Mastodon

Coltivare i mirtilli nel proprio frutteto casalingo: Propagazione, piantatura e cure

2K

Risposta breve: I mirtilli vanno piantati in primavera, dopo l'ultima gelata, o in autunno, prima che le temperature scendano troppo. È importante scegliere un terreno acido e ben drenato e posizionare le piante in un luogo soleggiato. Una cura costante con irrigazione regolare e potatura aiuterà la pianta a crescere sana e produrre frutti abbondanti. Per saperne di più continua la lettura.

Non c’è niente di più piacevole di una bacca raccolta al momento, con quel gusto dolce che si sprigiona in bocca. Chi ha poco spazio o non ha mai coltivato alberi da frutto può cominciare proprio da qui. I mirtilli crescono bene anche in vaso sul balcone o su un terrazzo. Sono perfetti per chi ha già avuto a che fare con rododendri o azalee: le esigenze sono simili.

Aggiungere qualche pianta di mirtillo in mezzo agli altri ortaggi o vicino a fiori e arbusti può essere una buona idea. I frutti venduti nei negozi spesso hanno un costo alto e possono essere trattati con sostanze chimiche. Coltivarli in casa permette di avere un raccolto sicuro, controllato e duraturo. Con le giuste cure, un cespuglio può restare produttivo anche per cinquant’anni. Basta metterlo a dimora una volta sola e la raccolta sarà garantita per molto tempo.

Tabella riassuntiva di coltivazione mirtillo

Caratteristica Dettagli
Periodo di trapianto Primavera (dopo le gelate) o autunno (prima del gelo)
Distanza tra le piante 60-90 cm per varietà nane, 1.5-1.8 m per varietà alte
Irrigazione 2.5-5 cm d’acqua settimanali, preferibile irrigazione a goccia
Concimazione Organica a lenta cessione in primavera (farina di pesce, sangue, alghe)
Protezione Pacciamatura con aghi di pino (5-7 cm), teli in inverno per gelate
Potatura Fine inverno, rimozione di 1/3 dei rami vecchi
Fruttificazione Inizia a 2-3 anni, piena produzione dal 4° anno
pH terreno Acido (4.0-4.8), arricchito con torba o aghi di pino
Esposizione Pieno sole (6-8 ore/giorno)
Durata vita Fino a 50 anni con cure adeguate

Storia e coltivazione

Il mirtillo è un frutto coltivato in Italia, soprattutto nelle zone collinari e montane del Nord, dove trova un ambiente ideale. Cresce bene nei terreni acidi, ben drenati e ricchi di sostanza organica. Chi ha già coltivato azalee o rododendri sa che il terreno adatto è lo stesso.

Da diversi decenni i mirtilli sono entrati negli orti e nei giardini italiani, grazie alla semplicità e alla resa nel tempo. Una pianta può vivere molti anni e, con le giuste cure, continuare a produrre frutti ogni estate.

Appartiene al genere Vaccinium, della famiglia delle Ericacee. In natura si trovano varietà spontanee soprattutto nelle Alpi e nell’Appennino settentrionale. Oggi, grazie alla selezione, esistono molte varietà coltivabili anche in pianura, purché il terreno abbia le caratteristiche giuste.

Nota:

Chi ha poco spazio può coltivarli anche in vaso sul balcone o in terrazza, con buoni risultati, purché vengano rispettate le esigenze della pianta in fatto di suolo e esposizione.

Dal bosco al giardino

Nelle zone montane italiane, il mirtillo cresce anche allo stato selvatico, in piccoli cespugli. I frutti, raccolti a mano in estate, sono apprezzati da tempo, soprattutto per marmellate e dolci. In passato erano una risorsa importante per le famiglie che vivevano vicino ai boschi.

Negli ultimi decenni, la coltivazione si è diffusa anche in piccoli frutteti e orti familiari. È adatto a chi cerca piante perenni da frutto, facili da mantenere, che non occupano troppo spazio. Alcune varietà resistono bene al freddo invernale e sopportano gelate anche sotto i -20 °C, se il terreno è ben drenato e non ristagna l’acqua.

Origine e varietà coltivate in Italia

In Italia si coltivano soprattutto mirtilli a cespuglio alto (Vaccinium corymbosum), che producono frutti grandi e dolci. Sono i più diffusi nei vivai e si trovano facilmente anche nei mercati locali.

In alcune zone montane si trovano ancora varietà a cespuglio basso, più simili a quelle spontanee, con frutti più piccoli e sapore più intenso. Le coltivazioni più estese si trovano in Piemonte, Trentino-Alto Adige, Veneto e in alcune aree dell’Appennino.

