari, striati o a grappolo. Inoltre, partendo dal seme si possono ottenere piantine più sane e forti.

Prodursi in proprio le piantine consente un grande risparmio, dato il basso costo dei semi professionali. Per questi motivi, affrontare la semina casalinga dei pomodori è altamente consigliato. Si tratta di un’attività semplice e appagante, che permette di ottenere esemplari unici a partire dalle prime fasi di sviluppo.

Quando seminare i pomodori in base alla zona climatica

La tempistica della semina dei pomodori è strettamente correlata al clima della zona di coltivazione. È infatti in base al periodo ideale per il trapianto definitivo che si determina quando seminare. Considerando che le piantine necessitano di circa 6 settimane dalla semina al trapianto, è fondamentale conoscere le condizioni climatiche locali. Nelle zone con inverni miti il trapianto può avvenire da metà aprile, quindi la semina sarà tra fine febbraio e inizio marzo.

Al Nord il trapianto slitta a maggio, per cui la semina ottimale è tra marzo e aprile. In condizioni di clima rigido è preferibile ritardare a giugno. La regola generale è assicurare alle piantine al trapianto temperature medie non inferiori ai 15°C, altrimenti si rischia l’arresto della crescita. Orientarsi sull’andamento climatico locale permette di individuare il momento migliore per la semina.

Semina pomodori e luna

In base alle credenze dell’agricoltura biodinamica, la fase lunare influisce sulla crescita delle piante. Il pomodoro essendo un ortaggio da frutto, dovrebbe essere seminato nella fase lunare crescente. Si ritiene che in questo periodo l’energia della luna spinga verso l’alto, stimolando lo sviluppo di foglie, fiori e frutti. Tuttavia, non ci sono prove scientifiche di questa teoria.

Ogni coltivatore può decidere se seguire il calendario lunare per stabilire quando seminare, anche se spesso i numerosi impegni portano a scegliere le date di semina per praticità. L’importante è che le piantine abbiano poi le giuste condizioni colturali per crescere rigogliose, a prescindere dall’influenza della luna.

Preparazione del terreno e contenitori per la semina

Per seminare i pomodori occorre innanzitutto scegliere l’idoneo contenitore. Le classiche serre di semine professionali sono l’ideale, ma anche piccole vaschette vanno bene per quantità ridotte. Ottime le seminiere chiuse con coperchio, per mantenere umidità. Si può anche optare per singoli vasetti di piccole dimensioni.

Importante riempire i contenitori con un terriccio specifico per semina, ricco di sostanze nutritive e ben drenante. Prima della semina, il terreno va inumidito in profondità. I semi vanno interrati in solchi poco profondi distanziati, coperti appena con terriccio fine. Dopo la semina, è bene chiudere con il coperchio e mantenere umido il terreno nei primi giorni. Con contenitori idonei e terriccio preparato, i semi germineranno nelle migliori condizioni.

Come seminare correttamente

Per eseguire una semina il terreno va bagnato in profondità prima della semina. Quindi, si dispongono i semi nei solchi a una profondità di 1-2 cm, distanziati di almeno 2 cm. Dopo la semina, si ricoprono leggermente i semi con altro terriccio e si compatta. Il contenitore va quindi collocato in un ambiente caldo e luminoso, mantenendo il substrato umido con annaffiature frequenti.

Condizioni ambientali ideali per la germinazione

Per una germinazione ottimale dei semi di pomodoro è essenziale garantire le giuste condizioni ambientali. La temperatura ideale è intorno ai 20-22°C, mentre valori al di sotto dei 15°C possono rallentare o bloccare il processo. L’umidità è un altro fattore fondamentale: il terreno deve essere costantemente umido ma non saturo d’acqua, per evitare marciumi.

La luce ha un ruolo chiave: le piantine necessitano fin dall’inizio di una buona illuminazione, possibilmente con diverse ore di luce naturale diretta. L’assenza di luce causa l’allungamento eccessivo del fusto. Quindi, per favorire una germinazione uniforme e rapida, che garantisca piantine sane e robuste, è indispensabile prestare attenzione a temperatura, umidità e luce fin dalle prime fasi di sviluppo.

