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Coltivare le fave nell’orto e in vaso: Semina, trapianto e raccolto

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Coltivare queste prelibate leguminose non è difficile, ma richiede alcune accortezze per assicurarsi un raccolto abbondante e di qualità eccellente. Seguendo questa guida completa, imparerai tutti i segreti per una coltivazione perfetta delle fave, dalla semina al trapianto, dalle cure colturali alla raccolta finale. Che tu sia un ortolano navigato o un principiante, preparati a far crescere queste verdure deliziose nel tuo orto, per gustarne appieno il gusto autentico!

La fava è un ortaggio versatile e nutriente, perfetto per coltivazioni primaverili. Questa guida completa offre consigli pratici per seminare, trapiantare e raccogliere fave di qualità superiore. Scoprirai le caratteristiche ideali del terreno, i periodi ottimali per la semina in base alla tua zona climatica e le tecniche di trapianto per un’ottima radicazione.

Imparerai a prenderti cura delle piantine, dalla rincalzatura alle annaffiature, fino alla cimatura per massimizzare il raccolto. Infine, rivelazioni su come raccogliere le fave nel modo giusto e sfruttare al meglio la semina autunnale. Sia che tu sia un ortolano esperto o alle prime armi, questa guida ti fornirà tutte le competenze necessarie per coltivare fave deliziose e abbondanti!

Caratteristiche della fava e terreno ideale

La fava prospera in climi miti e primaverili, tollerando bene temperature fresche ma soffrendo oltre i 25-28°C. Il terreno ideale è neutro o leggermente basico, con un pH compreso tra 7 e 8. Un terreno a medio impasto, anche leggermente limoso o argilloso, è perfetto.

È fondamentale lavorare il terreno in profondità, circa 25-30 cm, sminuzzando accuratamente le zolle superficiali. Questo favorisce un sviluppo ottimale delle radici fittonanti della fava. Sebbene non siano indispensabili, una concimazione con letame bovino maturo (circa 0,5 kg per pianta) fornirà preziosi nutrienti per un ciclo vegetativo completo e soddisfacente.

Specifiche per la coltivazione

  • Specie: Leguminosa
  • Pianta: Erbacea annuale
  • Origine: Africa Settentrionale – Persia
  • Fiori: Bianchi con macchie nere
  • Foglie: Ovale
  • PH Terreno: 8
  • Semina interna: Febbraio
  • Semina esterna: Marzo -Aprile
  • Trapianto: Aprile – Maggio
  • Sole: Pieno
  • Tipologia Terreno: Drenante, parzialmente argilloso
  • Irrigazione: Regolare

Periodo di semina e modalità di impianto

semina fave
Eseguire dei buchi nel terreno con l’aiuto di un bastone come in figura.

Il periodo di semina varia a seconda della zona climatica. Nelle regioni centro-meridionali con inverni miti, si può seminare dalla fine di ottobre, assicurandosi che le piantine raggiungano un’altezza di almeno 20 cm prima dell’inverno per proteggersi dal gelo. Nelle zone settentrionali più fredde, è preferibile posticipare la semina a febbraio-marzo, quando non vi è più rischio di brinate durante la fioritura.

La semina avviene creando buchette distanti 20 cm e profonde 3-4 cm, dove verranno deposti 3-4 semi preventivamente ammollati per 4 ore per facilitare la germinazione. Mantenere una distanza di 60-80 cm tra le file. Subito dopo la semina, compattare leggermente il terreno intorno ai semi.

Quando e come trapiantare le piantine

Se preferisci partire da semenzaio, puoi trapiantare le piantine quando hanno raggiunto un’altezza di circa 10-15 cm e hanno sviluppato almeno 3-4 foglie vere. Il periodo migliore per il trapianto è metà-fine marzo nelle regioni miti, e aprile-maggio al nord.

Prepara delle buche distanti 40-60 cm sulla fila, interrando le piantine leggermente più in profondità rispetto al semenzaio. Compatta delicatamente il terreno intorno al fusto, annaffiando subito dopo il trapianto. Nelle settimane successive, effettua regolari rincalzature addossando terreno al colletto per rinforzare l’apparato radicale. Proteggi le piantine da eventuali gelate notturne con teli di tessuto-non-tessuto.

Sviluppo delle piantine e cure colturali

Dopo circa 2 settimane dalla semina o trapianto, compariranno le prime piantine con le tipiche radici fittonanti. Quando raggiungeranno un’altezza di 20 cm circa, procedi con la prima rincalzatura, accumulando terreno intorno al fusto per rinforzare la resistenza al vento. Ricopri anche le radici esposte e proteggi le piantine dall’arrivo dell’inverno, stimolandole a emettere nuovi germogli.