La raccolta avviene tra giugno e agosto, a seconda della zona e della varietà. Le piante iniziano a fruttificare già dal secondo o terzo anno, ma danno il meglio dopo il quarto.

Basso cespuglio o alto cespuglio?

I mirtilli che crescono spontanei nelle zone montane italiane, come le Alpi e parte dell’Appennino, appartengono alla specie Vaccinium myrtillus. Sono arbusti bassi, spesso non superano i 30 cm di altezza, e crescono in piccoli cespugli sparsi nei sottoboschi acidi. I frutti sono piccoli, dal sapore intenso, e maturano a partire da metà estate.

Negli orti e nei frutteti si coltivano invece varietà derivate dal Vaccinium corymbosum, chiamate comunemente mirtilli a cespuglio alto. Possono superare il metro e mezzo d’altezza, producono bacche più grandi e dolci, e sono più adatti a un raccolto costante negli anni.

Le varietà di mirtilli a cespuglio alto si differenziano in due gruppi principali. Le selezioni più adatte al Nord Italia provengono da ambienti con inverni lunghi e freddi. Qui le piante hanno bisogno di almeno 800–1.000 ore sotto i 7 °C per fiorire regolarmente in primavera. Si sviluppano bene in collina e in montagna, tra i 400 e i 1.200 metri.

Esistono poi varietà adattate a climi più miti, adatte al Centro-Sud e alle zone litoranee. Crescono anche con inverni più brevi e non richiedono lunghi periodi freddi. Sono perfette per chi abita in zone dove raramente si scende sotto lo zero. In queste condizioni, fruttificano anche a quote basse, purché il terreno sia acido, ben drenato e protetto dal sole estivo nelle ore più calde.

Un altro gruppo, meno diffuso in Italia ma presente in alcune coltivazioni sperimentali, è quello dei cosiddetti “rabbiteye” (Vaccinium virgatum). Hanno bisogno di climi caldi e asciutti, e resistono meglio alla siccità. Hanno frutti più consistenti ma meno aromatici rispetto ad altre varietà.

Un po’ di chiarezza tra le varietà

Anche se i nomi possono creare confusione, la scelta dipende da due fattori: altitudine e tipo di inverno. In un orto di montagna, dove la neve è frequente e il gelo dura a lungo, funzionano bene le varietà nordiche. In un giardino in pianura, in Liguria o nel basso Lazio, conviene orientarsi su piante che non hanno bisogno di lunghi periodi freddi.

Esistono decine di cultivar registrate nei vivai italiani. Alcune si distinguono per la precocità del raccolto (giugno), altre per la dimensione dei frutti, altre ancora per la resistenza a piogge abbondanti o terreni più leggeri. È utile piantare almeno due varietà diverse, in modo da favorire l’impollinazione e ottenere più bacche, soprattutto nelle prime estati.

Usi popolari e tradizione italiana

In molte vallate alpine, il mirtillo è da sempre usato per fare sciroppi, marmellate e liquori. I frutti venivano essiccati e usati durante l’inverno. Le foglie, raccolte a fine estate, servivano per preparare infusi leggeri. Alcune comunità montane attribuivano proprietà digestive e calmanti a queste piante.

Il consumo fresco è più recente, legato alla coltivazione moderna. I frutti raccolti a mano, se ben maturi, hanno un gusto pieno, leggermente acidulo, che ricorda le estati in quota. Rispetto a quelli acquistati nei supermercati, spesso coltivati all’estero, i mirtilli italiani cresciuti in modo naturale sono più saporiti, meno duri e più profumati.

Le varietà da grande distribuzione sono selezionate per resistere ai lunghi trasporti, quindi tendono a essere più compatte, meno sensibili alla pressione e, spesso, meno aromatiche. Chi coltiva in casa può scegliere piante che danno meno frutti, ma con un sapore decisamente migliore.

Nutrizione

I mirtilli contengono molti antiossidanti e sostanze benefiche che aiutano a combattere diverse malattie. Oltre a rafforzare le difese naturali, contribuiscono a mantenere in equilibrio il metabolismo e a ridurre il rischio di disturbi cronici.

Nonostante le dimensioni ridotte, offrono un buon apporto di fibre, vitamina C, vitamina K, folati, polifenoli e magnesio. Sono utili anche per la memoria e la vista.

Diversi studi hanno dimostrato che consumarli ogni giorno può fare la differenza, soprattutto quando provengono da coltivazioni in terreni vivi, con buona presenza di microrganismi e materia organica. Quando vengono coltivati in modo biologico e senza lavorazioni pesanti del suolo, i livelli di antiossidanti aumentano.

