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Nuovo record del riscaldamento oceanico nel 2025: La temperatura sale più di quanto ci si aspettasse

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Gli oceani, che assorbono il 90% del calore in eccesso, si stanno surriscaldando a ritmi mai visti, con conseguenze devastanti per la vita marina e il clima globale. Nonostante La Niña, il 2025 segna un nuovo picco: l’Antartico assorbe calore 4 volte la media.

Nel 2025 gli oceani del mondo hanno assorbito più calore che mai nella storia delle rilevazioni scientifiche. Secondo le analisi condotte da esperti internazionali, lo scorso anno i 2.000 metri superiori degli oceani hanno assorbito circa 23 trilioni di joule di energia sotto forma di calore, una quantità pari a 37 volte il consumo energetico annuo globale.

Il 2025 segna il nono anno consecutivo in cui gli oceani raggiungono un nuovo record del riscaldamento oceanico. Il surriscaldamento di questi cuscinetti climatici continua a persistere, anche in presenza del raffreddamento di La Niña nel Pacifico che avrebbe dovuto offrire un freno temporaneo all’aumento termico.

Nuovo record del riscaldamento oceanico nel 2025 in un minuto

Nel 2025, gli oceani hanno assorbito un record di 23 zettajoule di calore, il nono anno consecutivo di aumento termico. Assorbono il 90% del calore da gas serra, riscaldandosi più velocemente: il tasso è quadruplicato dal 1958 e nel 2025 ha superato il doppio della media 2007-2025. 

L’Oceano Antartico ha assorbito 10 zettajoule, 4x la media. Nonostante La Niña, il riscaldamento persiste. Conseguenze: diminuzione ossigeno, ondate di calore marine, alterazione correnti, innalzamento livello mare, eventi estremi.

Il sistema climatico ha perso equilibrio termico. Senza riduzione emissioni a zero, il trend continuerà. Gli oceani, pur mitigando il riscaldamento atmosferico, si surriscaldano in modo insostenibile, creando un paradosso climatico globale.

Gli oceani sono cuscinetti climatici

Gli oceani fungono da cuscinetti climatici più importanti del pianeta intero, in quanto assorbono circa il 90 percento del calore generato dall’effetto serra causato dall’attività umana. Ciò produce conseguenze significative sulla salute dei sistemi oceanici ma, il contenuto di ossigeno nell’acqua sta diminuendo progressivamente e le ondate di calore marine stanno diventando più frequenti e intense.

L’aumento della temperatura del mare sta alterando le correnti oceaniche e rendendo meno permeabile la stratificazione dell’acqua marina, con effetti a cascata su tutti gli ecosistemi marini.

L’assorbimento record di 23 zettajoule nel 2025

Nuovi dati sullo stato degli oceani sono stati forniti dalle analisi di Lijing Cheng dell’Accademia Cinese delle Scienze insieme ai suoi colleghi ricercatori. Come negli anni precedenti, il team ha valutato i dati di temperatura dalla superficie del mare fino a una profondità di 2.000 metri utilizzando molteplici fonti di informazione.

I dati provenivano da boe oceaniche, stazioni di misurazione fisse, satelliti orbitali, misurazioni effettuate a bordo di navi oceanografiche e tre diverse raccolte dati internazionali. Da questi valori misurati, il team ha determinato il contenuto di calore totale e l’assorbimento di energia termica degli oceani mondiali.

Il risultato dello studio sorprende per la sua entità, nel 2025, gli oceani hanno assorbito un’altra quantità record di energia termica mai osservata prima.

Secondo i risultati raggiunti, gli oceani del mondo hanno assorbito circa 23 trilioni di joule di energia soltanto lo scorso anno, energia che altrimenti sarebbe rimasta nell’atmosfera terrestre, riscaldando ulteriormente il clima globale.

Il nono anno consecutivo di record termico oceanico

Questo dato segna il nono anno consecutivo in cui l’assorbimento di calore oceanico raggiunge un nuovo record rispetto agli anni precedenti. Cheng e il suo team hanno sottolineato che si tratta della più lunga serie ininterrotta di record annuali di calore oceanico da quando sono iniziate le rilevazioni sistematiche.

