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Potatura del pero: Periodo, tecniche di potatura e cure post potatura

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In inverno, quando le foglie cadono, si pratica la potatura per eliminare rami secchi, malati o danneggiati. Durante l'estate, la potatura è mirata a bilanciare la crescita vegetativa e stimolare la futura produzione di frutti. Verso la fine dell'estate, nel caso di potatura di allevamento, l'obiettivo è guidare la crescita di nuovi germogli e rami fruttiferi. Ogni 2-3 anni, se il pero assume dimensioni eccessive, si opta per la potatura per ringiovanire la pianta e rinnovarla, mantenendo un equilibrio energetico ottimale.

La potatura è una pratica fondamentale per mantenere il pero in buona salute e produttivo. Con pochi e semplici interventi mirati è possibile stimolare una crescita equilibrata e una buona fruttificazione. In questa guida scopriremo tutti i segreti della potatura del pero: quando intervenire, come riconoscere le diverse gemme e i rami fruttiferi, nonché le migliori tecniche di taglio e allevamento a triangolo.

Padroneggiare queste nozioni consente di eseguire una potatura perfetta adatta alle esigenze specifiche della pianta. Il risultato sono alberi vigorosi, dalla chioma ben arieggiata, che producono abbondanti raccolti di pere dolci e succose. Con pochi gesti mirati anche i principianti possono imparare a potare correttamente il pero. Scopriamo insieme come ottenere alberi sani e fruttuosi grazie a questa pratica agronomica fondamentale.

Quando si effettua la potatura del pero

La scelta del periodo di potatura è molto importante per non stressare eccessivamente il pero. Questa pianta va potata tra gennaio e febbraio, quando è nella fase di completo riposo vegetativo. Intervenire troppo precocemente, ad esempio a novembre-dicembre, significa eliminare rami che contengono ancora linfa utile da far confluire nelle riserve primaverili. Al contrario, ritardare la potatura a marzo comporta il rischio di forti emorragie difficili da bloccare.

Il momento migliore per potare il pero senza conseguenze è durante i mesi invernali, quando fa più freddo. I tagli rimarginano velocemente e la pianta non subisce traumi. Rispettare la giusta tempistica evita stress al pero e ne preserva la salute. Intervenire nel periodo sbagliato può avere effetti disastrosi sulla pianta.

Come riconoscere le gemme del pero

Il pero presenta due tipologie di gemme, che è importante distinguere per riconoscere i rami fruttiferi:

  • Le gemme a legno danno origine solo a foglie e rametti secondari. Sono molto piccole e disposte lungo l’asse del ramo principale. Hanno forma triangolare appuntita.
  • Le gemme miste, più grandi e arrotondate, si trovano all’apice dei rami. Oltre a foglie e ramificazioni, generano anche i fiori e quindi i frutti se fecondate.

Riconoscere la differenza tra gemme a legno e miste è facile osservando dimensioni, posizione sul ramo e soprattutto la presenza o meno di potenziali fiori. È un passaggio fondamentale per identificare correttamente i rami fruttiferi del pero da preservare nella potatura.

Differenza tra rami vegetativi e fruttiferi

I rami del pero si distinguono in vegetativi e fruttiferi, con caratteristiche morfologiche e produttive diverse:

  • I rami vegetativi o succhioni presentano solo gemme a legno e nessuna fruttificazione il primo anno. Sono vigorosi, sviluppandosi anche oltre 1 metro di lunghezza. Vanno eliminati nella potatura.
  • I rami fruttiferi portano gemme miste e danno origine alla produzione di pere. Il brindillo è un rametto esile lungo circa 30-50 cm, con gemma mista apicale da non cimare. Il ramo misto è più robusto e con gemme fruttifere anche lungo l’asse.

Riconoscere la differenza tra rami vegetativi e fruttiferi è dunque fondamentale nella potatura del pero, per eliminare i primi e preservare i secondi che generano i frutti. La corretta identificazione guida interventi mirati per stimolare una crescita equilibrata e produttiva.

