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Perché alcune persone sono magneti per le zanzare: la scienza spiega le cause chimiche

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Sapevi che il tuo odore corporeo specifico attira le zanzare più del gruppo sanguigno? La scienza ha appena identificato le molecole esatte che ti rendono un bersaglio preferito. Leggi come i nuovi studi cambiano il modo di proteggersi dalle punture.

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Perché alcune persone sono magneti per le zanzare

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Molti individui subiscono punture di zanzara con frequenza maggiore rispetto ad altri e cercano spiegazioni nel gruppo sanguigno o in presunte caratteristiche genetiche fisse. Gli scienziati hanno a lungo mostrato scetticismo verso queste teorie per mancanza di dati precisi. Una nuova rassegna scientifica identifica ora nei segnali chimici specifici la vera causa dell’attrazione. I ricercatori dell’Anhui Medical University, guidati dal professor Shengqun Deng, hanno analizzato anni di studi sul comportamento delle femmine di zanzara nella selezione degli ospiti.

Una nuova rassegna scientifica identifica nei segnali chimici la causa principale per cui alcune persone attirano più zanzare. I ricercatori dell'Anhui Medical University confermano che anidride carbonica, acidi carbossilici e composti come l'1-otten-3-olo guidano la selezione dell'ospite. 

Il microbioma cutaneo crea una firma olfattiva coerente nel tempo, mentre parassiti come quelli della malaria manipolano la chimica corporea per favorire la propria diffusione. Questi dati permettono lo sviluppo di repellenti mirati e strategie di sanità pubblica basate sull'identificazione molecolare dei soggetti più esposti.

Il ruolo dell’anidride carbonica nel richiamo a distanza

Le femmine di zanzara necessitano delle proteine ematiche per produrre le uova e attivano la caccia basandosi su segnali fisici e chimici stratificati. Il primo indicatore percepito dagli insetti consiste nell’anidride carbonica espirata, rilevabile anche a decine di metri di distanza. L’anidrite carbonica spiega gran parte delle punture apparentemente casuali che le persone sperimentano quotidianamente.

Corpi di dimensioni maggiori, una respirazione affannosa, un metabolismo accelerato o la gravidanza incrementano il rilascio di CO2 nell’aria circostante. Tali condizioni rendono l’individuo più facile da individuare per l’insetto affamato, e le donne incinte al secondo trimestre ricevono più morsi a causa della temperatura corporea elevata, del volume d’aria espirato superiore e della maggiore presenza di composti cutanei.

La firma chimica della pelle e gli acidi carbossilici

Quando la zanzara si avvicina fino a circa dieci metri dall’essere umano, inizia a decodificare l’odore corporeo specifico, questo perché la pelle umana emana tra i 300 e i 1.000 diversi composti chimici volatili, sebbene solo una manciata di questi guidi realmente l’insetto verso il bersaglio. Gli acidi carbossilici occupano il primo posto nella lista delle sostanze attrattive identificate dalla ricerca.

Uno studio dell’Università Rockefeller del 2022 ha dimostrato come individui con alti livelli di acidi carbossilici sulla cute risultino estremamente attraenti per le zanzare. I soggetti classificati come più appetibili attirano gli insetti con una frequenza circa cento volte superiore rispetto alle persone meno attraenti. Il sudore trasporta acido lattico mentre i batteri cutanei metabolizzano gli oli prodotti dall’epidermide, creando una firma olfattiva personale. Tale profilo chimico rimane notevolmente coerente nel corso degli anni.

Differenze individuali nell'attrattività per le zanzare
Il pannello A mostra un profilo chimico cutaneo con bassa emissione di attrattivi (cerchi gialli), che genera un richiamo limitato per gli insetti. Il pannello B illustra invece un profilo ad alta attrattività, caratterizzato da una maggiore concentrazione di composti specifici (cerchi arancioni e verdi) che aumentano significativamente la presenza di zanzare nelle vicinanze. La variabilità individuale nella produzione di queste molecole spiega le differenze osservate nella frequenza delle punture tra persone diverse.

L’impatto del sebo e del microbioma cutaneo

Una ricerca recente ha osservato il comportamento della specie Aedes aegypti su 42 donne in ambiente laboratoriale, monitorando le preferenze degli insetti. Il gruppo più punto, comprendente anche partecipanti in gravidanza, produceva livelli insolitamente elevati di un composto denominato 1-otten-3-olo. La sostanza alcolica dal profumo di funghi è responsabile del tipico odore di un pavimento umido nella foresta.

Anche minimi aumenti di questo composto modificano le preferenze delle zanzare, un dato che ha sorpreso gli studiosi. La scoperta chiarisce il motivo per cui lavare la pelle o indossare abiti appena puliti non riduce sempre il rischio di punture. Le sostanze chimiche attrattive provengono infatti dai microbi che colonizzano la cute umana. I batteri ritornano rapidamente sulla pelle indipendentemente dalla frequenza dei lavaggi.

La manipolazione degli ospiti da parte di virus e parassiti

I parassiti della malaria e i virus della dengue sembrano manipolare gli ospiti umani per aumentare la frequenza delle punture di zanzara. Tale meccanismo non costituisce un effetto collaterale accidentale, bensì una precisa strategia di sopravvivenza per il patogeno. Una molecola chiamata HMBPP, prodotta dai parassiti malarici, innesca nei globuli rossi infetti il rilascio di composti chimici irresistibili per le zanzare.

I virus della dengue e dello Zika seguono una strada differente alterando il mix di microbi sulla pelle per produrre un composto separato che attira gli insetti con maggiore forza. L’effetto finale rimane identico: una persona malata diventa più attraente e la zanzara trasporta l’agente patogeno verso il prossimo ospite umano. Un documento del 2021 ha evidenziato come la sola HMBPP renda le zanzare più aggressive anche verso sangue artificiale.

Verità e falsi miti su gruppo sanguigno e abbigliamento

Gli studi riguardanti le preferenze legate al gruppo sanguigno mostrano risultati wildly incoerenti tra diverse popolazioni e specie di zanzare. Alcune ricerche suggeriscono che Aedes albopictus preferisca il tipo O, mentre altre indicano una predilezione di Aedes aegypti per il tipo B. I campioni analizzati risultano però troppo esigui per tracciare conclusioni definitive.

L’abbigliamento scuro attira effettivamente più attenzione poiché le zanzare utilizzano la vista una volta avvicinate al bersaglio. Il consumo di una o due birre aumenta la temperatura corporea, innalzando di conseguenza il rischio di punture. Anche le variazioni nella CO2 espirata e nella chimica della pelle contribuiscono ad aumentare la probabilità di essere morsi.

Nuove prospettive per repellenti e salute pubblica

La novità principale risiede nell’identificazione chimica precisa, non nella constatazione che alcune persone subiscano più morsi. Gli esperti possono ora indicare con sicurezza quali composti trasportino il segnale responsabile del targeting. Risulta chiaro come gli organismi patogeni inclinino l’equilibrio a proprio favore per diffondersi, collegando sospetti pluridecennali a molecole specifiche.

Questa ricerca apre la strada a repellenti mirati capaci di mascherare gli acidi carbossilici o l’1-otten-3-olo. Trattamenti cutanei potrebbero spostare il microbioma verso composizioni meno gradite alle zanzare. Test sul campo a basso costo potrebbero segnalare le persone che agiscono come hub di trasmissione inconsapevoli nelle zone malariche. Il fenomeno del “magnete per zanzare” cessa di essere un mistero e diventa uno strumento misurabile per rafforzare la sanità pubblica.

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