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Quando si coltiva la lavanda, lavorazione del terreno, semina e trapianto

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La semina va effettuata in primavera, tra marzo e aprile. I semenzali vanno trapiantati a dimora quando raggiungono i 5-10 cm di altezza. Per la messa a dimora, la lavanda predilige un terreno ben drenato, ricco di sostanza organica e minerali, con pH leggermente alcalino. Annaffiature moderate e costanti sono preferibili ai ristagni idrici. Concimazioni bilanciate in primavera e corrette potature dopo la fioritura permettono di ottenere piante sane e rigogliose.

La lavanda è una pianta aromatica sempreverde particolarmente coltivata da seme e da talea amata per il suo inconfondibile profumo e le sue proprietà benefiche. Appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, cresce spontanea nelle regioni del bacino del Mediterraneo. Esistono diverse specie di lavanda, ma quella più coltivata e conosciuta è la Lavandula angustifolia, caratterizzata da fusti legnosi, foglie lanceolate e spieghe fiorite di colore lillablu.

Da un punto di vista nutrizionale non è particolarmente ricca, tuttavia presenta Notevoli proprietà aromatiche e terapeutiche. L’olio essenziale ricavato dai suoi fiori viene infatti impiegato in cosmetica, erboristeria e nella produzione di saponi e candele profumate. In cucina la lavanda viene utilizzata per aromatizzare dolci, marmellate, alcolici e piatti a base di carne e pesce, grazie al suo delizioso gusto floreale che ricorda il miele. È perfetta anche per infusi rilassanti e per arredare giardini.

Come coltivare la lavanda in terra e in vaso

È possibile coltivarla sia in terra che in vaso, seguendo alcuni semplici accorgimenti. Per la coltivazione in terra, la lavanda predilige un terreno ben drenato, leggermente calcareo o sabbioso. Va messa a dimora in una posizione soleggiata e riparata dal vento. Il terreno va preparato con un po’ di sabbia e ghiaia sul fondo per favorire il drenaggio. Le piante vanno distanziate di 30-40 cm l’una dall’altra.

Per coltivare la lavanda in vaso, è importante scegliere vasi con buchi sul fondo e un terriccio specifico per piante aromatiche e fiorite. Anche in vaso la lavanda necessita di una posizione a pieno sole. Annaffiature regolari evitando i ristagni idrici. In entrambi i casi, la lavanda gradisce potature leggere dopo la fioritura per mantenersi sana e produttiva. Con queste semplici cure, si potranno ottenere belle fioriture abbondanti e profumate sia in giardino che in terrazzo.

Posizione ideale per piantare e coltivare la lavanda

La posizione ideale è in pieno sole. Questa pianta ha bisogno di essere esposta alla luce diretta del sole per almeno 6-8 ore al giorno. La lavanda predilige posizioni soleggiate e arieggiate, evitando zone in ombra permanente dove non fiorirebbe bene. L’ideale è scegliere un luogo riparato, per esempio vicino a una parete o recinzione, per proteggere le piante dal vento forte.

Ottimali sono le esposizioni a sud e a sud-ovest. Ne beneficeranno fioritura, crescita e aroma delle piante. Anche in vaso, è bene collocare la lavanda in una posizione luminosissima, come un balcone o terrazzo ben esposto al sole.

Specifiche di coltivazione

  • Semina: Marzo – Giugno
  • PH Terreno: 6,7 – 7,3
  • Sole: 8 Ore Giorno
  • Tipologia Terreno: Argilloso e Calcareo

Quando e come seminare la lavanda

Il periodo ideale per seminare la lavanda va da fine inverno alla primavera. Le semine si possono effettuare sia in semenzaio che direttamente a dimora. Per la semina in semenzaio, riempire piccoli contenitori con terriccio e interrare i semi a una profondità di 0,5 cm, coprendoli appena con altro substrato. Mantenere il terreno umido con annaffiature leggere e costanti. Quando le piantine raggiungono i 5 cm di altezza, si può procedere al trapianto in piena terra o in un vaso più grande.

Per la semina diretta, preparare il terreno smuovendolo e livellandolo. Creare piccoli solchi distanziati 25 cm e interrare i semi a circa 1 cm di profondità. Compattare leggermente e innaffiare con regolarità. La lavanda richiede un terreno ben drenato e soleggiato. Le semine vanno effettuate da marzo a maggio. Per favorire la germinazione, è bene mantenere il terreno umido nei primi periodi dopo la semina.

Quali sono le condizioni di luce e temperatura ideali per la semina della lavanda?

Le condizioni ideali per la semina della lavanda sono:

  • Luce: la lavanda necessita di una posizione molto luminosa e soleggiata per germinare e crescere al meglio. Va quindi seminata in un luogo che riceve almeno 6-8 ore di luce solare diretta al giorno.
  • Temperatura: per favorire una buona germinazione dei semi, la temperatura ideale è compresa tra i 15°C e i 20°C. Temperature troppo rigide o eccessivamente calde possono compromettere o rallentare la nascita delle piantine.
  • Terreno: il terreno deve essere ben drenato, con l’aggiunta di sabbia o ghiaia sul fondo, e mantenuto umido ma non bagnato dopo la semina.
  • Periodo: la semina va effettuata in primavera, tra marzo e maggio, per sfruttare le condizioni ottimali di luce e temperatura che favoriscono la germinazione in questa stagione.