Il 2025 segnala un altro passo significativo nel continuo cambiamento del sistema climatico terrestre verso condizioni di maggiore instabilità. A differenza delle temperature superficiali degli oceani che oscillano in risposta alle variazioni meteorologiche stagionali, questo riscaldamento delle profondità marine rimane meno suscettibile agli effetti meteorologici e alle fluttuazioni climatiche a breve termine.

I dati a lungo termine confermano inoltre che il ritmo del riscaldamento degli oceani sta accelerando notevolmente nel tempo. Tra il 1958 e il 1985, il tasso di assorbimento del calore era di circa 2,9 zettajoule all’anno secondo le misurazioni storiche disponibili. Tra il 2007 e il 2025, l’assorbimento del calore dei primi 2.000 metri ha subito un incremento fino a una media di 11,4 zettajoule all’anno, quasi quadruplicando il tasso storico precedente.

L’accelerazione del 2025 supera significativamente questa media già elevata, l’assorbimento di calore nello scorso anno è il doppio della media a lungo termine registrata dal 2007 in poi. Il team di ricercatori ha affermato che il picco record del 2025 segnala chiaramente un forte riscaldamento globale in atto, indicando un’accelerazione dei processi climatici globali.

Le differenze regionali nel riscaldamento oceanico

Le analisi condotte rivelano però differenze regionali significative nella distribuzione del riscaldamento oceanico mondiale. Le aree oceaniche che subiscono il riscaldamento più forte si trovano nell’Oceano Antartico, nell’Atlantico tropicale e meridionale, nel Mar Mediterraneo e nella parte settentrionale dell’Oceano Indiano. Queste regioni oceaniche specifiche si stanno riscaldando costantemente da decenni senza interruzione.

Al contrario, nel 2025 è stata osservata una leggera diminuzione dell’assorbimento di calore nel Pacifico centrale, fenomeno causato da La Niña, il ciclo climatico che ha causato un raffreddamento temporaneo e localizzato.

L’Oceano Antartico, che si estende fino alla Corrente Circumpolare Antartica, svolge un ruolo particolarmente importante nello scenario globale del riscaldamento marino. Solo lo scorso anno, ha assorbito dieci zettajoule di energia termica, una quantità quattro volte superiore rispetto alla media dei 20 anni precedenti.

Cheng e il suo team hanno sottolineato che questo riscaldamento pronunciato riflette il ruolo unico dell’Oceano Antartico come uno dei principali pozzi di calore di origine antropica sulla Terra. Forti venti e correnti di ribaltamento profonde trasportano una quantità particolarmente elevata di calore dalla superficie verso grandi profondità in questo oceano meridionale.

Il sistema climatico ha perso l’equilibrio termico

I ricercatori hanno affermato che il riscaldamento degli oceani fornisce la prova diretta e misurabile che il sistema climatico ha perso l’equilibrio termico proprio che lo caratterizzava in periodi precedenti. Se questa tendenza continua senza interruzioni, il riscaldamento degli oceani potrebbe avere gravi effetti di feedback sul sistema climatico e peggiorare ulteriormente la situazione ambientale globale.

Gli oceani più caldi fanno aumentare il livello del mare provocando conseguenze per le comunità costiere, intensificano le ondate di calore marine che alterano gli ecosistemi marini, e aggravano eventi meteorologici estremi come tempeste violente e piogge torrenziali che colpiscono i continenti.

Per il momento però non si intravede la fine di questa tendenza: i ricercatori prevedono che l’assorbimento di calore degli oceani continuerà a battere nuovi record negli anni a venire senza sosta. Questo continuerà invariabilmente finché le emissioni di gas serra non saranno ridotte a zero secondo quanto affermato da Cheng e dai suoi colleghi ricercatori.

Mentre gli oceani proteggono il pianeta dai cambiamenti climatici indotti dall’attività umana, si stanno contemporaneamente surriscaldando a un ritmo crescente e sempre più accelerato, creando un paradosso critico per la stabilità del sistema climatico terrestre.

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