Semina grano duro: Guida completa step by step

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La semina del grano duro si effettua principalmente in autunno, dopo aver preparato accuratamente il terreno con le lavorazioni necessarie. Le sementi vanno distribuite con macchine di precisione a file distanziate, regolando bene la quantità in base alla varietà. Durante la crescita, sono importanti irrigazioni, concimazioni e trattamenti fitosanitari al bisogno.

La semina del grano duro richiede alcune attenzioni per garantire rese soddisfacenti. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutti gli aspetti relativi alla coltivazione di questo prezioso cereale: dalla scelta del terreno alla preparazione del letto di semina, dalla quantità di seme da distribuire all’epoca migliore per la semina.

Esamineremo le principali varietà di grano duro coltivabili nel nostro Paese e le cure colturali necessarie durante la crescita, come irrigazione, concimazione e difesa fitosanitaria. Vedremo poi come effettuare una corretta raccolta e trebbiatura e come conservare al meglio il grano dopo la battitura.

Infine, analizzeremo gli utilizzi più diffusi di questo cereale, indispensabile per la produzione di pasta, pane e altri prodotti da forno. Leggendo questa guida scoprirete tutti i segreti per ottenere una semina ottimale e rese elevate anche in piccoli appezzamenti.

Quando seminare il grano duro per una resa ottimale

La semina del grano duro può essere effettuata sia in autunno che in primavera, anche se la semina autunnale è quella maggiormente praticata nel nostro Paese. Questa prevede di seminare tra ottobre e novembre, in modo che le piantine possano beneficiare delle piogge autunnali per germogliare e avere uno sviluppo ottimale durante l’inverno.

La semina primaverile si effettua tra marzo e aprile ma è più rischiosa perché espone la coltura a stress idrici estivi. Per una resa abbondante, la semina autunnale è quindi da preferire. Bisogna però prestare attenzione alle condizioni climatiche: dopo la semina il terreno non deve essere né troppo bagnato né soggetto a gelate. L’epoca ottimale può variare di qualche settimana a seconda della zona climatica.

Preparazione del terreno: tutti i passaggi fondamentali

Per una buona riuscita della semina è fondamentale preparare adeguatamente il terreno. Le lavorazioni devono iniziare già nell’estate precedente, con un’aratura profonda a 30-40 cm seguita da ripuntature per affinare la struttura. Un mese prima della semina si esegue una fresatura a 10-15 cm e successivamente, poco prima di seminare, una erpicatura per interrare i concimi e ottenere un letto di semina fine.

Il terreno deve essere ben drenato, con assenza di ristagni idrici che possono far marcire i semi. Deve inoltre avere un ph intorno alla neutralità. Prima di seminare, il letto di semina va perfettamente livellato per consentire la distribuzione uniforme delle sementi.

Varietà di grano duro: come scegliere la migliore

Esistono numerose varietà di grano duro, che si differenziano per caratteristiche agronomiche, qualità tecnologiche della granella e adattamento all’ambiente di coltivazione. Le principali varietà coltivate in Italia sono Creso, Svevo, Dylan, Normanno, Marco Aurelio, Iride e Core. Per una resa ottimale è importante scegliere varietà adatte al proprio areale pedoclimatico.

In linea generale, al Nord sono indicati genotipi precoci e taglia bassa, al Centro mediamente precoci e di taglia media, al Sud tardivi e di taglia alta. Fondamentale valutare anche la resistenza alle malattie, la resa produttiva, il contenuto proteico. Chiedere consiglio a rivenditori specializzati e consultare i disciplinari regionali di produzione integrata.

Quantitativo ideale di sementi per ettaro

Il quantitativo ottimale di sementi da distribuire per ettaro è pari a 180-220 kg per la semina autunnale e 220-250 kg per quella primaverile. Tali dosi consentono di raggiungere un investimento di 350-500 piante per mq, densità ideale per ottenere rese elevate e spighe ben conformate.

L’impiego di seme certificato garantito assicura inoltre una percentuale di germinazione elevata. Il seme va distribuito in maniera uniforme mediante apposite seminatrici pneumatiche di precisione, regolando opportunamente gli ugelli distributori. L’utilizzo di seme conciato con fungicidi è raccomandato per evitare la trasmissione di malattie fungine alla coltura.

Distanze e densità di semina per filari perfetti

La distanza ottimale tra i filari nella semina del grano duro è di 15-17 cm. Questo assicura una densità di piante adeguata limitando al contempo l’insorgenza di malattie fungine che proliferano con investimenti troppo fitti. All’interno del filare, le distanze variano da 4-5 cm per le varietà nanizzanti a 8-10 cm per quelle di taglia alta.

La semina va effettuata utilizzando macchine seminatrici di precisione in perfette condizioni, regolando accuratamente la distanza tra gli elementi distributori. Filari distanziati in modo irregolare rendono difficoltose le operazioni colturali successive. Controllare periodicamente che la macchina distribuisca la giusta quantità di seme alla corretta profondità di 2-3 cm.