Rispettando questi fattori, si potrà ottenere una buona germinazione dei semi di lavanda e avere piantine sane e vigorose.

Quando e come trapiantare le piantine di lavanda

Il trapianto delle piantine di lavanda va effettuato quando le piante sono ancora piccole, orientativamente con un’altezza di 5-10 cm. Il periodo migliore è la primavera, dopo le ultime gelate quando le temperature non scendono più sotto i 10°C. I mesi ideali sono aprile e maggio. Per trapiantare, preparare il terreno della dimora finale smuovendolo e concimandolo. Scavare buche profonde il doppio del pane di terra della piantina, distanziandole di 30-40 cm l’una dall’altra.

Estrarre con cura le piantine dal semenzaio o dal vaso facendo attenzione a non danneggiare l’apparato radicale. Posizionarle nella buca, ricoprire con terra e pressare delicatamente attorno al fusto. Annaffiare abbondantemente dopo il trapianto e ombreggiare nelle ore più calde per qualche giorno.

Terreno ideale, concimazione e come irrigare la piantagione di lavanda

Il terreno ideale è di tipo calcareo o sabbioso, ben drenato, con pH leggermente alcalino. Prima della messa a dimora, è bene incorporare al terreno sabbia e pietrisco sul fondo per favorire il drenaggio ed evitare ristagni idrici dannosi per le radici. La concimazione va effettuata in primavera con concimi granulari specifici per piante aromatiche e fiorite, ricchi di potassio e fosforo.

Apporti regolari di compost maturo aiutano a mantenere la fertilità del terreno. Per l’irrigazione, la lavanda non necessita di abbondante acqua. Meglio prediligere annaffiature moderate ma frequenti, evitando di bagnare eccessivamente il terreno. Nei periodi di siccità prolungata, è consigliabile irrigare ogni 7-10 giorni.

Potatura

La potatura è importante per mantenere sane e produttive le piante. Si effettua solitamente due volte l’anno: la prima dopo la fioritura, la seconda in autunno. Dopo la fioritura, andrebbero potati i fiori appassiti tagliando lo stelo subito sotto l’infiorescenza. In questo modo si stimola una seconda fioritura. In autunno si effettua una potatura più decisa, accorciando di 1/3 gli steli che hanno fiorito durante l’anno.

Questo serve per stimolare una rigogliosa fioritura nella primavera successiva. La potatura è consigliabile anche per contenere le piante, rimuovere parti secche o danneggiate e favorire un buon ricircolo d’aria. Uno o due interventi di potatura all’anno assicurano piante di lavanda sane, dalla forma ordinata e abbondanti fioriture annuali.

Dopo quanto tempo fiorisce la lavanda dalla messa a dimora

Il tempo che intercorre tra la messa a dimora e la prima fioritura dipende da diversi fattori. Le piante ottenute da seme impiegano circa un anno e mezzo prima di fiorire. Quelle propagate per talea fioriscono generalmente dopo il primo anno dal trapianto.

Molto dipende anche dalle condizioni di coltivazione: terreno fertile, posizione soleggiata, irrigazioni moderate. Con cure adeguate, si accorcia il tempo per la fioritura. In media, la maggior parte delle varietà di lavanda fiorisce per la prima volta a partire dal secondo anno successivo alla messa a dimora o al trapianto.

Malattie e parassiti della lavanda

Tra le principali malattie fungine vi è la muffa grigia, causata dal fungo Botrytis cinerea, che provoca appassimento dei fiori e marciume delle parti basali. Si previene con ambienti aerati e asciutti. L’oidio è riconoscibile dalla presenza di un lieve feltro biancastro sulle foglie. Si manifesta con temperature miti e scarsa ventilazione. Si previene con fungicidi specifici. Tra i parassiti, la cocciniglia cotonosa è particolarmente insidiosa.

Provoca ingiallimento delle foglie e debolezza della pianta. Si elimina manualmente o con olio bianco. Anche afidi e aleurodidi possono infestare la lavanda. Insetticidi naturali a base di piretro sono efficaci. Controllare frequentemente le piante e allontanare subito parti infette. Con ambiente sano e cure adeguate la lavanda cresce rigogliosa e fiorisce abbondantemente.

Proprietà e controindicazioni della lavanda

La lavanda, pianta officinale mediterranea, è rinomata per le sue proprietà calmanti e rilassanti, utili per combattere stress, ansia e insonnia. I suoi fiori e le parti aeree contengono terpeni come linalolo e linalil acetato, oltre a composti fenolici e tannini. Grazie a questi principi attivi, la lavanda possiede anche proprietà antispasmodiche, analgesiche, espettoranti, antimicrobiche e cicatrizzanti.

Per beneficiare delle sue virtù, è possibile utilizzare l’olio essenziale in bagni caldi, massaggi o inalazioni, oppure assumere estratti secchi titolati. Sebbene generalmente ben tollerata, è importante non superare le dosi consigliate e diluire adeguatamente l’olio essenziale per evitare irritazioni cutanee. La lavanda è sconsigliata in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini sotto i 6 anni.

Se usata correttamente, questa pianta può essere un valido aiuto per migliorare il benessere psicofisico in modo naturale.

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