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Potatura kiwi: L’importanza della potatura, periodo e come farla correttamente

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Si effettua solitamente tra fine inverno e inizio primavera, prima del risveglio vegetativo, tagliando i tralci dell'anno precedente e rinnovando il legno. In estate si pratica anche una potatura verde per equilibrare la chioma e stimolare la fruttificazione. I tagli devono essere netti, sopra una gemma e con una leggera inclinazione. Mediante queste tecniche la pianta si mantiene vigorosa e fornisce frutti abbondanti.

Il kiwi è una pianta rampicante molto diffusa per la produzione di gustosi frutti e per realizzare splendidi pergolati e decorazioni in giardino. Essendo una specie dioica, per produrre i frutti necessita sia di piante femminili che maschili.

Per garantire il massimo vigore e una buona fruttificazione, la potatura del kiwi riveste un ruolo fondamentale. Scopriamo insieme quando, come e quanto potare la pianta di kiwi per stimolarne la crescita sana e rigogliosa, favorire la fioritura e la formazione di frutti consistenti e abbondanti.

Perché è importante potare i kiwi

La potatura è una pratica fondamentale nella coltivazione del kiwi, per diverse ragioni:

  • Stimola una crescita equilibrata della pianta, favorendo lo sviluppo di nuovi germogli vigorosi e il rinnovo del legno.
  • Migliora l’aerazione e l’esposizione alla luce, fattori essenziali per una buona fioritura e allegagione.
  • Facilita i trattamenti fitosanitari, potando via le parti eventualmente colpite da malattie.
  • Aumenta la produzione di frutti, eliminando i tralci improduttivi e favorendo quelli fruttiferi.
  • Mantiene le dimensioni contenute, evitando una crescita eccessiva che renderebbe difficoltosi i trattamenti e la raccolta.
  • Permette di dare una forma ordinata alla pianta in base allo spazio e al sistema di coltivazione.

Periodo di potatura del kiwi

Il periodo migliore per eseguire la potatura del kiwi va da fine inverno a inizio primavera, prima che la pianta inizi a germogliare. In particolare, si effettua nel periodo che va da febbraio a marzo. Questo è il momento ideale per intervenire sulla pianta, quando è ancora in fase di riposo vegetativo. Potare in questa fase consente di equilibrare la crescita, stimolare lo sviluppo di nuovi germogli sani e vigorosi, rimuovere le parti secche e danneggiate favorendo il rinnovo del legno.

Inoltre, si possono gestire al meglio rami e tralci per favorire una fioritura e fruttificazione abbondante nella stagione successiva. Intervenire nella giusta fase risulta cruciale per ottenere kiwi produttivi e sani. La potatura invernale è la tecnica migliore per questa specie.

Periodo di potatura del kiwi: differenze climatiche tra Nord, Centro e Sud Italia

Quando effettuare la potatura del kiwi può variare leggermente nelle diverse zone d’Italia, in base al clima e all’andamento stagionale.

  • Nelle regioni del Nord Italia la potatura va eseguita tra fine febbraio e marzo. Le temperature più rigide richiedono di aspettare la fine dell’inverno.
  • Nelle regioni del Centro Italia la potatura può essere anticipata tra gennaio e febbraio, quando le gelate invernali sono meno intense.
  • Nelle regioni del Sud Italia, grazie al clima più mite, la potatura può essere eseguita anche tra dicembre e gennaio. L’assenza di freddo intenso permette di intervenire prima.

La regola generale è di effettuare tale operazione prima della ripresa vegetativa va adattata alle condizioni climatiche locali.

Come potare il kiwi

Esistono diverse tecniche di potatura per la pianta di kiwi, in base alla forma di allevamento che si vuole ottenere:

  • Per realizzare la classica pergola, si effettuano potature lunghe, riducendo i tralci nuovi a 2-3 gemme e 4-5 gemme per i tralci laterali.
  • Con la potatura secca in inverno si accorciano i tralci lasciando 4-5 gemme su quelli nuovi e 6-7 gemme sui laterali. Si eliminano rami secchi e malati.
  • La potatura verde in estate serve per equilibrare la chioma, eliminare i germogli in eccesso e fare luce. Tagli corti sui germogli erbacei.
  • Per le forme libere come spalliere si lasciano fino a 7-8 gemme sui tralci di un anno e si accorciano quelli laterali.

La scelta della tecnica dipende dal tipo di impianto e dall’obiettivo di produzione o ornamentale. Una potatura adeguata assicura pianta in salute e frutti abbondanti.

