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Potatura rosmarino: Momento ideale, come farla e riutilizzo degli scarti

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come potare il rosmarino

Con la potatura, si elimina il legno vecchio e si stimola la pianta a produrre nuovi germogli aromatici, mantenendo così il rosmarino folto e verde. Inoltre, tagliando i rami in modo corretto, si impedisce alla pianta di diventare troppo legnosa e disordinata, assicurando che le sue fragranti foglie rimangano facilmente accessibili per l'uso culinario.

La potatura del rosmarino riveste un ruolo importante per garantire la salute e la produttività di questa pianta aromatica. Se lasciato crescere incontrollato, l’arbusto tenderà a ridurre la fioritura e l’abbondante produzione di foglie profumate. Grazie ad una corretta tecnica di potatura è invece possibile contenere le dimensioni del rosmarino e stimolare la formazione di nuovi getti. Gli interventi devono essere effettuati annualmente, prediligendo il periodo primaverile o all’inizio dell’estate.

Con pochi e semplici tagli si potrà rinnovare la pianta, eliminando i rami vecchi e favorendo la crescita di quelli più giovani e produttivi. Scopriremo quali strumenti utilizzare e come orientare le forbici, per preservare la forma naturale dell’arbusto ed ottenere un’abbondante fioritura nei mesi estivi. Questa guida non è idonea per il rosmarino prostrato, sono invece necessarie tecniche mirate come spiegato nella nostra guida alla potatura del rosmarino prostrato.

Quando potare il rosmarino

Il periodo migliore per la potatura del rosmarino è la primavera, quando le prime gemme fogliari iniziano a spuntare e si può distinguere il legno vivo da quello morto. In zone calde è possibile una potatura più drastica all’inizio di autunno, mentre al Norda fine estate. In questo periodo si possono recidere tutti i rami, tagliando a metà ogni rametto. Il rosmarino tende a lignificare nella parte basale, non producendo più foglie.

Prestando attenzione a come si conduce la potatura e rimuovendo i rami eccessivamente alti, si evita la lignificazione e la diminuzione del fogliame, ottenendo una pianta rigogliosa. Nel caso la base della pianta si sia già lignificata, l’unica opzione è realizzare una talea per avere un nuovo esemplare da curare seguendo gli accorgimenti per la corretta potatura.

Come potare il rosmarino

La potatura del rosmarino si basa sul taglio dei rami vecchi per stimolare la crescita di nuovi ricchi di foglie. Questa pianta può raggiungere i 150 cm d’altezza ma tende a lignificare in basso con l’età. La potatura deve essere bilanciata rimuovendo non più di 4-5 cm dalla cima di ogni ramo.

Possiamo lasciare crescere il rosmarino liberamente o conformandone la forma a quella desiderata: morbida, regolare o spigolosa. Dopo un inverno freddo e umido, la pianta presenterà probabilmente cime secche da rimuovere, concentrando la rigogliosa crescita sui rami vivi.

Cosa fare con i rami potati del rosmarino?

I rametti potati dal rosmarino non vanno buttati ma possono trovare nuovi utili impieghi. Ad esempio, è possibile sfruttarli in cucina per insaporire carni, legumi e altri piatti grazie al loro profumo aromatico. I rami freschi si prestano per preparare un olio essenziale mentre quelli essiccati si conservano a lungo nei barattoli per aromatizzare in ogni stagione.

Si possono usare i rametti tagliati per realizzare delle talee e moltiplicare naturalmente questa pianta ornamentale. Gli scarti della potatura sono pure ottimi come repellente naturale contro zanzare, posizionandoli vicino a porte e finestre. Nulla va quindi gettato grazie alle tante soluzioni per sfruttare al meglio le foglie e i rami del rosmarino.

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