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In estate, quando gustiamo frutti biologici o selvatici, non buttiamo mai i noccioli! Seminandoli potremo far nascere nuovi alberi e assaporare i loro frutti. Ma quali piante da frutto nate da seme riescono a fruttificare bene senza bisogno di innesto? La risposta non è univoca. Molto dipende dalla specie. Alcune come mandarino, noce o mela generano quasi sempre alberelli produttivi anche da seme.
Altre come olivo o ciliegio tendono a inselvatichirsi e a dare frutti piccoli e acidi. Per pesco e albicocco i frutti saranno buoni ma diversi dalla pianta madre. È quindi importante conoscere il comportamento delle varie specie, per capire quando è opportuno innestare o quando invece possiamo ottenere comunque una buona produttività da semi.
Indice
Tabella riassuntiva
| Pianta | Comportamento da Seme |
|---|---|
| Mandarino | Fruttifica bene senza innesto grazie alla poliembrionia (frutti simili alla pianta madre). |
| Noce | Non richiede innesto; i frutti sono eccellenti nonostante variazioni genetiche. |
| Mela | Fruttifica bene senza innesto, ma i frutti sono più piccoli e meno colorati. |
| Pesco e Albicocco | I frutti sono buoni ma diversi dalla pianta madre in dimensione, forma e sapore. |
| Nespolo Giapponese | Fedele alla pianta madre; i frutti sono dolci e succosi senza innesto. |
| Olivo | Tende a inselvatichirsi; le olive sono più piccole ma l’olio rimane di alta qualità. |
| Ciliegio | I frutti sono acidi; l’innesto è necessario per ottenere ciliegie dolci. |
| Castagne Comuni | Non richiedono innesto; i frutti sono buoni e commestibili. |
| Agrumi (Limoni, Aranci) | I frutti da seme sono piccoli e asciutti; l’innesto è indispensabile per qualità commerciali. |
Le piante da seme hanno caratteristiche uniche
Quando coltiviamo piante da frutto a partire dai semi, una domanda ricorrente è se i frutti che ne deriveranno saranno buoni o se invece sarà poi necessario fare l’innesto. Purtroppo non c’è una risposta universale, perché ogni specie si comporta a modo suo. Possiamo però dire con certezza che le piante nate da seme presentano caratteristiche uniche e differenti dalla pianta madre.
Questo accade perché durante l’impollinazione avviene una rimescolanza genetica casuale. I semi non sono una copia esatta della pianta da cui provengono, ma una nuova combinazione genetica. Per questo i frutti che ne deriveranno, seppur della stessa specie, potranno essere diversi in dimensione, sapore, colore o altre caratteristiche. Bisogna mettere in conto il fattore sorpresa.
Gli agrumi necessitano spesso di innesto
Dopo aver chiarito che le piante da seme hanno caratteristiche uniche, vediamo quali specie di solito necessitano dell’innesto per dare buoni frutti. Un caso emblematico sono gli agrumi. Ad esempio, i limoni nati da seme generano spesso alberelli con molte spine, che danno frutti piccoli e asciutti, diversi da quelli della pianta madre.
Per gli aranci è ancora più difficile ottenere esemplari con frutti dolci e succosi, infatti quelli da seme sono tipicamente amari, adatti solo per marmellate. Dunque in linea generale, per riprodurre le qualità degli agrumi che acquistiamo al supermercato come limoni e arance, è indispensabile procedere con l’innesto. Lasciando crescere la pianta da seme otterremo quasi certamente frutti diversi, più acidi e con scarsa polpa.
- Qui una guida sulla scelta dei portainnesti per agrumi
Il mandarino è un’eccezione tra gli agrumi
Tra gli agrumi, il mandarino si comporta in maniera diversa, rappresentando un’eccezione rispetto a limoni e aranci. Infatti i mandarini hanno la caratteristica di essere poliembrionali. Questo significa che all’interno di ogni seme sono contenuti più embrioni, con patrimonio genetico differente. Se da un seme nasce un embrione uguale alla pianta madre, allora i frutti saranno identici a quelli dell’albero originale.
