fbpx

Potatura rosmarino prostrato: Come eseguirla correttamente nel periodo migliore

66

Il rosmarino prostrato, a differenza del rosmarino comune, presenta un portamento strisciante e ricadente, con lunghi rami che possono raggiungere anche il metro di lunghezza. Mentre il rosmarino comune cresce eretto formando un arbusto, quello prostrato tende ad allargarsi sul terreno o a ricadere da muri e rocce su cui viene coltivato. Entrambi fioriscono in tonalità che variano dal blu intenso al viola. La principale differenza sta quindi nel portamento. Di conseguenza, anche la potatura del prostrato differisce da quella tradizionale, richiedendo tecniche specifiche per gestire i lunghi rami ricadenti.

La potatura è una pratica fondamentale per garantire salute e bellezza alle piante. Ogni specie richiede tecniche mirate per ottenere una crescita equilibrata. Il rosmarino prostrato, con il suo portamento strisciante, necessita di una potatura specifica per mantenersi rigoglioso. Eseguire i tagli nel periodo giusto, rimuovere le parti danneggiate e accorciare i rami fuori forma sono accorgimenti indispensabili per la salute della pianta.

Con pochi semplici passaggi alla portata di tutti è possibile rinnovare il rosmarino prostrato, regalando nuova linfa vitale alla parte aerea e radente al suolo. In questa guida completa impareremo ad eseguire una corretta potatura per mantenere bellezza e vigore al nostro rosmarino.

Quando potare il rosmarino prostrato

Per potare correttamente il rosmarino prostrato è cruciale scegliere il periodo più adatto. Questa pianta va potato quando è fuori dalla fase di fioritura, per non comprometterne lo sviluppo. I mesi migliori sono febbraio e luglio/agosto. Febbraio è l’ideale, mentre ad agosto, nonostante la pianta sia in riposo vegetativo, un’eccessiva rimozione di ramificazioni può causare scottature ai rami sottostanti per l’improvvisa esposizione al sole.

Meglio evitare quindi la potatura estiva. Se non si vuole sbagliare o correre rischi, febbraio è il periodo perfetto per potare il rosmarino prostrato, quando i fiori sono appassiti e la pianta è pronta a rigenerarsi con nuovi germogli. La giusta tempistica è essenziale per una potatura che garantisca vigore e compattezza alla pianta.

Rimozione dei rami secchi e malati

Dopo aver identificato il momento migliore per potare, il primo step è la rimozione di tutti i rami danneggiati. I rami secchi, spezzati o malati vanno accuratamente eliminati con un paio di forbici affilate. Questi infatti possono essere focolai di infezioni fungine o attirare parassiti, mettendo a rischio la salute dell’intera pianta.

Tagliando queste parti compromise si dona vigore ai rami sani. Come è facilmente intuibile, rimuovendo il materiale morto o malato, la chioma del rosmarino prostrato risulterà più leggera e la successiva potatura più agevole. È quindi importante ispezionare accuratamente la pianta e rimuovere, uno ad uno, tutti i rami che presentano criticità, facendo tagli netti e precisi. Solo dopo questa operazione preliminare si può procedere con gli altri interventi di potatura.

Esecuzione dei tagli di ritorno

Una volta rimossi i rami secchi e malati, è il momento di eseguire i tagli di ritorno che conferiranno la forma desiderata al rosmarino prostrato. I tagli vanno effettuati con forbici da potatura ben affilate, incidendo il ramo da accorciare poco sopra un germoglio laterale sano e vigoroso. Il taglio va fatto con un angolo di 45° tra ramo e germoglio, senza danneggiare quest’ultimo. La presenza del germoglio laterale stimolerà la cicatrizzazione della ferita e l’emissione di nuovi rami dal moncone residuo.

I tagli di ritorno vanno ripetuti su tutta la chioma, accorciando i rami che crescono disordinatamente per conferire la forma desiderata, contenuta ma piena. È importante eseguirli con precisione, per non compromettere la salute della pianta. Tagli netti e ben assestati garantiranno un rapido ricaccio di vegetazione.

Pulizia dei rami bassi senza luce

Successivamente ai tagli di ritorno, è fondamentale dedicarsi alla pulizia dei rami bassi del rosmarino prostrato. Infatti i rami che strisciano o toccano il terreno, non ricevendo luce diretta, tendono ad ammalarsi e seccarsi. Bisogna quindi sollevare delicatamente la chioma e controllare la parte inferiore, rimuovendo con decisione tutti i rami spenti o danneggiati.

I rami basali vanno tagliati fino a trovare una ramificazione laterale sana, da cui la pianta potrà ricrescere rigogliosa. Questo intervento mirato evita la formazione di zone brulle e garantisce linfa vitale anche alla base del rosmarino. Con una semplice ispezione periodica della parte sottostante e l’eliminazione dei rami sofferenti, si manterrà compattezza e salute per molti anni.

Accorciamento delle cime per dare forma compatta

L’ultimo passaggio per completare la potatura del rosmarino prostrato è l’accorciamento delle cime che tendono a crescere disordinate. Con un paio di forbici affilate è necessario raccorciare tutti i rami che si allungano oltre la sagoma desiderata, sia sulla parte verticale che su quella orizzontale. Le cime vanno tagliate applicando la tecnica del taglio di ritorno, ossia poco sopra un germoglio rivolto verso l’interno, per stimolare la formazione di nuovi rami nella direzione voluta.

I tagli delle cime conferiranno una forma più armonica e compatta alla pianta. Ripetendo questi semplici accorgimenti di potatura mirata una volta all’anno, si manterrà il rosmarino prostrato rigoglioso, ordinato e in piena salute per molto tempo.

Letture correlate:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Like
Close
Quando Si Pianta by Agenzia Eco Web Srl
© Copyright 2020. Tutti i diritti riservati.
Close
Preferenze Privacy