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Scarducciatura carciofi periodo: Tutto quello che devi sapere sulla potatura

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La scarducciatura dei carciofi va eseguita nel periodo ottimale di maturazione, quando i boccioli sono ancora compatti e i gambi sono croccanti.

I carciofi sono ortaggi prelibati ma per gustarli al meglio è fondamentale raccoglierli e scarducciarli nel periodo ottimale di maturazione. Solo così si possono apprezzare appieno il sapore unico e le eccezionali proprietà dei teneri boccioli e dei croccanti gambi.

Se volete ottenere produzioni abbondanti di carciofi, la scarducciatura è fondamentale. In questo articolo vi spiegherò nel dettaglio come effettuare questa operazione e sfruttarne i benefici.

La scarducciatura consiste nel diradare la pianta, separando i germogli chiamati “carducci” dalla pianta madre. Bisogna farlo due volte l’anno per stimolare lo sviluppo delle piante ed espanderne il numero, ottenendo nuovi esemplari da piantare. Scopriremo insieme quando intervenire e quali carducci preservare.

Non solo moltiplicheremo le piante, ma otterremo anche carciofi più rigogliosi. I carducci rimossi possono essere trapiantati, cucinati o utilizzati per compostare. Una volta appreso il metodo, il vostro orto sarà ricco di produttive piante di carciofo! Venite a scoprire tutti i segreti di questa tecnica colturale.

Come riconoscere i germogli chiamati carducci

I carducci sono i nuovi germogli che la pianta di carciofo emette in primavera e autunno, sviluppandosi come nuovi esemplari. Si tratta dunque di polloni, che possono essere distaccati dalla pianta madre insieme ad un pezzo di rizoma per moltiplicare le piante.

Questo processo prende il nome di scarducciatura e consiste nel separare con delicatezza i carducci, eliminandoli se in eccesso o trapiantandoli per ottenere nuove carciofaie. È importante eseguire questa “potatura” sia in autunno che primavera per curare al meglio le piante madri e stimolarne lo sviluppo.

Quando è il momento di svolgere la scarducciatura (periodo)

Generalmente la scarducciatura viene effettuata due volte l’anno, dopo il primo inverno di crescita delle piante. I periodi migliori sono:

  • Scarducciatura autunnale: di solito ad ottobre, dopo la fioritura del carciofo.
  • Scarducciatura primaverile: tra marzo e aprile, prima del risveglio vegetativo.

È importante valutare anche le singole varietà, ad esempio alcune tipologie andrebbero scarducciate leggermente in ritardo rispetto ai tempi standard. Monitorando lo stato delle piante, sapremo individuare il momento esatto per intervenire, al fine di ottenere i massimi benefici da questa tecnica colturale.

Come selezionare i carducci da preservare

Per decidere quali carducci lasciare e quali rimuovere, dobbiamo valutare l’energia e la forza della pianta madre. Di solito è sufficiente mantenere 2-3 germogli per ciascun esemplare, evitando sovraccarichi.

L’importante è conservare i carducci più sani e robusti, che avranno maggiori possibilità di dare un’abbondante produzione di carciofi. Gli altri andranno eliminati, in modo da favorire lo sviluppo dei polloni selezionati e ridurre la competizione. Con un’accurata selezione otterremo piante vigorose e produttive.

Come procedere materialmente con la scarducciatura

Per rimuovere delicatamente i carducci indesiderati procediamo utilizzando un attrezzo specifico come una vanga. Bisogna scavare attorno al germoglio, tranciando con decisione la radice per distaccarlo nettamente dalla pianta madre. Potremmo definire questa operazione come una “potatura” effettuata nel sottosuolo.

Una volta estratti i carducci selezionati, è utile concimare le piante madri per rinvigorirle e stimolare la crescita dei polloni preservati. È inoltre importante evitare di lasciare avvallamenti nel terreno che, se riempiti d’acqua, potrebbero causare marciumi radicali.

Cosa fare con i carducci rimossi

I carducci rimossi durante la scarducciatura non vanno assolutamente eliminati, ma possono essere riutilizzati beneficiamente. I germogli più grandi e robusti, una volta privati delle foglie esterne, potranno essere trapiantati altrove per creare nuove piantine di carciofo.

Quelli di dimensioni minori invece si prestano perfettamente alla cucina, trattati come verdura. I carducci in eccesso può essere impiegati per realizzare ottimo compost. In questo modo non vanno sprecati e torneranno a nutrire la terra, chiudendo il ciclo in modo circolare e sostenibile.

Come trapiantare correttamente i carducci

I carducci idonei al reimpianto andranno posizionati in modo adeguato. Dopo averli privati della maggior parte del fogliame, lasciando solo la rosetta basale, andranno trapiantati singolarmente in un’area dell’orto ben preparata e concimata.

Distanziandoli di almeno 1 metro, per garantire a ciascun esemplare di svilupparsi pienamente. L’interramento dovrà avvenire con la stessa modalità di una normale piantagione, posizionando la base del germoglio orizzontale nel terreno. Con le giuste cure, i carducci attecchiranno dando vita a nuove, prolifiche piante di carciofo.

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