Possiamo dire senza sbagliare, che i mandarini nati da seme generalmente danno frutti buoni e simili a quelli acquistati. Quindi per il mandarino, diversamente da altri agrumi, l’innesto non è indispensabile, anche se la pianta nasce da seme.
Le noci non richiedono innesto
Passando ad altre specie, le noci rappresentano un frutto che non necessita assolutamente di essere innestato per dare buoni frutti. Le noci che crescono da seme, pur presentando differenze genetiche anche evidenti rispetto alla pianta madre, forniscono comunque frutti dal sapore eccellente e dal gheriglio commestibile. Ad esempio, da una noce con gheriglio doppio può nascere una pianta con noci dal gheriglio triplo.
Si tratta di una variabilità naturale che però non pregiudica le qualità organolettiche dei frutti. Posso quindi affermare con sicurezza, sulla base della mia esperienza diretta, che per ottenere ottime noci commestibili non è mai necessario procedere con l’innesto. Anche da seme si ottengono alberi che fruttificano abbondantemente con noci dal sapore eccellente.
Peschi e albicocchi danno buoni frutti ma diversi
Altre piante da frutto che si possono riprodurre da seme con buoni risultati sono peschi e albicocchi. Generalmente i frutti che se ne ricavano sono commestibili e gustosi, tuttavia presentano sorprendenti diversità genetiche rispetto alla pianta madre. I peschi e albicocchi nati da seme daranno per lo più frutti buoni, ma con dimensioni, forma, colore della polpa e sapore differenti da quelli originali. Si tratta di una variabilità naturale interessante.
Fanno eccezione varietà antiche come la Pesca Rossa di Santa Lucia, riprodotte per molte generazioni da seme, che tendono a mantenere le caratteristiche distintive anche nelle piante figlie. In ogni caso, per pesco e albicocco l’innesto non è strettamente necessario, a meno che non si voglia ottenere una replica precisa del frutto di partenza. I frutti da seme saranno comunque generalmente commestibili.
Le mele non richiedono quasi mai l’innesto
Passando ad un altro frutto molto diffuso, possiamo affermare che le mele nate da seme non necessitano di essere innestate per fornire frutti buoni e gustosi. Gli alberelli che crescono da seme di mela generalmente danno frutti commestibili, anche se di dimensioni più ridotte e colorazione meno intensa rispetto a quelli della pianta madre. Le caratteristiche organolettiche sono comunque soddisfacenti: il sapore rimane dolce e gradevole, con leggere variazioni del gusto dovute alla diversità genetica.
Quindi per ottenere mele buone da raccogliere e mangiare, nella stragrande maggioranza dei casi non è necessario ricorrere all’innesto. Anche la semplice coltivazione da seme permette di avere alberi produttivi che forniscono frutti sani e appetitosi.
L’olivo tende a inselvatichirsi
Per quanto riguarda l’olivo, le piante ottenute da seme si comportano in maniera diversa rispetto alla pianta madre. Tendono infatti ad inselvatichirsi, dando vita ad alberelli dalla forma più irregolare. Gli olivi nati da seme producono generalmente olive più piccole, con fruttificazione che inizia molto tardi. Non mantengono le stesse caratteristiche di dimensione, forma e sapore delle olive originali.
Ciò nonostante, queste piante autoctone forniscono comunque un ottimo olio extravergine, anche se in quantità inferiore. La resa in percentuale è minore, ma la qualità dell’olio rimane eccellente, con grande sapore e profumo. Quindi per ottenere grandi olive da mensa simili a quelle del supermercato è consigliabile l’innesto, mentre da seme si otterrà un olio magari meno abbondante ma sempre pregiatissimo.
Il nespolo giapponese è fedele alla madre
Al contrario di altre specie, il nespolo giapponese è una pianta che rimane molto fedele al patrimonio genetico originale anche quando viene riprodotta per via seminale. I semi del nespolo, una volta piantati, generano alberelli che mantengono le stesse identiche qualità di fruttificazione della pianta madre. I frutti che se ne ricavano sono sempre ottimi, dolci e succosi.