Semina a righe o a spaglio: vantaggi e svantaggi

Nella coltivazione del grano duro si possono adottare due modalità di semina: a righe o a spaglio (a nastro). La semina a righe, eseguita con macchine seminatrici di precisione, è la tecnica moderna che garantisce una distribuzione ordinata e uniforme delle piante. Ciò permette di eseguire più facilmente le operazioni colturali come sarchiature meccaniche e trattamenti fitosanitari.

Lo svantaggio è il maggior impiego di seme. La semina a spaglio, effettuata a mano o con seminatrici centrifuge, è poco utilizzata perché dà investimenti disomogenei. Tuttavia richiede minor quantità di seme ed era la tecnica tradizionale.

Concimazione del grano duro: i concimi più adatti

La concimazione del grano duro prevede generalmente un apporto di fosforo e azoto alla preparazione del terreno e una copertura azotata in accestimento. Tra i concimi fosfatici si impiegano perfosfati o iperfosfati (150-200 kg/ha). L’azoto va distribuito in modalità frazionata: 100 kg/ha alla semina e 50-60 kg/ha a fine accestimento come urea, solfato ammonico o nitrato ammonico.

In copertura si possono distribuire anche microelementi utili come zolfo e zinco. L’apporto di concime va stabilito in base a fattori come precessione colturale, dotazione del terreno e asportazioni. Fondamentale l’analisi del terreno.

Irrigazione del grano durante la crescita: quando e quanto

L’irrigazione è fondamentale nella coltivazione del grano duro, specialmente al Sud e nelle annate siccitose. Nelle prime fasi di sviluppo, irrigazioni leggere evitano stress idrici. In levata e accestimento, con temperature elevate, sono necessarie irrigazioni più abbondanti ogni 6-8 giorni.

In fioritura l’acqua va dosata accuratamente: eccessi provocano allettamento, carenze riducono la pezzatura della granella. Nel complesso i volumi stagionali ottimali sono di 1500-2500 mc/ha. L’irrigazione a pioggia a bassa pressione è da preferire perché non compromette l’apparato radicale.

Erbe infestanti nel grano: lotta integrata

Nel grano duro le infestanti più problematiche sono avena selvatica, loglio, convolvolo, papavero, coda di volpe, stramonio e altre. Per controllarle si può ricorrere a mezzi agronomici come rotazioni e false semine e a mezzi meccanici come le sarchiature.

Gli erbicidi chimici vanno usati con cautela: post-emergenza si usano solitamente diflufenican e fenoxaprop-p-etile. In pre-semina glifosate e flufenacet. L’uso di diserbanti va razionalizzato nell’ottica della lotta integrata, limitandolo ai casi effettivamente necessari.

Difesa del grano duro: parassiti e patologie più comuni

I principali parassiti del grano duro sono gli afidi come il Moscerino giallo, la Ceralide e il Calandro del grano. Tra i funghi, temibili sono Ruggine gialla, Oidio, Septoria. Per prevenire le infestazioni, fondamentali sono la rotazione, la scelta di varietà resistenti e l’equilibrio del terreno.

Per afidi ed elateridi si possono usare geodisinfestanti prima della semina. In vegetazione si effettuano trattamenti solo al superamento delle soglie, prediligendo principi attivi selettivi come piretroidi, fosforganici e triazoli. Rispettare il corretto intervallo tra i trattamenti.

Raccolta e trebbiatura del grano duro fatte a regola d’arte

Per ottenere una granella integra e di qualità la raccolta e la trebbiatura del grano duro sono fasi delicate. La maturazione avviene normalmente a fine maggio-giugno. La raccolta ritardata compromette le rese. I passaggi chiave sono: taglio e andanatura, essiccazione a 14% di umidità, trebbiatura con batte regolate correttamente, setacciatura e pulitura della granella.

La granella va poi immagazzinata con umidità tra 11-13%. Trebbiatrici obsolete danneggiano i chicchi. Una raccolta e una trebbiatura eseguite a regola d’arte garantiscono rese più elevate.

Conservazione ottimale del grano dopo la battitura

Dopo la trebbiatura è fondamentale conservare correttamente il grano per mantenerne le caratteristiche qualitative. I principali accorgimenti sono: contenere l’umidità tra 11-13%; tenere sotto controllo la temperatura (mai oltre 20°C) e l’aerazione, evitando ristagni di aria umida; verificare periodicamente l’assenza di parassiti o muffe; effettuare la pulitura, la calibrazione e l’eliminazione di materiali estranei.

Il grano si può conservare in sacchi o silos, l’importante è controllare costantemente le condizioni. Una conservazione non idonea favorisce attacchi di insetti e lo sviluppo di micotossine.

Utilizzi e impieghi del prezioso grano duro

Il grano duro è indispensabile per la produzione di pasta secca, pane e prodotti da forno. Grazie all’elevato contenuto proteico e al glutine molto elastico, la semola ricavata dalla macinazione del grano duro è l’ideale per preparare pasta di alta qualità, sia fresca che secca. Il grano duro viene inoltre impiegato per la preparazione di friselle, taralli, cracker e grissini.

Anche in campo zootecnico il grano duro è molto utilizzato per l’alimentazione di bovine, suine e avicole. Data la sua versatilità e il grande pregio alimentare, il grano duro è una coltura strategica per l’agricoltura e l’economia italiana.

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