I lavori di zappettatura, sarchiatura ed eliminazione delle erbe infestanti possono iniziare quando le piante sono alte 30-40 cm. La fava ama terreni umidi ma ben drenati: effettua annaffiature moderate, aumentando gli apporti idrici soprattutto durante la fioritura e l’ingrossamento dei baccelli, evitando però di irrorare in previsione di gelate. Non richiedendo grandi quantità di nutrienti, può bastare un leggero apporto di concime organico come letame bovino a inizio ciclo.

Come coltivare le fave in vaso

Se non avete a disposizione uno spazio in giardino, coltivare le fave in vasi può essere un’ottima alternativa. Per facilitare la gestione della crescita, optate per una varietà di dimensioni contenute. L’ideale sarebbe utilizzare un contenitore di almeno 20 litri, dotato di ampi fori di drenaggio, tenendo presente i requisiti di spazio specifici della varietà scelta. I contenitori in argilla non smaltata sono la scelta migliore, poiché permettono all’umidità in eccesso del terreno di evaporare attraverso le pareti porose. Per fornire un supporto adeguato alla pianta durante la sua crescita, aggiungete al contenitore un tutore o una struttura simile.

Cimatura e raccolta scalare delle fave

Una tecnica importante per massimizzare la produzione è la cimatura apicale. Quando i primi baccelli in basso sulla pianta raggiungono 15-20 cm di lunghezza e al loro interno i semi sono grandi come ceci, è il momento di cimare. Con un paio di cesoie o forbici, rimuovi la parte apicale del fusto principale, canalizzando così le energie della pianta verso l’ingrossamento dei baccelli esistenti.

La raccolta avviene in modo scalare, cogliendo i baccelli man mano che raggiungono la dimensione tipica della varietà. Consumali quando sono ancora morbidi e succosi, con semi non ancora completamente sviluppati ma attaccati al baccello. In alternativa, puoi aspettare che si secchino e raccogliere solo i semi essiccati da conservare.

Dopo la raccolta, un’ottima pratica è rovesciare le piante esauste nel terreno: essendo leguminose fissatrici di azoto, arricchiranno il suolo di questo prezioso nutriente.

Consigli per la semina autunnale

Una tradizione contadina suggerisce che il periodo migliore per la semina autunnale cada intorno a Santa Caterina (25 novembre), con il detto “A Santa Caterina o spuntati o seminati”, ovvero le piantine dovrebbero essere già nate o quantomeno i semi interrati.

Procedere creando un solco nel terreno, dove con un punteruolo fare delle buchette distanziate per deporre i semi singolarmente. Ricoprire con terra e compattare camminandoci sopra. Non annaffiare se sono previste piogge nei giorni successivi.

Circa 3 settimane dopo, le piantine spunteranno. Da questo punto sarà cruciale zappettarle e rincalzarle per evitare danni dal vento. Un’impalcatura con paletti e corde aiuterà a sostenerle durante lo sviluppo in altezza. In caso di gelate, proteggerle con teli di tessuto non tessuto, rincalzando dopo abbondanti piogge.

Parassiti e malattie comuni

Le fave possono essere colpite da alcuni parassiti e malattie che è bene conoscere per intervenire tempestivamente. Uno dei principali nemici è l’afide nero della fava, un piccolo insetto che si riunisce in colonie sulle parti aeree provocando ingiallimenti, deformazioni e scarsa allegagione. Si può contrastare con trattamenti a base di piretrine naturali o con la lotta biologica, introducendo insetti utili come le coccinelle.

Un’altra patologia temibile è la ruggine delle fave, causata dal fungo Uromyces fabae, che forma delle macchie marroni circolari sulle foglie indebolendo la pianta. Come prevenzione, evitare di bagnare le parti aeree durante le annaffiature ed eliminare i residui colpiti. In caso di attacco conclamato, trattare con prodotti rameici o a base di zolfo.

Quando e come avviene il raccolto

Il raccolto delle fave avviene in modo scalare, ovvero man mano che i baccelli raggiungono la maturazione ideale per il consumo fresco. In genere si inizia a raccogliere circa 4-5 mesi dopo la semina o il trapianto, a partire dai baccelli più bassi sulla pianta.

I baccelli sono pronti quando raggiungono le dimensioni tipiche della varietà, con semi ben formati all’interno ma ancora teneri e succosi. A questo punto, con un leggero movimento rotatorio, si staccano facilmente dal peduncolo.

Se preferisci consumare i semi secchi, attendi che i baccelli diventino completamente marroni e le pellicole esterne si secchino. Quindi tagliali e lasciali essiccare ulteriormente per qualche giorno al sole, prima di sbucciarli.

Il raccolto scalare prosegue ogni 5-7 giorni, cogliendo solo i baccelli pronti ad ogni tornata. Verso fine stagione, potrai raccogliere anche le ultime fave acerbe da consumare lesse o fritte. Terminato il raccolto, non resta che rovesciare i residui vegetali nel terreno come concime verde!

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