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Quando si pianta il kaki: Dalla fase di semina fino alla messa a dimora nel frutteto

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Possono essere trapiantati nel periodo primaverile ponendolo in una zona soleggiata con almeno 8 ore di luce al giorno.

Il kaki è una pianta appartenente alla famiglia delle Ebenaceae, originaria della Cina e del Giappone. I frutti conosciuti anche come cachi o diospiri, sono di forma ovale o tondeggiante, con buccia sottile e rugosa e polpa dolce e succosa.

La pianta del kaki è adatta a climi caldi e secchi, ma può essere coltivata anche in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali. L’albero è molto resistente e non richiede particolari cure, ma è importante assicurare una buona esposizione al sole e un terreno ben drenato.

Coltivazione del kaki

Specifiche di coltivazione

  • PH Terreno: 6,2 – 7,5
  • Coltivazione: Autunno – Inverno
  • Frutto: Ottobre – Novembre
  • Tipologia Terreno: Drenante

Semina

La semina del kaki va fatta in semenzaio tra marzo e aprile, interrando i semi a 1-2 cm di profondità in terriccio universale. Le piantine vanno trapiantate quando raggiungono 15-20 cm di altezza.

Trapianto

Il trapianto si effettua in primavera, quando il rischio di gelate è trascorso. Mettere a dimora in buche ampie, riempire con terriccio e compattare bene il terreno attorno alle radici.

Terreno

Predilige terreni soffici, fertili e ben drenati. Prima del trapianto è bene vangare in profondità e aggiungere sostanza organica.

Esposizione solare

Ha bisogno di un’esposizione in pieno sole per tutto il giorno, con almeno 8-10 ore quotidiane di luce diretta.

Come prendersi cura della pianta di kaki

Concimazione

La concimazione va fatta in primavera e dopo la raccolta dei frutti, con concimi ternari o organici per favorire fertilità e produttività.

Irrigazione

L’irrigazione deve essere regolare nel periodo primaverile-estivo, fornendo acqua abbondante ma evitando eccessi che possano provocare ristagni idrici dannosi. La pianta necessita di apporti irrigui moderati anche all’inizio dell’autunno, che favoriscono l’ingrossamento dei frutti. È bene sospendere le annaffiature con l’arrivo dei primi freddi.

Potatura

La potatura del kaki si effettua in inverno, accorciando i rami che hanno fruttificato e diradando quelli interni per favorire l’aerazione della chioma.

Malattie e parassiti

L’albero di kaki può essere attaccato da alcuni parassiti, soprattutto se coltivato in ambienti umidi e poco luminosi. I principali sono la cocciniglia, che va contrastata con oli minerali in inverno, e il mal bianco, una malattia fungina che provoca macchie biancastre sulle foglie e sui frutti, da prevenire con trattamenti a base di rame. Anche l’oidio può colpire le foglie e i germogli, formando una patina bianca polverulenta, ed è bene intervenire tempestivamente con fungicidi specifici.

Periodo di raccolta dei frutti

La raccolta dei frutti avviene tra fine ottobre e novembre, quando assumono la caratteristica colorazione arancione-rossastra. I kaki non maturano ulteriormente se staccati dalla pianta, quindi è importante raccoglierli solo quando raggiungono la piena maturazione, controllando che la polpa sia morbida. Dopo la raccolta, i frutti vanno conservati in un ambiente fresco e asciutto, dove possono mantenersi per alcune settimane.

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