Quali sono le piante acidofile più comuni?

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piante acidofile

Splendidi fiori colorati in giardini rigogliosi. Ortensie, azalee, rododendri amano terreni acidi. Profumate camelie e gardenie, aceri dalle foglie di fuoco. Bellezze della natura che incantano con le loro fioriture. Basta accorte cure per coltivarle sane e forti.

Le piante acidofile arricchiscono moltissimi giardini con esplosioni di colore grazie alle sfumature vivaci di azalee, rododendri, camelie e ortensie. Bellezza e resistenza le rendono perfette per abbellire spazi verdi, balconi e terrazzi.

Ma quali sono le varietà acidofile più diffuse e come coltivarle nel modo migliore? In questa guida completa scopriremo le specie più comuni che non possono mancare in un giardino dai colori accesi.

Approfondiremo le caratteristiche distintive e i segreti di coltivazione di rododendri, azalee, ortensie e camelie. Capiremo come riconoscere terreni e ambienti adatti e impareremo ad adottare semplici accorgimenti per garantire una crescita sana e rigogliosa.

Con pochi consigli colturali potremo ottenere fioriture abbondanti e splendidi arbusti fioriti, perfetti per creare aiuole, bordure e siepi ornamentali. Scopriremo come realizzare magnifici giardini fioriti grazie alla bellezza delle piante acidofile più comuni e resistenti.

Elenco piante acidofile

L’elenco delle piante acidofile più diffuse comprende svariate specie, sia erbacee che arbustive e arboree. Tra le più comuni troviamo azalee, rododendri, camelie, ortensie, gardenie, magnolie. Ottime piante acidofile da giardino.

Non mancano mimose, calle, gigli, clivia, aceri giapponesi, betulle, liquidambar. Alcune sono perfette per realizzare siepi e bordure ornamentali. Ogni pianta acidofila presenta esigenze specifiche rispetto a terreno, concimazione, irrigazione. Fondamentale prestare attenzione per garantire una crescita rigogliosa.

Il substrato acido, l’apporto di sostanze organiche e l’annaffiatura corretta e costante favoriscono una fioritura abbondante e duratura.

Caratteristiche botaniche delle piante acidofile

Le piante acidofile si distinguono per alcune caratteristiche botaniche peculiari, strettamente legate alla loro predilezione per terreni acidi e poveri di calcio. Queste specie sviluppano adattamenti specifici per poter crescere in substrati con pH compreso tra 4 e 6. Le radici secernono particolari sostanze organiche in grado di acidificare il terreno.

Molte piante acidofile hanno foglie sempreverdi, coriacee e lucide, con cuticola cerosa che limita la traspirazione. I fiori sono spesso grandi e vistosi, riuniti in infiorescenze. Tra le famiglie botaniche più rappresentate ricordiamo Ericaceae (azalee, rododendri), Aceraceae (acero giapponese), Oleaceae (lilac), Rosaceae (pesco).

Ogni specie presenta esigenze specifiche rispetto all’esposizione, al clima, alla concimazione. Ma tutte prediligono terricci acidi, torbosi, ricchi di humus e ben drenati.

Come coltivare le piante acidofile

La coltivazione delle piante acidofile richiede alcuni accorgimenti specifici per soddisfare le esigenze di queste specie. Innanzitutto è fondamentale scegliere un terreno adatto, sciolto, fresco, ricco di sostanza organica e con pH compreso tra 4 e 6. Ottime le miscele con torba, foglie decomposte, corteccia macinata.

Importante concimare regolarmente con prodotti naturali e acidificanti come stallatico, guano, castagne tritate. Fare attenzione a non eccedere con l’azoto. Le piante acidofile temono la calura estiva, meglio posizionarle in semiombra. Irrigare abbondantemente nel periodo vegetativo evitando ristagni idrici.

Potare dopo la fioritura, asportando rami secchi o danneggiati. Proteggere in inverno con pacciamatura organica. Seguendo queste semplici regole e rispettando le esigenze specifiche di ogni pianta, si possono coltivare magnifiche azalee, rododendri, camelie, ortensie e altre specie acidofile.

Come concimare le piante acidofile

La concimazione delle piante acidofile richiede prodotti specifici per preservare il pH acido del terreno ed evitare l’eccesso di calcio. In caso di clorosi fogliare, con macchie gialle, è utile somministrare chelati di ferro per riequilibrare il pH. Il solfato ferroso ha azione più graduale e va bene come prevenzione.

Ottimi i concimi naturali acidificanti come lo stallatico, il guano o le castagne tritate. Apportano sostanza organica nutriente e abbassano il pH. I lupini macinati rilasciano lentamente azoto, acidificando il substrato. Importante non eccedere con concimi azotati.

Fare concimazioni leggere ma frequenti nel periodo vegetativo. In autunno utilizzare slow release per nutrire a lungo. Con la giusta concimazione naturale, piante come azalee, rododendri, camelie crescono rigogliose e fioriscono abbondantemente.

Come annaffiare le piante acidofile

L’annaffiatura delle piante acidofile richiede alcuni accorgimenti per preservare il pH acido del terreno. È fondamentale utilizzare acqua priva di calcare, ottima quella piovana o potabile decantata 24 ore. Il calcare è dannoso.

Le piante vanno annaffiate regolarmente nel periodo vegetativo, evitando di bagnare foglie e fusto. Meglio irrigare il terreno alla base. Con caldo eccessivo, è bene nebulizzare poca acqua sul fogliame la sera, per rinfrescare ed evitare scottature. Utile un irroratore manuale per direzionare il getto.

Importante non eccedere con le innaffiature ma mantenere il terreno sempre fresco. Ristagni idrici sono da evitare. Per azalee, rododendri, camelie e ortensie l’acqua è un elemento fondamentale. Con irrigazioni corrette e costanti si favorisce una crescita sana e rigogliosa.

Esposizione alla luce delle piante acidofile

L’esposizione alla luce è un fattore chiave per la buona riuscita delle piante acidofile. La maggior parte predilige posizioni di semiombra, al riparo dal sole diretto. Le specie sempreverdi come azalee e rododendri temono i raggi solari intensi, soprattutto in estate. Meglio collocarle in zone luminose ma protette da filtri naturali.

Ortensie e camelie gradiscono la mezz’ombra, con qualche ora di sole diretto al mattino o al pomeriggio. Attenzione ai raggi del mezzogiorno in piena estate. Alcune piante acidofile come il mirtillo gigante e l’uva spina tollerano il pieno sole. Importante però un terreno sempre fresco ed irrigazioni frequenti.

Per valorizzare i colori delle fioriture, meglio una leggera esposizione al sole. Ma foglie bruciate o appassite indicano troppo sole.

Cura delle piante acidofile

Prendersi cura delle piante acidofile significa osservarle per cogliere subito eventuali segnali di malessere. Secchezza improvvisa può indicare un’esposizione a gelate notturne. Macchie sul fogliame segnalano troppo sole o danni da freddo.

Presenza di pustole nere è spia di attacchi fungini. Si previene migliorando il drenaggio del terreno ed aumentando la ventilazione. Intervenire con fungicidi specifici. Le piante acidofile temono i ristagni idrici. Controllare lo stato del terreno ed irrigare solo quando necessario.

Potare regolarmente rami secchi o danneggiati. Concimare nel periodo vegetativo. Proteggere in inverno con pacciamatura. Piccole attenzioni e cure mirate mantengono rododendri, azalee, camelie rigogliose e fiorite. Giardini colorati grazie alla salute delle piante acidofile.

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