Potatura di allevamento del pero

La potatura di allevamento è fondamentale nei primi anni di vita del pero per impostarne correttamente la forma e stimolarne una crescita sana ed equilibrata. Le forme più diffuse sono il “fusetto” e la “palmetta”. La fase di allevamento inizia con l’impianto e dura 3-4 anni, fino all’entrata in produzione.

In questo periodo si effettua una potatura costante suddivisa in 4 fasi, note come metodo di potatura: accorciamento dei rami, eliminazione di quelli in eccesso, diradamento della chioma, rimonda finale. Questa tecnica prepara gradualmente il pero consentendo un ottimo sviluppo della struttura.

Potatura di produzione

La potatura di produzione del pero ha l’obiettivo di stimolare fruttificazioni abbondanti e di qualità. Va eseguita annualmente su piante adulte per rinnovare i rami fruttiferi, asportando quelli vecchi e lasciando sviluppare i nuovi. Questo tipo di potatura si sovrappone in parte a quella di allevamento nei primi 2-3 anni, per poi proseguire regolarmente in seguito. Il momento migliore è durante il riposo vegetativo invernale, indicativamente tra febbraio e marzo.

La potatura di produzione comporta l’eliminazione dei rami esauriti e la selezione di nuovi rami a frutto, come brindilli e lamburde. Richiede esperienza per trovare il giusto equilibrio tra stimolo della fruttificazione e mantenimento del vigore della pianta. Eseguita correttamente ogni anno, garantisce rese abbondanti di pere dolci e succose, grazie al costante rinnovamento dei rami produttivi.

Potatura estiva

La potatura verde o estiva del pero ha lo scopo di riequilibrare la spinta vegetativa e la produzione di frutti. Consiste nell’eliminare durante la stagione vegetativa i succhioni e i rami che sottraggono energie alla pianta senza generare fiori e frutti. Questo tipo di potatura comporta di diradare la chioma, aumentandone l’illuminazione e l’arieggiamento.

Va effettuata solo su alcune varietà di pero durante i mesi estivi, indicativamente da giugno ad agosto. La rimozione dei succhioni e di altri rami superflui con la potatura verde permette di gestire la forma e lo sviluppo della pianta. È però una pratica da eseguire con attenzione e solo se necessario.

Come potare il pero a triangolo rovesciato

Una forma di allevamento molto adatta per il pero è il triangolo rovesciato. Per ottenerlo si parte dalla cima della pianta eliminando i succhioni all’interno della chioma, in modo da far penetrare la luce. Si sviluppano poi 4 branche principali inclinate di circa 30-40 gradi e ben distanziate tra loro: 2 rivolte a nord/sud e 2 ad est/ovest, facendo in modo che non si sovrappongano.

Ogni branca andrà accorciata per evitare un eccessivo sviluppo verticale, mantenendo i rami fruttiferi il più vicino possibile al tronco. I succhioni lungo le branche vanno eliminati, lasciando brindilli e lamburde che genereranno la produzione di pere. Questa forma aperta e ben illuminata consente una crescita equilibrata del pero e una buona fruttificazione. La potatura a triangolo richiede di rispettare alcune semplici regole, ma dona vigore e abbondanti raccolti.

Precauzioni e trattamenti post-potatura

Dopo aver completato la potatura del pero è importante adottare alcune precauzioni per proteggere le piante. I tagli espongono i tessuti interni e costituiscono potenziali vie d’ingresso per malattie fungine. È quindi consigliabile, subito dopo la potatura e prima della ripresa vegetativa, effettuare un trattamento protettivo a base di rame. Questo fungicida di origine naturale svolge un’azione preventiva contro infezioni che potrebbero annidarsi nei tagli.

Va distribuito uniformemente su tutta la chioma e il tronco, bagnando bene le zone potate. Oltre a proteggere dagli attacchi fungini, il rame stimola le difese naturali delle piante. Questo semplice trattamento post-potatura rafforza il pero in un momento delicato, prevenendo problematiche che potrebbero comprometterne salute e fruttificazione. Una corretta prevenzione completa il lavoro svolto con la potatura.

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