Quanto impiega un seme a crescere?

La velocità di germinazione dei semi varia molto a seconda della specie. Alcuni germinano velocemente, con i primi germogli visibili entro 24 ore. Altri richiedono 3-4 giorni o anche di più solo per la nascita della plantula. Per i pomodori, i primi segni si vedono dopo circa 5-6 giorni dalla semina.

Anche quando spuntano le prime foglioline, conviene aspettare che la piantina sviluppi almeno 4-5 foglie vere prima di trapiantarla. Una crescita lenta iniziale permette lo sviluppo di un apparato radicale robusto, indispensabile per il buon attecchimento dopo il trapianto. La pazienza in questa fase viene sempre ripagata.

Dove collocare le piantine per favorire la germinazione

La scelta di dove posizionare le piantine appena germinate è cruciale per garantirne uno sviluppo sano e rigoglioso. L’ambiente domestico più adatto è in prossimità di una finestra, possibilmente esposta a sud, per assicurare molte ore di luce naturale diretta. La collocazione vicino a fonti di calore come un termosifone è ideale per mantenere la temperatura intorno ai 20-22°C necessari per la germinazione.

Se non si dispone di un ambiente caldo e luminoso, si possono utilizzare piccole serre riscaldate con lampade a LED. Balconi e terrazzi sono altre opzioni valide nella bella stagione. L’essenziale è proteggere le giovani piantine da freddo eccessivo e carenza di luce. Verificando questi due fattori ambientali, la germinazione avverrà senza problemi e si otterranno esemplari robusti pronti per il trapianto.

Cure colturali delle piantine dopo la germinazione

Una volta completata la germinazione, è fondamentale prestare le giuste cure colturali alle giovani piantine per assicurarne una crescita sana e rigogliosa. È necessario garantire un apporto idrico costante, mantenendo il terreno umido ma non saturo. L’esposizione a sufficienza di luce, naturale e/o artificiale, va assicurata per evitare l’allungamento eccessivo del fusto.

Le piantine richiedono anche temperature miti intorno ai 20°C. Una volta sviluppate le prime foglie vere, si può iniziare a concimare in modo leggero. Quando le radici emergono dal fondo, è il momento di rinvasare in contenitori più grandi. Con cure mirate in questa fase delicata, in poche settimane si otterranno esemplari vigorosi pronti per essere trapiantati definitivamente nell’orto o in pieno campo.

Problemi comuni nella semina dei pomodori

Durante la semina e la germinazione dei pomodori si possono riscontrare alcuni problemi tipici. Un inconveniente frequente è la mancata o irregolare germinazione, dovuta all’utilizzo di sementi poco vitali o all’errata preparazione del terreno. Un ristagno idrico può portare al marciume del seme.

L’ambiente con carenza di luce causa l’eccessivo allungamento degli steli, con piantine che filano invece di irrobustirsi. Da evitare anche sbalzi termici, che possono bloccare o ritardare la germinazione. Infine, il terreno deve essere sciolto e privo di infestanti che competono per nutrimento e spazio.

Consociazione

Nell’orto i pomodori possono essere accostati efficacemente ad altre colture. Ottime piante-compagne sono ravanello, acetosa, senape, sedano, aglio, cipolle, erba cipollina, carote, piselli, fagioli, spinaci e asparagi. Anche erbe aromatiche come salvia, menta, timo, melissa, ortica e calendula sono perfette vicino ai pomodori.

Queste specie rappresentano un reciproco vantaggio: migliorano la fertilità del terreno, ostacolano lo sviluppo di erbe infestanti, attirano insetti utili e allontanano i parassiti. Inoltre stimolano la crescita e rafforzano gli aromi. Associare correttamente le colture è la base per un orto in salute e produttivo.

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