Chi ha spazio in giardino o anche solo qualche vaso capiente sul balcone, può considerarne la coltivazione domestica. È un’alternativa molto più economica rispetto all’acquisto continuo, e garantisce frutti freschi per molti anni.

Una volta superata la fase iniziale, riescono ad adattarsi senza troppe esigenze. Tra l’altro, si inseriscono facilmente anche in un angolo ornamentale, visto che durante l’anno cambiano aspetto: dalla fioritura primaverile, al verde brillante estivo, fino alle tonalità rosse dell’autunno.

Propagazione

Molte persone pensano che moltiplicare i mirtilli sia complicato, ma non è così. In vivaio si trovano facilmente in vaso o a radice nuda.

Esistono diversi modi per avviarne di nuovi. Si possono prelevare i polloni che crescono accanto alla pianta madre oppure utilizzare talee, sia di legno tenero (in estate) che di legno duro (in inverno). La semina è tecnicamente possibile, ma richiede tempi molto lunghi e non è molto usata da chi coltiva in ambito familiare.

Il prelievo dei polloni è un’opzione abbastanza semplice, soprattutto quando la pianta madre è ben sviluppata. Le talee invece hanno bisogno di condizioni controllate per attecchire, come sabbia umida o perlite e una buona percentuale di ombra.

Come propagare i mirtilli in vaso o a radice nuda

Nei vivai fisici o online si trovano facilmente giovani piante di mirtillo già pronte per essere trapiantate. Alcune vengono vendute con pane di terra (in vaso), altre come tappi radicati, altre ancora a radice nuda, cioè senza terra.

Quando si acquistano fuori stagione, vengono inviate in fase di riposo. In primavera, invece, possono essere sistemate direttamente a dimora appena arrivate, specialmente se provengono da una zona con clima simile.

Non c’è differenza nel modo in cui vengono piantate: sia quelle in vaso che quelle a radice nuda seguono lo stesso procedimento. Si scava una buca larga il doppio della zolla e profonda quanto basta per mantenere il colletto al livello del terreno. Se le radici sono secche o compatte, è utile lasciarle in ammollo in acqua per una mezz’ora prima della messa a dimora.

Le piante più adatte per iniziare hanno tra 12 e 36 mesi. A questa età si adattano più facilmente e iniziano a produrre in tempi più brevi. Chi ha fretta di vedere i primi frutti dovrebbe orientarsi su esemplari già avviati, anche se il costo iniziale può essere più alto rispetto ad altri metodi di propagazione.

Propagazione dei mirtilli tramite polloni

Chi ha già un cespuglio ben sviluppato può ottenere nuove piante senza dover acquistare nulla. I polloni nascono alla base e, con un po’ di attenzione, si separano facilmente dalla pianta madre. Proprio come accade con le fragole, questi germogli si sviluppano con radici proprie e possono essere trapiantati in altri punti del giardino.

Serve solo una piccola vanga o una paletta per smuovere la terra intorno alla base, cercando di non danneggiare le radici. Una volta che il pollone è visibile, si può separare con le mani e rifinire con delle cesoie da potatura. Per aiutarlo ad attecchire meglio, si può sistemare in un vaso con metà terriccio universale e metà torba. Dopo qualche mese, quando mostra nuovi getti e ha preso forza, si può trapiantare direttamente a terra. Chi preferisce, può continuare a coltivarlo in vaso.

Propagazione dei mirtilli per talea

Un altro metodo, semplice e a basso costo, consiste nel prelevare porzioni di ramo da una pianta esistente e farle radicare nel terriccio. Ci sono due possibilità: talee legnose (in inverno) o talee più morbide, prelevate da nuovi rami in primavera. In ambiente professionale si preferisce il secondo metodo, perché le radici si formano più in fretta e con più probabilità di successo.

Talee di legno duro

Vanno prelevate quando la pianta è in riposo, tra fine inverno e l’inizio della primavera. Si può partire anche da una sola pianta madre, purché sia ben formata e in salute. Le varietà coltivate nel nord Italia, o in zone con un inverno ben marcato, rispondono meglio a questa tecnica. In aree più calde, il metodo è meno affidabile.

Si scelgono rami con diametro simile a quello di una matita, si tagliano con cesoie ben affilate e pulite in segmenti lunghi dai 30 ai 90 cm. La punta va rimossa. Ogni ramo si può poi dividere in pezzi da circa 15 cm, tagliando la parte inferiore con una leggera inclinazione, in modo da facilitare l’inserimento nel substrato. Le gemme presenti sullo stelo devono sempre guardare verso l’alto.

