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Perché l’ulivo non fa olive? Cause e possibili soluzioni da adottare

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olivo senza frutto

L'olivo può essere un arguto soggetto, producendo a fasi alterne. Troppo stresso dal clima o dalle potature, il suo umore cambia e decide di riposare. Ma con cure attente e pazienti, sarà convinto a dare sempre il meglio, regalando i suoi preziosi frutti anno dopo anno.

L’olivo è una pianta che tradizionalmente presenta un ciclo di produzione biennale, con abbondanti raccolti alternati ad annate di scarsa resa. Questo fenomeno dell’alternanza è stato accentuato in passato da tecniche colturali non ottimali, come potature e concimazioni eseguite in modo errato.

Lo scopo di questo articolo è focalizzare l’attenzione sui principali fattori coinvolti nel complesso meccanismo. La biologia fiorale dell’olivo prevede tre fasi cruciali: l’induzione a fiore a luglio, la successiva “iniziazione” dei gemmi fiorali tra dicembre e gennaio, e infine la loro “differenziazione” in fiore nel periodo di marzo.

Il corretto svolgimento di queste delicate fasi è determinante per una buona fruttificazione. Condizioni di stress, come carenze idriche o nutrizionali, possono compromettere tali processi portando alla mancata formazione del fiore e quindi all’assenza di olive l’anno successivo.

Cause che determinano la mancata fruttificazione dell’ulivo

Sono diversi i fattori che possono portare all’assenza di olive negli alberi di ulivo. Elementi primari sono le condizioni ambientali, in quanto variazioni anomale di temperatura e umidità durante le delicate fasi biologiche possono compromettere l’impollinazione.

Uno dei deterrenti principali è senza dubbio lo stress idrico: periodi prolungati di siccità in primavera-estate stressano le piante bloccando la fioritura. Anche potature errate eseguite nei mesi sbagliati o eccessivamente drastiche, influenzano negativamente l’equilibrio vegeto-riproduttivo.

Un eccesso di concimazione azotata porta invece la pianta a privilegiare la crescita a scapito della produzione di fiori fecondati (Qui una guida dettagliata sulla concimazione). Monitorare tali fattori e intervenire tempestivamente con irrigazioni supplementari o fertilizzazioni mirate può aiutare a prevenire l’alternanza di produzione.

1. Condizioni ambientali

fattori ambientali rivestono un ruolo essenziale nel determinare la fruttificazione dell’ulivo.

Cambiamenti anomali di temperatura, umidità e luminosità nel periodo di formazione delle gemme possono compromettere l’induzione e l’iniziazione del fiore. Uno dei principali nemici è la siccità , soprattutto nel periodo primaverile ed estivo. Periodi prolungati di stress idrico stressano la pianta bloccando l’allegagione.

Anche la carenza di freddo invernale è dannosa per lo stimolo riproduttivo. Lo stesso vale per un’intensa esposizione solare specie nei mesi più caldi, che può portare a un innalzamento eccessivo delle temperature.

Monitorare costantemente le condizioni climatiche ed intervenire tempestivamente mitigando gli stress, aiuta a ridurre il naturale fenomeno dell’alternanza negli uliveti.

2. Temperature

Il clima gioca un ruolo fondamentale nell’indurre l’alternanza di produzione negli uliveti. Condizioni avverse che perdurano fino a 8-10 settimane prima della fioritura, come temperature anomale, possono causare l’aborto dell’ovario nei fiori andando incontro ai fenomeni di fiori staminati.

La temperatura è il principale fattore che influenza la transizione dalle gemme vegetative a quelle fiorali. In particolare, durante l’inverno e l’iniziazione dei fiori tra dicembre e gennaio, un corretto “input di freddo” con un numero adeguato di ore sotto i 9°C si rivela essenziale.

Sono infatti le basse temperature a indurre i processi metabolici per rompere la dormienza delle gemme. Nelle zone con inverni miti e regolari il potenziale differenziazione fiorale è maggiore.

Monitorare le variazioni termiche rispetto alla media storica può consentire di prevenire lo stato di alternanza.

3. Umidità

cambiamenti climatici in atto stanno modificando i parametri ambientali anche negli oliveti. Variazioni anomale delle temperature e dell’umidità relativa in alcune stagioni possono favorire il manifestarsi di patologie fungine.

In particolare, alti livelli di umidità in periodi chiave per lo sviluppo dei fungo, come la Cercospora dei rametti dell’olivo, ne aumentano l’infestazione. Studi hanno mostrato come alcune varietà risultino più suscettibili di altre in queste condizioni.

Per contrastare emergenza di nuovi patogeni dovuta ai cambiamenti in atto, ricerche sperimentano l’uso di zeolite, minerali naturali in grado di assorbire umidità con ottimi risultati di controllo delle malattie. Il monitoraggio delle variazioni climatiche a scala locale risulta quindi importante per prevenire danni da eccesso di umidità attraverso prodotti naturali o fitofarmaci mirati.

4. Stress idrico

Lo stress idrico è una delle cause principali di alternanza di produzione negli oliveti. Periodi prolungati di siccità in qualsiasi fase fenologica causano uno squilibrio tra crescita vegetativa e sviluppo riproduttivo della pianta.