Non si notano variazioni rilevanti in termini di pezzatura, forma, colore della buccia e della polpa, aroma e gusto dei frutti. Il nespolo giapponese da seme replica in maniera pressoché identica le caratteristiche della varietà di partenza. Per questa specie dunque l’innesto non è affatto necessario. È sufficiente seminare i noccioli e in pochi anni si otterranno nespoli buoni e produttivi, senza ulteriori interventi.
I ciliegi tendono a dare frutti acidi
Per quanto riguarda il ;ciliegio, la riproduzione da seme tende a dare frutti dal sapore molto acidulo, simili alle amarene piuttosto che alle classiche ciliegie dolci che acquistiamo al supermercato. I frutti sono sempre tipicamente acidi, con polpa scarsa. Sono ottime per produrre squisite marmellate, grazie all’alto contenuto di acidità.
Ma se vogliamo coltivare ciliegi che diano ciliegie dolci da consumare fresche, è praticamente indispensabile procedere con l’innesto. Il sapore acido sembra essere una caratteristica intrinseca del ciliegio autoctono. Perciò l’innesto è l’unico modo per ottenere la dolcezza e succosità delle varietà che mangiamo abitualmente.
Le castagne comuni non richiedono innesto
Per quanto riguarda le castagne, bisogna distinguere tra castagne comuni e castagne più grandi come i marroni. Le castagne di pezzatura normale, che crescono spontaneamente nei castagneti, se riprodotte da seme danno origine ad alberi che fruttificano bene con castagne buone e commestibili.
Infatti non si usa mai innestare i castagni selvatici, perché comunque i frutti che producono naturalmente hanno ottime qualità organolettiche. Discorso diverso per i marroni, i cui semi tendono a generare castagne più piccole rispetto alla varietà madre. In quel caso può essere opportuno l’innesto. In generale, è sempre meglio valutare i primi frutti prima di decidere se innestare o meno. La pianta da seme avrà comunque un apparato radicale più sviluppato e resistente alla siccità.
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Buongiorno, vorrei porre un questione.
Ho seminato semi di cedro e nel tempo mi è cresciuta una bella pianta con tante foglie che avrà oltre dieci anni.
Non vedo però fiori e quindi la domanda è se vedrò mai fiori e conseguenti frutti?
Grazie per la risposta
ROberto
Ciao Roberto,
Grazie per la tua domanda! Il cedro (Citrus medica) è una pianta che può richiedere tempo per fiorire e fruttificare, soprattutto se cresciuta da seme.
Alcuni fattori da considerare:
Tempo di maturazione: le piante di agrumi nate da seme possono impiegare 10-15 anni (a volte anche di più) per produrre fiori. Se la tua pianta ha circa 10 anni, potrebbe essere vicina alla fioritura, ma potrebbe volerci ancora qualche anno.
Condizioni ambientali: il cedro ha bisogno di molto sole, clima caldo e protezione dal freddo (temperature sotto i 5°C possono danneggiarlo). Se vivi in una zona con inverni rigidi, potresti doverlo coltivare in vaso e ripararlo in inverno.
Concimazione e terreno: una concimazione bilanciata (ricca di potassio e fosforo, ma senza eccessi di azoto) e un terreno ben drenato possono stimolare la fioritura.
Innesto: spesso gli agrumi da seme vengono innestati per accelerare la fruttificazione. Se la tua pianta non è innestata, i tempi potrebbero essere più lunghi.
Se vuoi accelerare il processo, potresti valutare l’innesto con un ramo di una pianta già matura, oppure assicurarti che abbia tutte le condizioni ideali.
Spero che con un po’ di pazienza e cure adatte tu possa vedere i fiori (bellissimi e profumati!) e i frutti! Se hai altre domande, sono qui.
Un saluto e buona coltivazione!