Ogni segmento si interra per metà o due terzi della lunghezza in un piccolo vaso pieno di torba o terriccio morbido. Una volta piantati, sembrano solo rametti infilati nel terreno. Servono umidità costante e un po’ di calore. La formazione delle radici può richiedere da 3 a 6 mesi. Un tappetino riscaldante impostato tra 18 e 21 °C può aiutare ad accelerare il processo. Anche l’uso di un prodotto stimolante per le radici può fare la differenza.

Quando si inizia a percepire una leggera resistenza tirando verso l’alto il rametto, vuol dire che le radici si sono formate. A quel punto si possono trapiantare in contenitori più grandi, arricchendo il substrato con corteccia di pino o segatura. Vanno poi messi a dimora definitiva durante l’inverno successivo, quando il terreno non è gelato.

Chi ha poco tempo in primavera può preferire questo metodo, perché le talee si preparano in un periodo dell’anno in cui c’è meno da fare in giardino. A differenza di quelle prelevate in primavera, queste possono essere lasciate all’aperto in aree con clima mite. L’unica accortezza è proteggerle dal freddo durante il primo inverno.

Propagazione del mirtillo per talea erbacea (talee di conifere)

Molti appassionati di giardinaggio preferiscono questo metodo per via della rapidità: servono circa 6-8 settimane per vedere le prime radici. Con un po’ di attenzione in più, si può riuscire a ottenere nuove piante pronte da sistemare in piena terra già nello stesso anno.

Il momento adatto per iniziare è la primavera, quando gli arbusti cominciano ad allungare i nuovi rami. Si parte scegliendo un cespuglio sano, ben formato e con rami verdi e flessibili appena spuntati. Gli strumenti da taglio vanno sempre puliti con una soluzione di acqua e candeggina (1 parte di candeggina e 9 di acqua) per evitare la diffusione di malattie.

Si prelevano porzioni lunghe circa 10 cm dalle punte dei rami giovani e teneri. Subito dopo, vanno tolte le foglie più in basso, lasciando solo 2 o 3 paia di foglie nella parte alta.

Questi piccoli steli non devono mai restare all’asciutto. Vanno interrati subito a una profondità di circa 5 cm, cioè la metà della lunghezza totale, in un terriccio leggero o in una miscela di torba e muschio. È importante evitare l’esposizione diretta al sole e garantire un livello costante di umidità per almeno due mesi. Una copertura trasparente può aiutare a mantenere l’ambiente umido e stabile.

Controlli quotidiani permettono di prevenire problemi come l’eccessiva secchezza o l’insorgere di muffe. Quando si notano nuove radici e piccoli getti, è possibile trapiantare in vasi oppure sistemare le giovani piante in un angolo riparato dell’orto o del giardino.

Piantatura

Polloni, talee, tappi o piante di mirtilli in vaso, il processo di trapianto è un gioco da ragazzi! I mirtilli sono piantati in modo molto simile alla comune frutta e verdura da giardino.

Quando piantare i mirtilli

I cespugli giovani possono essere messi a dimora in primavera, una volta passate le gelate. Per le piante più grandi o a radice nuda va bene anche l’autunno, purché il terreno non sia ancora gelato. Conviene scegliere e sistemare la zona con un po’ di anticipo, così si può verificare il pH, controllare il drenaggio ed eventualmente arricchire il suolo con materiale organico.

Nel caso di acquisti online, se arrivano piante a radice nuda o piccoli tappi, è preferibile piantarli subito, entro 2 o 3 giorni. Le radici devono restare umide, e le piante non devono mostrare segni di sofferenza. In caso servisse conservarle per qualche giorno, si possono avvolgere in panni bagnati e tenere in frigo fino a una settimana. Le piante in vaso possono rimanere nei contenitori anche più a lungo.

Come piantare

Per prima cosa si scava una buca larga almeno il doppio, meglio se il triplo, rispetto al vaso o alla zolla. La profondità dovrebbe superare leggermente l’altezza del contenitore. Prima di interrare le radici nude, è utile metterle in ammollo in una bacinella d’acqua a temperatura ambiente, così si idratano completamente.

Quando si inserisce la pianta, il livello del suolo dev’essere lo stesso che aveva nel vaso. Le radici vanno sistemate in modo che si allarghino in modo naturale. Il terreno tolto dalla buca può essere riutilizzato mescolandolo con materiali organici come trucioli di legno, segatura o torba bagnata.

Nel caso della torba secca, conviene lasciarla in ammollo in un secchio prima di aggiungerla, perché tende ad assorbire l’umidità dal terreno circostante se non è ben idratata. Una volta riempita la buca, è importante annaffiare abbondantemente per favorire l’aderenza del terreno alle radici.

