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Coltivazione e usi della camomilla: Una guida completa per questa pianta officinale

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Coltivare la camomilla è semplice, la semina avviene in primavera direttamente in vaso o in piena terra, mescolando i semi con sabbia per distribuirli bene. In alternativa, in estate si possono seminare in semenzaio e trapiantare in autunno. Non ha bisogno di cure particolari, l'importante è che il terreno sia ben drenato. Annaffiature moderate e concimazioni organiche occasionali sono sufficienti per ottenere una rigogliosa fioritura che potremo raccogliere e utilizzare fresca o essiccata per rilassanti tisane e infusi digestivi.

La camomilla è una pianta erbacea dalle molteplici virtù, ampiamente utilizzata fin dall’antichità per le sue proprietà curative e cosmetiche. Coltivare questa pianta officinale nel proprio orto o giardino è un’attività semplice e gratificante, che permette di avere sempre a disposizione fiori freschi da utilizzare per preparare infusi calmanti, impacchi lenitivi o rimedi naturali.

In questa guida completa esploreremo tutti gli aspetti legati alla coltivazione e agli usi della camomilla, dalle tecniche di semina ai metodi di essiccazione, passando per le caratteristiche botaniche e le proprietà benefiche.

Caratteristiche botaniche e riconoscimento

La camomilla (Matricaria chamomilla) è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Composite. Presenta un fusto eretto alto circa 50 cm, molto ramificato, e foglie di colore verde chiaro. I suoi fiori, detti capolini, sono numerosi e profumati, e compaiono in un arco di tempo che va da maggio a settembre.

È facile riconoscere la camomilla vera dall’inconfondibile aroma che emana, che la distingue dalla falsa camomilla (Anthemis arvensis), con cui può essere facilmente confusa. La camomilla cresce spontaneamente in molte regioni, ma è anche ampiamente coltivata per i suoi molteplici usi. È considerata una pianta officinale dalle proprietà calmanti, digestive, antispasmodiche, decongestionanti e analgesiche, che la rendono un rimedio naturale molto apprezzato.

Tecniche e periodi ideali

La semina della camomilla può essere effettuata seguendo due modalità: a spaglio o in file. Nel primo caso, i semi vengono sparsi uniformemente sull’area prescelta, mentre nel secondo sono deposti in piccoli solchi.

È importante non esagerare con la quantità di semi per evitare una crescita eccessivamente fitta delle piantine, che andranno successivamente diradate. I periodi migliori per la semina sono l’autunno (settembre-ottobre) e la primavera (aprile-giugno). Dopo la semina, il terreno va irrorato delicatamente per favorire la germinazione.

Nelle fasi iniziali di crescita, è necessario procedere con irrigazioni regolari, che potranno essere progressivamente ridotte man mano che le piantine si rafforzeranno.

Terreno e clima ideale

La camomilla predilige terreni ben drenati e asciutti, anche se poveri di sostanze nutritive. È una pianta che tollera bene la siccità e non necessita di particolari concimazioni dopo l’iniziale apporto di sostanza organica durante la preparazione del terreno. L’esposizione ideale è in pieno sole, in quanto la camomilla richiede molte ore di luce diretta per svilupparsi al meglio.

Nonostante sia una pianta rustica, predilige climi temperati e si adatta facilmente a diverse condizioni climatiche, purché non vi siano gelate prolungate o eccessivo calore. Le regioni mediterranee rappresentano l’habitat perfetto per la sua coltivazione.

  • Puoi coltivare la camomilla insieme ai lamponi

Concimazione e irrigazione

Come accennato, la camomilla non richiede particolari concimazioni dopo l’apporto iniziale di sostanza organica durante la preparazione del terreno. Tuttavia, un leggero apporto di fertilizzante naturale a base di pollina o humus può rivelarsi utile per favorire una migliore fioritura.

Per quanto riguarda l’irrigazione, la camomilla è una pianta molto resistente alla siccità e, una volta radicata, non necessita di annaffiature frequenti. È sufficiente mantenere il terreno leggermente umido nelle prime fasi di crescita, mentre in seguito le innaffiature potranno essere ridotte al minimo, limitandole ai soli periodi di prolungata assenza di piogge.

Puoi coltivare la camomilla insieme a: Cipollefagiolicetriolibroccolicavolfiore.