La mancanza d’acqua può influire sull’alternanza favorendo la cascola precoce di organi fiorali, l’aborto dell’ovario e problematiche legate a impollinazione e allegagione. Uno stress idrico primaverile-estivo, durante le delicate fasi di induzione-differenziazione del fiore, ne compromette significativamente la formazione.

Condizioni di precipitazioni scarse o assenti in questi periodi mettono sotto stress osmotico le piante. L’irrigazione di soccorso si rivela quindi strategica per garantire un corretto ciclo riproduttivo degli ulivi ed evitare l’alternanza produttiva negli anni seguenti.

5. Potatura

La potatura rappresenta una pratica agronomica importantissima nella gestione degli oliveti. Nei primi anni di vita, la potatura di allevamento ha lo scopo di definire un adeguato modello colturale per l’impianto.

Dall’entrata in produzione in poi, la potatura di routine è finalizzata a mantenere un corretto equilibrio tra parte vegetativa e riproduttiva della pianta. Una potatura eccessivamente drastiche o eseguita nel periodo sbagliato può compromettere l’induzione fiorale.

Al contrario, interventi razionali effettuati con criterio migliorano la penetrazione della luce e l’areazione dei rami, fattori necessari per stimolare la fioritura. Monitorare l’epoca e la corretta tecnica in base all’età e vigoria degli ulivi risulta strategico per prevenire squilibri che possano favorire l’alternanza produttiva.

Come capire se l’ulivo produrrà le olive

Per capire se un ulivo fruttificherà, il primo passo è saper riconoscere e valutare la fase di fioritura. I fiori dell’ulivo sono raggruppati in infiorescenze che si sviluppano all’ascella delle foglie sui rami dell’annata precedente. Ogni infiorescenza è composta da 10-40 fiori riuniti a corimbo, di colore bianco-giallastro.

fiori perfetti, dotati di apparato riproduttivo maschile e femminile, sono i soli in grado di produrre le olive se fecondati. Vanno quindi distinti dai fiori imperfetti, privi di elementi funzionali. Una fioritura rigogliosa, con infiorescenze abbondanti su tutta la chioma, è garanzia di una buona produzione in arrivo. Al contrario, una fioritura scarsa o irregolare è spia di scarsa fruttificazione.

Osservare attentamente la quantità e distribuzione dei fiori sull’albero è dunque il primo passo per capire, già in primavera, se l’ulivo svilupperà olive in autunno. Un monitoraggio costante della fioritura permette di prevedere la futura produzione.

Analisi di gemme e drupe per valutare precocemente la fertilità

Le analisi su gemme e drupe sono uno strumento prezioso per valutare precocemente la fertilità e prevedere la produzione negli uliveti. Già a fine inverno si possono effettuare test sulle gemme per determinare la presenza di primordi fiorali e la loro vitalità.

Tecniche come la dissezione, l’osservazione al microscopio o la colorazione consentono di stabilire il potenziale produttivo delle gemme. Più avanti, a primavera, le analisi si spostano sui fiori, controllando il rapporto tra quelli perfetti e imperfetti.

In estate poi si passa allo studio delle drupe, monitorando dimensioni, colore, consistenza. La valutazione di parametri come solidità, olio e sostanze di riserva permette di prevedere la resa finale. Questo costante monitoraggio analitico, abbinato all’osservazione dell’albero, fornisce preziose indicazioni sulla fertilità in divenire e la futura produzione. Un metodo utile per ottimizzare le pratiche colturali.

Quali sono i segni e sintomi dell’alternanza di produzione negli ulivi?

L’alternanza di produzione negli ulivi è un fenomeno fisiologico che si manifesta con chiari segni e sintomi, ben visibili all’occhio attento dell’olivicoltore. Già osservando la fioritura, se risulta scarsa e discontinua, con infiorescenze rade e mal distribuite, è possibile intuire un’annata potenzialmente problematica. L’esame approfondito dei fiori poi rivela spesso un’abbondanza anomala di quelli imperfetti, sterile e staminati, a discapito di quelli perfetti e funzionali alla fruttificazione.

Proseguendo con le ispezioni nei mesi successivi, la cascola precoce di frutticini dopo l’allegagione è un campanello d’allarme che qualcosa ostacola il normale sviluppo. Le olive superstiti che si ingrossano mostrano chiari segni di sofferenza, con dimensioni ridotte, forme irregolari, colorazione difettosa. All’interno il nocciolo è scarso e mal formato. L’anticipo della maturazione e i rami spogli alla raccolta finale sanciscono il sostanziale insuccesso produttivo.

Come favorire la produzione di olive

Per avere una resa con olive da carico nel periodo ottobre-novembre è necessario adottare alcune accortezze. Fra gli elementi chiave c’è l’irrigazione degli oliveti tra agosto e settembre.

In questa fase gli alberi devono essere sollevati da ogni forma di stress idrico, poiché lo scarso apporto d’acqua porta a danni irreversibili. Condizioni di siccità non permettono infatti alle olive di svilupparsi correttamente, completando l’importante fase di impollinazione.

Nei casi più gravi si può verificare addirittura la cascola precoce dei piccoli frutti. Assicurare quindi il fabbisogno idrico ottimale in questo periodo chiave facilita il pieno sviluppo delle drupe e garantisce abbondanti raccolti.

È una pratica irrigua imprescindibile per stimolare costantemente la produttività degli oliveti.

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