Distanze tra i cespugli

La distanza dipende dal tipo di varietà e da come si vuole impostare l’area coltivata. Le varietà nane, più compatte, vanno distanziate di circa 60–90 cm. Le varietà ad arbusto grande hanno bisogno di almeno 1,5–1,8 metri tra le piante e circa 3 metri tra le file. Quelle più grandi, come le “occhio di coniglio”, richiedono fino a 2,5 metri tra i cespugli e 3,5 metri tra le file, a meno che non vengano potate con regolarità.

Chi preferisce lasciare spazio per il passaggio o per la raccolta può aumentare la distanza tra le file in base alle proprie attrezzature. Chi coltiva in spazi più contenuti può usare distanze più strette, pacciamando bene con cippato o tessuti traspiranti.

I mirtilli si possono anche integrare in aiuole decorative. In questo caso, si calcola lo spazio tra le piante come indicato sopra. Le varietà più basse si adattano bene anche a piantagioni fitte, simili a quelle che si vedono in natura.

Pacciamatura dei cespugli di mirtilli

Per avere un buon raccolto, i cespugli di mirtilli devono essere pacciamati abbondantemente, circa 5–7 cm di materiale attorno al gambo della pianta. La pacciamatura aiuta a mantenere l’umidità nel terreno e a proteggere le radici dalle temperature troppo alte o troppo basse. I materiali ideali per il pacciame sono aghi di pino, trucioli di legno, foglie, corteccia o segatura. È meglio evitare pacciami trattati o colorati, poiché potrebbero contenere sostanze che danneggiano le piante.

Alcuni giardinieri aggiungono anche il tessuto paesaggistico sopra il pacciame organico, così da ridurre la crescita delle erbacce e aumentare il calore nel terreno. Ogni anno è necessario aggiungere nuovo pacciame per mantenere la protezione delle radici e contribuire al rifornimento di materia organica, in particolare per i cespugli di mirtilli con radici poco profonde.

Cura dei mirtilli del primo anno

Nel primo anno di crescita, è importante rimuovere i fiori che si sviluppano, così che la pianta possa concentrare le sue energie nell’espansione delle radici. Sebbene la tentazione di raccogliere le bacche possa essere forte, eliminare i fiori favorisce uno sviluppo più solido della pianta. Anche se le piante di mirtillo possono iniziare a produrre frutti già dal secondo anno, alcuni giardinieri preferiscono aspettare il terzo o il quarto anno, rimuovendo fiori anche nei primi anni, per favorire una raccolta abbondante in futuro.

I mirtilli producono frutti nel primo anno?

Sebbene i cespugli di mirtilli possano fiorire e dare alcuni frutti nel primo anno, è meglio rimuoverli. Per ottenere una pianta forte e sana, basta togliere i fiori a mano, in modo che l’energia della pianta venga indirizzata alla crescita delle radici. Questo porterà a una produzione migliore nel lungo periodo.

Come coltivare i mirtilli

I mirtilli sono piante che richiedono poca manutenzione una volta che si sono ben adattati al terreno. La fase iniziale richiede più attenzione, inclusa la preparazione del terreno, l’aggiunta di amendanti, la rimozione dei fiori e la potatura. Dopo i primi 1-2 anni, la cura consiste principalmente nell’irrigazione e nella potatura.

Esposizione al sole

I mirtilli crescono meglio in zone che ricevano 6-8 ore di sole diretto ogni giorno. Alcune varietà tollerano l’ombra parziale, specialmente nel pomeriggio, e possono essere inserite in giardini ornamentali. Tuttavia, un’ombra eccessiva può ridurre la produzione di frutta, quindi è importante che i mirtilli abbiano abbastanza luce per una buona fruttificazione.

Irrigazione

Poiché i mirtilli hanno radici superficiali, necessitano di molta acqua, specialmente durante la fase di insediamento, quando sono più vulnerabili alla siccità. Se non ricevono acqua sufficiente durante la stagione di crescita, le piante possono crescere in modo debole e produrre meno frutti.

L’irrigazione a goccia è il metodo migliore per annaffiare i mirtilli, poiché consente di dirigere l’acqua direttamente alla base della pianta. Inoltre, può essere automatizzata con un timer, riducendo il lavoro manuale. I mirtilli necessitano di circa 2,5–5 cm di acqua settimanali, provenienti dalla pioggia o dall’irrigazione supplementare. L’uso di pacciamatura profonda con materiali come segatura, foglie, trucioli di legno, corteccia o compost aiuta a mantenere l’umidità attorno alle radici.