Potatura del kiwi a pergola

La forma di allevamento a pergola è la più indicata per la coltivazione del kiwi. Con questo sistema, la pianta viene fatta crescere intorno ad una struttura di sostegno costituita da pali e fili metallici. L’impianto prevede un fusto centrale alto circa 2 metri, che si divide in due cordoni permanenti orizzontali lunghi quanto la distanza tra le piante. Da questi partono i tralci fruttiferi, legati a fili laterali per sostenere la produzione.

Per ottenere questa conformazione, fin dalla messa a dimora sono necessarie annuali potature di formazione. I germogli sul fusto vanno eliminati, mentre si conservano quelli che formeranno i cordoni, da cimare una volta raggiunta la lunghezza voluta. La potatura della pergola serve poi a mantenere l’equilibrio vegetativo, contenere le dimensioni, favorire i nuovi tralci. I rami produttivi vanno rinnovati ogni 4-5 anni tagliando quelli esauriti. Questa tecnica permette di sfruttare al meglio lo spazio coltivato e facilita i trattamenti e la raccolta dei frutti, assicurando rese elevate.

Potatura secca del kiwi

Trattandosi di una specie dioica, per la produzione servono sia piante maschili che femminili. Per garantire vigore, equilibrio vegetativo e una buona fruttificazione, la potatura del kiwi riveste un ruolo chiave. Attraverso tecniche mirate di potatura invernale ed estiva, si può gestire la forma della pianta, stimolare lo sviluppo di nuovi germogli, favorire una fioritura abbondante e la formazione di frutti consistenti e saporiti.

Potatura verde del kiwi

Viene eseguita durante il periodo vegetativo, solitamente in estate, ed è utile per equilibrare e contenere la chioma della pianta. Questo tipo di potatura si effettua sui germogli erbacei dell’annata e prevede tagli corti, al di sopra di 2-3 foglie. Con la cimatura dei germogli in eccesso si riduce la vigoria, favorendo la crescita di rami fruttiferi. La potatura verde consente anche di eliminare eventuali polloni basali e germogli che si sviluppano sul tronco, sottraendo energia al resto della pianta.

In questa fase si può effettuare anche il diradamento dei bottoni fiorali, rimovendo i fiori appiattiti o in eccesso, per migliorare la forma e pezzatura dei frutti. Eseguita nel momento giusto e con tagli netti, la potatura verde del kiwi serve per equilibrare lo sviluppo della chioma, stimolare la differenziazione a fiore dei germogli e garantire una produzione abbondante e di qualità.

Come potare il kiwi

La potatura del kiwi richiede alcune accortezze specifiche per gestire al meglio la forma e la produttività della pianta:

  • Sui cordoni permanenti vanno mantenuti solo i tralci fruttiferi, tagliando quelli vegetativi.
  • Ogni anno è bene rinnovare i tralci produttivi, scegliendo i migliori e cimandoli a 15-20 gemme.
  • La chioma va sfoltita eliminando i rami in eccesso, per far penetrare luce e arieggiamento.
  • I tagli devono essere netti e inclinati sopra una gemma nella sua direzione, per favorire la cicatrizzazione.
  • La potatura non deve essere eccessiva, per evitare una reazione vegetativa eccessiva.
  • Gli attrezzi vanno disinfettati per evitare la diffusione di malattie.
  • Utili troncarami elettrici con manici lunghi per agevolare il lavoro in altezza.

In sintesi, richiede costante rinnovo dei rami fruttiferi, diradamento della chioma e tagli corretti, per stimolare adeguatamente la produzione ed evitare eccessi di vigoria.

Cure post potatura

Dopo averla eseguita nei periodi indicati precedentemente, sia quella secca che quella verde, è importante prestare alcune cure alla pianta per favorirne la ripresa vegetativa e produttiva. In particolare, è bene intervenire con una concimazione equilibrata, preferibilmente organica, apportando azoto, fosforo e potassio. Questi elementi nutritivi aiuteranno la pianta a sviluppare nuovi germogli vigorosi e fiori. Se necessario, è consigliabile anche una pacciamatura al piede con paglia o teli, per mantenere il terreno fresco ed umido.

L’apporto idrico in questa fase deve essere costante, senza eccessi. Dopo la potatura è possibile eseguire una irrorazione rameica per proteggere la pianta da eventuali malattie fungine che potrebbero penetrare dai tagli. Infine, è importante controllare lo sviluppo dei nuovi germogli e intervenire tempestivamente con la potatura verde per eliminare quelli in eccesso o mal posizionati.

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