Varietà di camomilla: Romana e comune

Esistono due principali varietà di camomilla coltivata: la camomilla romana (Chamaemelum nobile) e la camomilla comune (Matricaria chamomilla). Entrambe contengono gli stessi principi attivi e sostanze nutritive, ma la camomilla romana è maggiormente impiegata in campo erboristico in quanto presenta una concentrazione più elevata di questi composti benefici.

A livello botanico, le due varietà presentano caratteristiche molto simili, con poche differenze nell’aspetto dei fiori e delle foglie. Per il consumo domestico o la coltivazione amatoriale, la camomilla comune rappresenta comunque un’ottima scelta, essendo più facilmente reperibile e resistente.

Raccolta dei fiori: Quando e come farla

La raccolta dei fiori di camomilla avviene generalmente nel tardo pomeriggio o la sera, dopo una giornata asciutta e soleggiata. È possibile raccogliere i fiori singolarmente, staccandoli delicatamente dal fusto, oppure tagliare l’intera pianta a circa 10 cm da terra.

Il periodo migliore per la raccolta è compreso tra maggio e settembre, quando i capolini sono pienamente sbocciati. Per preservare al meglio le proprietà dei fiori, è consigliabile effettuare la raccolta in un momento fresco della giornata, evitando le ore più calde. Dopo la raccolta, i fiori vanno puliti delicatamente, eliminando eventuali residui di terra o parti indesiderate, quindi posti ad asciugare all’ombra e in un luogo ben ventilato.

Essiccazione: Metodi naturali efficaci

L’essiccazione è un passaggio fondamentale per preservare a lungo le proprietà benefiche della camomilla. Esistono due metodi naturali molto efficaci: il primo consiste nell’appendere i mazzi di fiori dopo averli legati con uno spago, avendo l’accortezza di posizionare un sacchetto sotto per raccogliere i petali che cadranno durante l’essiccazione.

Il secondo metodo prevede di adagiare i fiori su un cesto, coprendo il fondo con un panno per raccogliere i petali e sovrapponendo un altro panno per proteggerli. In entrambi i casi, la camomilla va fatta essiccare per circa 7-8 giorni in un luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce diretta del sole, girandola e arieggiandola periodicamente.

Conservazione della camomilla essiccata: Suggerimenti pratici

Una volta essiccata, la camomilla va separata dagli steli più grandi e riposta in contenitori di vetro ermetici, meglio se precedentemente sterilizzati. È importante utilizzare solo i capolini fioriti, ovvero la parte superiore della pianta dove sono concentrate le sostanze benefiche. I barattoli di vetro scuro sono l’ideale per conservare la camomilla essiccata, in quanto proteggono il contenuto dalla luce e dall’umidità.

Chiusi ermeticamente e riposti in un luogo fresco e asciutto, i fiori essiccati manterranno inalterate le loro proprietà per circa un anno. È buona norma controllare periodicamente che non si formino muffe o condense all’interno dei contenitori.

Proprietà e benefici: Usi officinali e cosmetici

Le proprietà benefiche della camomilla sono molteplici e da secoli questa pianta è impiegata nell’ambito fitoterapico. I suoi principi attivi, come l’apigenina e la bisabolide, le conferiscono effetti calmanti, antispasmodici, antinfiammatori e lenitivi.

È un rimedio naturale molto utilizzato per alleviare disturbi gastrointestinali, insonnia, ansia e irritazioni cutanee. In cosmesi, la camomilla trova impiego per la sua azione lenitiva e decongestionante: ottima per preparare impacchi e lozioni per pelli arrossate o irritate. Gli infusi di camomilla sono anche un ottimo strumento di bellezza per schiarire i capelli e mantenere lucida la chioma. Insomma, una pianta dalle mille virtù da riscoprire.

Utilizzi della camomilla in cucina: Idee e ricette

Oltre agli impieghi officinali e cosmetici, la camomilla può trovare posto anche in cucina per aromatizzare e insaporire pietanze e bevande. I suoi tenui sentori erbacei e amarognoli la rendono un’ottima insaporitrice per minestre, zuppe, risotti e piatti a base di pesce. Le foglie fresche di camomilla possono essere utilizzate come erba aromatica, mentre i fiori essiccati sono ideali per preparare tisane, liquori e sciroppi.

Un curioso impiego è la produzione di una birra aromatizzata alla camomilla, molto apprezzata per le sue note floreali e amare. Infine, i fiori freschi possono essere utilizzati per decorare e guarnire piatti dolci e salati, conferendo un tocco di colore e un lieve profumo alle preparazioni.

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