Se i mirtilli sono coltivati in contenitori, è importante fornire un’irrigazione accurata una volta alla settimana o ogni volta che il terreno risulti asciutto al tatto. Il terreno non dovrebbe mai seccarsi completamente, né rimanere troppo bagnato.

Tipo di terreno

I mirtilli preferiscono terreni acidi con un pH tra 4,0 e 4,8. Per determinare il pH, è consigliabile fare un test del terreno. I fondi di caffè e gli aghi di pino sono buoni per abbassare il pH, mantenendo un ambiente biologico favorevole. Se le foglie di mirtillo ingialliscono tra le venature, ciò indica che il pH del terreno è troppo alto, il che può rallentare la crescita e ridurre la resa. Ogni anno si possono aggiungere aghi di pino, foglie di quercia o corteccia di legno per mantenere l’ambiente acido.

Il terreno sabbioso è l’ideale per i mirtilli, poiché offre un buon drenaggio e una buona aerazione. Se il terreno è pesante, si consiglia di preparare il sito di impianto scavando buche più ampie e aggiungendo sabbia o materia organica per migliorare il drenaggio. I mirtilli hanno difficoltà a crescere in terreni argillosi, quindi spesso si usano letti rialzati con materia organica per coltivarli in questi terreni.

Il terreno deve essere ricco di materia organica, che può essere aggiunta con compost, foglie, segatura, corteccia di legno, muschio di torba e aghi di pino. Il contenuto di materia organica dovrebbe essere almeno del 3%. È utile arricchire il terreno con colture di copertura o compost la stagione prima della semina.

Per coltivare mirtilli in contenitori, la miscela ideale di terriccio è composta per metà da muschio di torba e per metà da corteccia di pino sminuzzata. Prima di preparare questa miscela, assicurati di bagnare bene il muschio di torba, così da evitare che assorba troppa acqua, privando la pianta di umidità.

Clima e temperatura

I mirtilli sono resistenti a una varietà di temperature e condizioni climatiche. Possono tollerare gelate forti durante il periodo di dormienza e anche gelate durante la fase di crescita. Se nella zona ci sono inverni molto rigidi o gelate tardive in primavera, potrebbe essere necessario proteggere le piante con una copertura, come una rete per file o una schiuma da vivaio, a seconda della varietà coltivata.

Quali temperature possono tollerare i mirtilli?

I mirtilli sono piante perenni legnose che sopportano temperature molto basse fino a -30°C, quando sono nella fase di dormienza. Una copertura invernale come il pacciame spesso o uno strato di neve è ideale per proteggere le varietà di mirtilli più resistenti al freddo. Tuttavia, quando i boccioli si aprono e inizia la fioritura in primavera, la resistenza al freddo diminuisce e le piante hanno bisogno di protezione dalle gelate tardive.

Requisiti di raffreddamento per i mirtilli

La variabile climatica più importante per i mirtilli sono le ore di raffreddamento. Questo significa che, per crescere correttamente e produrre fiori e foglie, i mirtilli devono essere esposti a temperature inferiori a 7°C, ma superiori a 0°C, per un determinato periodo di tempo.

La quantità di raffreddamento necessaria dipende dalla varietà di mirtillo. Viene misurata in base al numero di ore, un dato che la stazione meteorologica locale o il servizio di estensione può fornire. Anche una mappa delle ore di freddo può essere utile per determinare il numero di ore che ci si può aspettare nella propria zona.

Le ore di freddo sono fondamentali per la crescita dei cespugli di mirtillo. Se non vengono raggiunte abbastanza ore di freddo in inverno, le fioriture potrebbero non aprirsi in primavera o potrebbero essere disomogenee, portando a una produzione di frutta irregolare.

Ecco una panoramica delle necessità in termini di ore di freddo, ma per avere informazioni più precise è sempre consigliato rivolgersi al servizio di estensione locale. Nei climi settentrionali, con inverni rigidi, i requisiti di raffreddamento di solito non sono un problema. Tuttavia, nelle zone più calde del sud, è consigliabile piantare varietà di mirtilli specifiche, come quelle a “occhio di coniglio”, che non necessitano di tante ore di freddo per fiorire. Le varietà che richiedono molte ore di freddo (800-1.000 ore) potrebbero non produrre abbondantemente nei climi caldi, dove non riescono a ricevere abbastanza ore di freddo.

In generale, le varietà “ad alto freddo” (800-1.000 ore) sono adatte per il nord, mentre quelle “a basso freddo” (150-800 ore) sono più indicate per le zone meridionali. Per maggiori dettagli, è utile consultare il servizio di estensione locale.

