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Come rimuovere le microplastiche dall’acqua secondo lo studio NADES

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Le microplastiche sono minuscoli frammenti di plastica con dimensioni inferiori ai 5 millimetri. Si formano dalla disgregazione di oggetti di plastica più grandi, oppure vengono prodotte direttamente come particelle microscopiche. Sono ormai presenti ovunque nell'ambiente, dagli oceani al suolo, e costituiscono un grave problema ecologico. Ingerite da animali e piante, possono causare danni e accumularsi nella catena alimentare. È urgente trovare soluzioni efficaci per rimuoverle dagli ecosistemi.

Le microplastiche sono ormai un problema noto per la salute del suolo, delle piante e per l’uomo. Ma come difendere colture e terreni da questo tipo di inquinamento? Una possibile soluzione viene da uno studio che abbiamo analizzato e che propone l’utilizzo di solventi naturali detti NADES.

Queste sostanze estratte da materiali vegetali si sono dimostrate efficaci nel rimuovere diversi tipi di micro e nanoplastiche dall’acqua. Applicare questa tecnica innovativa ed ecosostenibile direttamente al terreno potrebbe rappresentare un modo per bonificare i suoli agricoli da queste pericolose particelle plastiche. Vediamo come nell’approfondimento qui di seguito.

L’emergenza ecologica delle micro e nanoplastiche

Le micro e nanoplastiche, ossia minuscole particelle di materiale plastico inferiori ai 5mm, rappresentano oggi un’emergenza per gli ecosistemi. La crescente produzione di plastica e il suo accumulo ambientale portano alla formazione e diffusione di questi frammenti. Le micro e nanoplastiche possono veicolare sostanze tossiche e, se ingerite, provocare infiammazioni e danni.

Data la natura idrofobica delle plastiche, tendono ad adsorbire e concentrare altre sostanze inquinanti presenti nell’ambiente. Il loro impatto a breve e lungo termine sulle catene alimentari e sugli organismi è un problema ecologico significativo. Le micro e nanoplastiche sono ormai diffuse ovunque, dal suolo all’acqua dolce e salata. Per questo è importante sviluppare strategie efficaci per la loro rimozione e gestione.

Impatto ambientale dell’inquinamento da microplastiche

L’accumulo di microplastiche nell’ambiente ha gravi conseguenze ecologiche come riportato dall’IRCCS. Questi frammenti plastici altamente inquinanti, una volta dispersi in mari, fiumi e suoli, permangono negli ecosistemi. Ogni anno finiscono nei nostri oceani dalle 4 alle 14 tonnellate di rifiuti plastici. Ingerite dalla fauna marina e terrestre, le microplastiche causano problemi di salute e riproduttivi in pesci, uccelli e invertebrati.

Possono veicolare sostanze tossiche e finire nelle catene alimentari, dallo zooplancton all’uomo. Infatti, tracce di microplastiche sono state trovate nell’acqua potabile, nel sale, nella birra e persino nei tessuti umani. È urgente dunque trovare soluzioni efficaci per contrastare il bioaccumulo e l’impatto ecotossicologico di questi pericolosi frammenti in continua diffusione ambientale.

Limiti dei metodi convenzionali di rimozione

I metodi tradizionali di separazione come centrifugazione, filtrazione e sedimentazione si sono dimostrati inefficaci per rimuovere micro e nanoplastiche dall’acqua. Ciò è dovuto alle ridotte dimensioni e alle differenti proprietà delle particelle plastiche su scala micro e nano, come galleggiabilità e carica superficiale, che limitano l’applicazione di queste tecniche. Anche la raccolta tramite reti o il prelievo di campioni non sono metodi attuabili su larga scala.

Le particelle plastiche pongono quindi una sfida per lo sviluppo di tecniche di bonifica efficienti ed economicamente sostenibili. Lo studio NADES propone i solventi eutettici naturali come possibile alternativa innovativa ai metodi tradizionali per superarne i limiti nella rimozione selettiva delle micro e nanoplastiche dalle matrici ambientali.

I solventi eutettici naturali (NADES) come alternativa promettente

I solventi eutettici naturali o NADES sono una nuova classe di composti formati da sostanze vegetali biodegradabili. Questi solventi “verdi” non sono infiammabili, sono biocompatibili e possiedono proprietà che li rendono promettenti per l’estrazione selettiva di sostanze da matrici acquose.

In particolare, i NADES idrofobici possono rappresentare un’alternativa ecologica ed economica ai solventi tradizionali nella rimozione delle micro e nanoplastiche dall’ambiente. Lo studio analizzato si focalizza proprio sulla valutazione dell’efficacia di tre NADES idrofobici nell’estrarre vari tipi di plastiche da acqua dolce e salata, per confermarne il potenziale come nuova soluzione di bonifica.

Risultati sperimentali di estrazione con 3 NADES

Lo studio ha testato 3 diversi NADES idrofobici per l’estrazione di micro e nanoplastiche da acqua dolce, utilizzando PET, PS e la bioplastica PLA. I risultati mostrano un’efficienza compresa tra il 50 e il 93%, con velocità di estrazione tra 0,2 e 1,3 ore. In particolare, l’acido decanoico in combinazione con il mentolo si è dimostrato il NADES più performante, con risultati migliori nell’estrazione di PET e PLA rispetto al polistirene.

Il NADES a base di timolo e mentolo ha dato risultati più modesti. I test confermano dunque l’efficacia dei NADES idrofobici nel rimuovere selettivamente diversi tipi di micro e nanoplastiche dall’acqua, con percentuali e tempi promettenti. Si tratta di una soluzione innovativa e sostenibile per bonificare acque e suoli contaminati da questi pericolosi inquinanti plastici emergenti.

Conclusioni: potenzialità confermata dei NADES idrofobici

Lo studio dimostra le potenzialità dei solventi eutettici naturali idrofobici come valida alternativa green per la bonifica da micro e nanoplastiche. I test effettuati confermano l’efficacia di questi composti naturali nell’estrarre diversi tipi di particelle plastiche da matrici acquose, con ottime percentuali di rimozione. In particolare, l’acido decanoico in combinazione con il mentolo ha dato i risultati migliori.

I NADES rappresentano quindi una soluzione promettente, ecologica e vantaggiosa per risolvere l’emergenza ambientale posta dall’accumulo di plastica in acqua e suolo. Ulteriori studi potranno ottimizzare questa innovativa strategia di bonifica basata su solventi naturali per liberare ecosistemi ed acque da pericolosi contaminanti plastici.

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