Fertilizzazione

I mirtilli non necessitano di concimazioni frequenti e, generalmente, vanno fertilizzati solo una volta all’anno. Non è necessario concimare durante la semina, ma è meglio farlo l’anno successivo. Il periodo migliore per la concimazione è in primavera, proprio quando i boccioli iniziano a rompersi. In questo modo, il fertilizzante avrà il tempo di penetrare nel terreno e sarà disponibile per l’assorbimento da parte della pianta, quando entrerà nella fase di crescita di foglie, fiori e frutti.

È preferibile evitare fertilizzanti con un alto contenuto di azoto, come i nitrati sintetici, che potrebbero danneggiare le piante. Invece, si consiglia di usare fonti di azoto organico a rilascio lento, come la farina di sangue o quella di pesce. La farina d’ossa e le alghe possono essere utilizzate per fornire gli oligoelementi necessari alla crescita dei mirtilli.

Come per rododendri e azalee, anche un fertilizzante organico multiuso per piante acidofile può essere una scelta ideale. È importante distribuire il fertilizzante sulla superficie del terreno, senza disturbare la zona delle radici.

Manutenzione e Potatura

La potatura è essenziale per la salute e la produttività delle piante di mirtillo, e influisce anche sul loro aspetto. Un buon intervento di potatura garantisce una crescita aperta delle piante, favorendo il flusso d’aria. Inoltre, stimola la produzione di nuovi rami e migliora la qualità dei frutti, convogliando l’energia della pianta nei frutti anziché nelle foglie. L’obiettivo principale della potatura è rimuovere parte della crescita vecchia per favorire la nuova senza compromettere la produzione di bacche per l’anno successivo.

I mirtilli devono essere potati una volta all’anno, alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera, spesso quando il terreno è ancora coperto di neve e le piante sono dormienti. La potatura segue lo stesso procedimento per tutte le varietà di mirtilli.

Si consiglia di utilizzare potatori ben igienizzati e affilati o una sega pieghevole per rimuovere rami morti, danneggiati o incrociati. È fondamentale eliminare i rami che si sfregano tra loro, poiché potrebbero diventare un ricettacolo per malattie. Per le piante giovani, è bene tagliare un terzo dei rami più vecchi, finendo fino a terra per stimolare una crescita nuova e produttiva.

Se si rimuove un ramo più vecchio su tre ogni anno, si avrà una buona produzione di mirtilli la primavera successiva. Le canne che hanno un diametro maggiore di 2,5 cm vanno rimosse, mentre quelle produttive, con diametro tra 1 e 2,5 cm, devono essere mantenute.

Le potature rimosse vanno smaltite per prevenire malattie.

Impollinazione

I mirtilli sono impollinati da api e altri insetti locali. Se i fiori non vengono visitati e impollinati, non produrranno frutti. È quindi importante mantenere un habitat ricco di fiori per attirare gli impollinatori nelle vicinanze.

Molti giardinieri piantano lupini accanto ai mirtilli, poiché sono fioriti che fissano l’azoto e attirano impollinatori. Altre piante ideali includono facelia, alisso bianco, timo, girasoli, lillà e azalee, che con i loro fiori profumati attirano una grande varietà di impollinatori.

Parassiti e malattie dei mirtilli

I mirtilli, essendo originari del Nord America, sono stati esposti a numerosi agenti patogeni e parassiti che li attaccano, proprio come noi amiamo gustarli. Tuttavia, la buona notizia è che la prevenzione e il trattamento biologico sono facilmente attuabili anche in giardino. I mirtilli sono piante abbastanza robuste e resistono alla maggior parte dei problemi con cure adeguate, un buon terreno e una corretta potatura invernale.

Cancro batterico

Il cancro batterico è una malattia che entra nella pianta attraverso le ferite nel legno. Per questo motivo, è importante eseguire una potatura corretta e ben igienizzata. I primi segnali di questa malattia si manifestano alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera, con lesioni di colore marrone o nero, germogli appassiti e macchie rossastre sul tronco.

È necessario rimuovere immediatamente i rami infetti e usare strumenti sterili per ogni potatura successiva. Inoltre, la protezione contro il gelo è fondamentale, poiché i batteri possono penetrare nel legno attraverso le aree danneggiate dal freddo.

Galla della corona

Questa malattia batterica inizia dal tronco della pianta, dove si formano escrescenze vicino alle radici, simili a tumori. Le galle possono estendersi lungo il tronco e gli steli, cambiando colore dal marrone chiaro a scuro o addirittura nero.

L’unico modo per eliminare queste formazioni è rimuoverle con un coltello da potatura e sigillare le ferite con un prodotto sigillante. Il miglior metodo preventivo consiste nel limitare l’irrigazione, piantare i mirtilli in modo che le radici non siano troppo profonde e fare attenzione a non danneggiare il legno durante la potatura.

Marciume della frutta da Alternaria

Questo fungo attacca i mirtilli tra la fase di fioritura tardiva e quella di fruttificazione. Può germinare su ramoscelli morti e infetti, perciò è importante rimuovere i rami durante la potatura invernale.

Il marciume della frutta può causare deformazioni nei frutti, muffa grigiastra e cicatrici sulle foglie. Per prevenire la diffusione, è possibile applicare fungicidi biologici come l’equiseto o il rame durante la stagione dormiente. Inoltre, mantenere una buona distanza tra le piante e irrigare a goccia sono ottimi metodi preventivi.

Bacca della mummia

La bacca della mummia è una malattia causata da un fungo che danneggia gravemente i frutti. La malattia si manifesta inizialmente con foglie morte, germogli appassiti e fiori che non riescono a sbocciare correttamente.

Il trattamento prevede l’applicazione di pacciamatura profonda a fine inverno e inizio autunno, seguita da un trattamento con fungicida biologico in primavera, nel caso in cui si noti la presenza di frutti mummificati.

Oidio

L’oidio è un fungo che infetta molte piante da giardino, tra cui i mirtilli, soprattutto in ambienti umidi e con scarsa circolazione dell’aria. Il primo segno di questa malattia è una polvere bianca sulla parte superiore delle foglie, che poi si trasforma in piccole macchie nere o ingiallimenti su foglie, steli e fiori.

Il trattamento prevede l’uso di olio di neem, bicarbonato di sodio o bicarbonato di potassio. È importante anche garantire una buona ventilazione tra le piante e irrigare a goccia per evitare l’eccessiva umidità.

Coleotteri

Diverse specie di coleotteri, tra cui i coleotteri delle pulci e i coleotteri giapponesi, possono danneggiare i mirtilli mangiando le foglie, lasciandole scheletrate o perforate.

Per prevenire questo danno, si consiglia di utilizzare la copertura delle file durante la primavera prima della fioritura e piantare colture benefiche per gli insetti. Inoltre, i nematodi parassiti e l’olio di neem sono soluzioni efficaci per controllare i coleotteri che si nutrono delle foglie.

Punteruolo dei fiori di mirtillo

Se si notano coleotteri di colore marrone-rossastro con macchie bianche che si aggirano sui fiori, è probabile che si tratti del punteruolo dei fiori di mirtillo. Questi insetti danneggiano gravemente i fiori e, di conseguenza, il raccolto. Per prevenirli, è possibile scuotere gli steli per farli cadere e considerare l’uso di nematodi benefici per tenere sotto controllo l’infestazione.

Afidi

Gli afidi, insetti succhiatori di linfa bianchi, si attaccano alle piante di mirtillo e formano una sostanza appiccicosa sulle foglie. Il controllo può essere effettuato con sapone insetticida o olio di neem. Un getto d’acqua forte può anche rimuovere gli afidi dalle piante. Le coccinelle sono ottime alleate, poiché le loro larve possono mangiare fino a 5.000 afidi a settimana.

Uccelli

Gli uccelli e i cervi sono un problema comune per i coltivatori di mirtilli. Gli uccelli mangiano i frutti, mentre i cervi danneggiano i cespugli di mirtilli. Per proteggere le piante, si può usare una rete per uccelli, una copertura delle file o anche un cane da guardia.

Se non si possiedono animali domestici, recinzioni, irrigatori attivati dal movimento (solo sul perimetro) e repellenti per cervi possono essere utili soluzioni.

Per concludere

I mirtilli hanno bisogno di un terreno acido (pH 4,0-4,8), ben drenato e ricco di sostanza organica. Crescono meglio in pieno sole e richiedono molta acqua, soprattutto nei primi anni. Per una buona produzione, è utile concimarli in primavera con fertilizzanti organici (come farina di pesce o sangue) e pacciamare con corteccia o aghi di pino.

Nei primi 1-2 anni, è consigliabile rimuovere i fiori per favorire lo sviluppo delle radici, mentre la potatura invernale aiuta a mantenere la pianta produttiva. Scegliere una varietà adatta al proprio clima è essenziale per ottenere frutti abbondanti.

Dal nostro Magazine:

Fonte:

  • How to Plant, Grow, and Care For Blueberries

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Like
Close
Quando Si Pianta by Agenzia Eco Web Srl
© Copyright 2020. Tutti i diritti riservati.
Close
Preferenze Privacy